{"id":1234,"date":"2018-11-10T08:04:18","date_gmt":"2018-11-10T07:04:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=1234"},"modified":"2018-11-10T08:04:18","modified_gmt":"2018-11-10T07:04:18","slug":"17-la-coincidenza-il-palio-lo-sguardo-della-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/rime-baciate\/17-la-coincidenza-il-palio-lo-sguardo-della-madre\/","title":{"rendered":"17. La coincidenza, il Palio, lo sguardo della madre"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche tempo Adele guardava il figlio con aria preoccupata. Era passato pi\u00f9 di un anno da quando la famiglia aveva lasciato Siena, in quel periodo Greg si era diplomato e aveva dato i primi esami nella facolt\u00e0 di Matematica. Adele osservava i suoi movimenti, sentiva che si alzava la mattina presto e cominciava subito a studiare, chino sui libri ancor prima che sorgesse il sole; poi usciva per seguire i corsi all\u2019universit\u00e0 e tornava, qualche ora dopo, per assumere la stessa identica posizione in cui lei l\u2019aveva trovato all\u2019alba, quando si era svegliata.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>-Cos\u00ec non va bene &#8211; rimuginava la donna tra s\u00e9- un ragazzo della sua et\u00e0 deve uscire, frequentare degli amici, andare al cinema.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Le considerazioni di Adele erano frutto di diversi fattori che certamente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>combinavano il buon senso comune e l&#8217;istinto materno, ma acquisivano un valore aggiuntivo per via del suo vissuto personale. C\u2019era un motivo preciso per cui Adele pensava che il figlio dovesse fare quelle cose ed era che lei, quando era<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stato il momento, non le aveva fatte.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La storia di Adele era un\u2019accozzaglia di vicende sfortunate, un susseguirsi di labirintici sentieri tra i campi delle disgrazie in cui la donna aveva brancolato nei primi anni di vita fino all\u2019incontro con Libero, quel giorno in cui lui si avvicin\u00f2 al banco del supermercato per comprare il gorgonzola.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La sua infanzia era un ricordo nebuloso che compariva a tratti e proponeva la sua subdola forma nei momenti di stress, quando la tensione prevaleva sulla volont\u00e0 di dimenticare. A cinque anni era stata adottata, insieme a suo fratello, da una famiglia di brave persone che vivevano in una zona di campagna vicino a Siena. Poco dopo l\u2019arrivo dei due bambini, per\u00f2, i genitori adottivi vennero a mancare, coinvolti entrambi in un incidente mortale sulla strada statale tra Siena e Firenze. Adele venne data in affido a una zia, suo fratello venne messo in collegio nei pressi di Colle val d\u2019Elsa.<\/p>\n<p>La bambina si trov\u00f2 a vivere nell\u2019ombra, chiusa nel silenzio delle sue sventure.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La zia l\u2019aveva accolta come una tassa da pagare, costretta da un\u2019esplicita richiesta del parroco e dal giudizio bisbigliato dei paesani; improvvis\u00f2 in salotto un letto per la nipote senza offrirle mai una parola di conforto o un abbraccio sincero.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Stretta tra il dolore e la malinconia della solitudine, Adele svilupp\u00f2 l\u2019attitudine alla trasparenza: era talmente riservata da sembrare assente, tanto esile e dimessa da risultare inconsistente. A scuola sedeva in disparte e produceva risultati decisamente mediocri, non scambiava parole con i compagni e passava il tempo della ricreazione ad annodare un gomitolo di lana azzurra che portava sempre con s\u00e9. La sua situazione, cos\u00ec diversa da quella degli altri bambini, non le consentiva di trovare con loro alcun punto di contatto; i rari tentativi di socializzazione non avevano fatto altro che amplificare la percezione dell\u2019incolmabile divario e l\u2019avevano convinta a tornare nel suo angolo di silenzio, sempre pi\u00f9 chiuso e corazzato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La cosa che le mancava di pi\u00f9, a cui pensava mentre annodava la lana, erano gli occhi di una mamma. <a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/occhi-chiusi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1230 alignright\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/occhi-chiusi-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/occhi-chiusi-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/occhi-chiusi.jpg 530w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non sapeva che forma avessero quelli della sua madre naturale e non ricordava l\u2019espressione della donna che l\u2019aveva adottata; nulla nella sua memoria poteva aiutarla a costruire uno sguardo che le desse speranza. Continu\u00f2 a pensare a quell\u2019assenza per molti anni e quando fu pi\u00f9 grande cap\u00ec una grande verit\u00e0, una legge naturale che finalmente la eguagliava a tutti gli altri: senza uno sguardo in cui riflettersi nessuno pu\u00f2 trovare se stesso. Quel rimbalzo di luce tra le pupille, quello scambio di espressioni e quel riverbero di onde emotive sancivano un protocollo di intesa che superava ogni altra forma di comunicazione. Nello sguardo della madre era scritta per intero la storia di ogni figlio: il modo in cui sarebbe diventato, la sua dolcezza, la sua forza e il suo futuro.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Cos\u00ec Adele, che non aveva alcuno sguardo in cui riflettersi, non riusciva a trovare una forma. Le mancavano l\u2019incoraggiamento e il sorriso della fiducia; aveva bisogno di una guida e non sentiva il conforto: senza quella luce, lei non era niente.<\/p>\n<p>Un giorno successe qualcosa, un evento quasi insignificante che per lei segn\u00f2 l\u2019inizio di una nuova vita. All\u2019uscita di scuola le si avvicin\u00f2 la mamma di una sua compagna, una signora che stava andando verso il portone dell\u2019istituto e che inciamp\u00f2 nel suo sguardo mentre cercava la figlia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>-Come sei carina- le disse- sei fine come un\u2019attrice. Ecco, s\u00ec\u2026somigli a Audrey Hepburn.<\/p>\n<p>Adele non sapeva chi fosse la diva menzionata ma continu\u00f2 a ripetere quel nome per tutto il tragitto, fino a quando fu a casa. Appena entrata prese un foglio e scrisse: \u2018<em>Odri Eppur<\/em>\u2019. Poi lo ripieg\u00f2 con cura e se lo mise in tasca.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nei giorni successivi chiese informazioni a quelli che incontrava: domand\u00f2 al parroco, al vicino di casa, al custode della scuola e alla maestra.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Tutti si stupirono del fatto che la bambina fosse uscita dal suo riserbo e furono contenti di partecipare alla ricerca; dissero quel che sapevano e non mancarono di infarcire il racconto con delle interpretazioni personali, talvolta poco credibili ma sempre molto suggestive.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Adele, tra gli aneddoti e le favole, finalmente trov\u00f2 un\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 tutti i film dell\u2019attrice e impar\u00f2 a mente i dialoghi: le parole di Audrey riempirono i suoi silenzi e dettero un tono di leggerezza ai suoi pensieri; con quella voce dentro, lei si sent\u00ec meno sola.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Da allora fu tutto un susseguirsi di novit\u00e0, trov\u00f2 un ruolo e una caratteristica proprie: per tutti, lei era la bambina che sapeva i film a memoria.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Divent\u00f2 grande e si affranc\u00f2 dalla zia, poi decise di andare a vivere in citt\u00e0 per ampliare l\u2019orizzonte delle sue vedute e trov\u00f2 lavoro a Siena, nella gastronomia di un piccolo supermercato. L\u00ec conobbe Libero e tutto divent\u00f2 improvvisamente luminoso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Forte della sua storia e del suo bagaglio di pensieri, quel giorno di molti anni dopo Adele decise di parlare col figlio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Si sedette vicino a lui mentre studiava e aspett\u00f2 che sollevasse gli occhi.<\/p>\n<p>-Devi andare a Siena &#8211; gli disse &#8211; devi rivedere Mia.<\/p>\n<p>Greg arross\u00ec e la guard\u00f2 stupito. Non sapeva che la mamma fosse a conoscenza del suo debole per la ragazza. Non immaginava che lei sapesse l\u2019origine del suo tormento.<\/p>\n<p>-Ma come faccio- rispose- non posso allontanarmi di qui!<\/p>\n<p>-Stai tranquillo, non lo diremo a nessuno- replic\u00f2 lei &#8211; sar\u00e0 un segreto tra noi. Starai via solo un paio di giorni, nessuno si accorger\u00e0 dei tuoi spostamenti.<\/p>\n<p>Greg sorrise. Poi sorrise ancora e poi ancora.<\/p>\n<p>-Grazie- disse- sei la madre pi\u00f9 folle del mondo.<\/p>\n<p>-\u00c8 perch\u00e9 ti amo- rispose lei.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Greg part\u00ec, due giorni dopo. Disse al padre che andava da un amico, mise un cambio di vestiti nello zaino e si diresse all\u2019aeroporto.<\/p>\n<p>Dopo qualche ora arriv\u00f2 a Firenze, aspett\u00f2 il pullman e, a fine giornata, giunse finalmente a Siena.<\/p>\n<p>Appena sceso chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Da tanto tempo non sentiva l\u2019odore della sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Cammin\u00f2 tra i turisti, si lasci\u00f2 cullare dal suono delle voci e dal profumo di ricciarelli che usciva dalle pasticcerie del Corso. Arriv\u00f2 in Piazza del Campo e vide che era allestita per il Palio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>-Non ci avevo pensato! &#8211; disse tra s\u00e9. Poi si gir\u00f2 verso un passante:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>-Scusi, sa dirmi chi ha vinto la corsa?- Domand\u00f2.<\/p>\n<p>-La Tartuca- Rispose lui- Ma per un pelo, stava per vincere la Selva ma c\u2019\u00e8 andata male anche stavolta, maremma zoppa.<\/p>\n<p>-Grazie &#8211; Aggiunse Greg sorridendo.<\/p>\n<p>Il ragazzo si mise a passeggiare chiedendosi in quale modo avrebbe potuto incontrare Mia il giorno successivo, senza farsi vedere da nessuno. Cen\u00f2 in una pizzeria e continu\u00f2 a camminare per il centro, guardando ogni strada, ogni arco e ogni vicolo che incrociava.<\/p>\n<p>Percorse via di Citt\u00e0 e poi svolt\u00f2 a destra, in via del Capitano, pensando di raggiungere il Duomo e poi scendere veloce dalla scalinata, come faceva da piccolo. Camminava con le mani in tasca e fischiettava, quando improvvisamente vide quello che non avrebbe mai voluto vedere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2.-Mia-e-Niccol\u00f2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1231 alignleft\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2.-Mia-e-Niccol\u00f2-159x300.jpg\" alt=\"\" width=\"159\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2.-Mia-e-Niccol\u00f2-159x300.jpg 159w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2.-Mia-e-Niccol\u00f2.jpg 543w\" sizes=\"auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px\" \/><\/a>Davanti ai suoi occhi, qualche metro pi\u00f9 avanti, Mia usciva dal Palazzo del Capitano abbracciata a un ragazzo. Lui la teneva stretta per la vita, ogni tanto le baciava il collo e le sussurrava qualche parola nell\u2019orecchio.<\/p>\n<p>Lei rideva. Greg su ferm\u00f2 di colpo, avvert\u00ec una fiammata e un cedimento alle gambe; realizz\u00f2 in un istante l\u2019unica ipotesi che non aveva contemplato: Mia era felice con un altro.<\/p>\n<p>Li guard\u00f2, mentre si allontanavano. Non disse niente, non fece niente. Si avvicin\u00f2 a un cestino e gett\u00f2 il fermacarte che aveva comprato all\u2019aeroporto. Era una semisfera di vetro con una scritta rossa nell\u2019interno:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2018LA LONTANANZA E&#8217; UNA SCUSA PER TORNARE.\u2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rimase zitto Greg per quel che aveva visto<\/p>\n<p>sfornito di parole di fronte all\u2019imprevisto;<\/p>\n<p>Non seppe se pensare di essere tradito,<\/p>\n<p>se fosse suo il diritto di essere stordito.<\/p>\n<p>Si chiese dove avesse trovato la speranza<\/p>\n<p>di credere che il bene vincesse la distanza.<\/p>\n<p>Si disse che la vita era tutta un\u2019illusione<\/p>\n<p>e che chi sogna paga per ogni commozione.<\/p>\n<p>Percorse il centro a piedi, nel mezzo allo sconforto<\/p>\n<p>torn\u00f2 sui propri passi e giunse all\u2019aeroporto.<\/p>\n<p>Viaggi\u00f2 nel verso opposto col cuore ribaltato<\/p>\n<p>senza trovare un senso, deluso e amareggiato.<\/p>\n<p>Sent\u00ec forte l\u2019istinto di chiuder la partita<\/p>\n<p>di abbandonare il campo e andar verso l\u2019uscita.<\/p>\n<p>Concluse quella storia col nodo nella gola<\/p>\n<p>spinto dalla certezza che Mia non era sola.<\/p>\n<p>Ci ripens\u00f2 ogni tanto, nelle notti d\u2019estate<\/p>\n<p>scorse qualche ricordo delle cose passate.<\/p>\n<p>In quei rari momenti, fievoli e offuscati<\/p>\n<p>sfior\u00f2 la verit\u00e0 e i suoi significati.<\/p>\n<p>Successe allora a lui quel che succede a volte,<\/p>\n<p>trovar la retta via tra mille giravolte.<\/p>\n<p>Nelle sere pi\u00f9 buie, lontano da ogni luce<\/p>\n<p>appare a tutti chiara la stella che seduce.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greg-con-le-Ali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1232 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greg-con-le-Ali-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greg-con-le-Ali-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greg-con-le-Ali.jpg 760w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche tempo Adele guardava il figlio con aria preoccupata. 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