Sophie Germain e Antoine Le Blanc, la stessa persona

Sophie Germain era una giovanissima donna parigina, poco più che tredicenne nel periodo della Rivoluzione Francese. Costretta dai genitori a stare in casa per motivi di sicurezza, Sophie passava le sue giornate immersa nella lettura e si imbatté per caso in un libro sulla vita di Archimede. Rimasta affascinata dalla forza della costruzione logica, cominciò  contro il volere dei genitori ad interessarsi di matematica. C’era allora un certo pregiudizio nei confronti delle donne di scienza, escluse dai circoli culturali e dalla vita accademica; Sophie sapeva che non avrebbe potuto fare la domanda per accedere alle specifiche scuole di formazione ma il desiderio di conoscenza aveva ormai acceso la propria scintilla dentro di lei, trasformando la fiamma dell’interesse nel rogo della passione fino a farla diventare un incendio ossessivo a cui fu impossibile resistere. Compiuti i 18 anni, Sophie scelse uno pseudonimo maschile e presentò la sua candidatura all’Ecole Polytechnique  col falso nome di Antoine-August Le Blanc.

Senza frequentare i corsi riuscì ad ottenere gli appunti delle lezioni; da sola sviluppò diversi argomenti sulla teoria dei numeri e conseguì risultati importanti sull’Ultimo Teorema di Fermat.

Sempre col nome di Antoine-August Le Blanc scrisse al Professor Carl Gauss, matematico e astronomo di fama internazionale, per renderlo partecipe del suo lavoro. Gauss aveva un brutto carattere, era solito mortificare con giudizi sprezzanti gli studenti che andavano a sottoporgli le proprie ricerche e non esitava a soffocare il loro entusiasmo. Nella sue lettera, Sophie si presentò con garbo e umiltà: ‘Sfortunatamente la profondità del mio intelletto non è pari alla voracità del mio appetito, e sento una sorta di temerarietà nel disturbare un uomo di genio’. Il Professore, quasi avesse colto la purezza di quello spirito, rispose stranamente con gentilezza: ‘Sono felice che l’aritmetica abbia trovato in lei un così capace amico’.

Iniziò così una corrispondenza su temi, intuizioni e scoperte della matematica; per diversi anni i due continuarono a scambiarsi messaggi senza che Sophie dichiarasse la propria identità.

Nel 1807 le truppe di Napoleone entrarono in Prussia e la donna temette per l’incolumità di Gauss; avvalendosi dei propri appoggi, chiese quindi a un comandante dell’armata francese di proteggere lo scienziato. Proprio il comandante, una volta raggiunto lo scopo, comunicò all’uomo che doveva la vita a una certa Sophie Germain generando in lui grande incredulità: il matematico non aveva idea di chi fosse la sua misteriosa benefattrice. Le carte del gioco furono scoperte poco dopo: nella lettera successiva Sophie fu costretta a rivelare il suo inganno. Gauss rispose con queste parole: ‘ Come descriverle la mia ammirazione e meraviglia nel vedere il mio stimatissimo corrispondente, Monsieur Leblanc, trasformarsi in questo illustre personaggio che offre un esempio talmente brillante di quello che avrei trovato difficile credere…Quando una persona di sesso femminile, che deve urtare in difficoltà infinitamente superiori a quelle che incontrano gli uomini per giungere a familiarizzarsi con le spinose ricerche della matematica,  riesce, nonostante tutto, a sormontare simili ostacoli e a penetrare fino alle regioni più oscure della scienza, ella deve senza dubbio possedere un nobile coraggio.’

Carl Gauss e Sophie Germain continuarono a scriversi ma non si incontrarono mai, lui riuscì a convincere l’Università di Gottinga a conferirle una Laurea ad Honorem ma lei non ebbe il tempo di ritirarla, morì all’età di 54 anni per un tumore al seno.

Fu il suo essere donna, ancora una volta, a impedirle di andare.

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