{"id":1566,"date":"2020-01-04T09:29:56","date_gmt":"2020-01-04T08:29:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=1566"},"modified":"2020-01-04T10:54:11","modified_gmt":"2020-01-04T09:54:11","slug":"la-stanza-degli-specchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/articoli\/la-stanza-degli-specchi\/","title":{"rendered":"La stanza degli specchi"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Viaggio tra i neuroni specchio con Marco Iacoboni. <\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Preparare un\u2019intervista, per me, \u00e8 come allestire uno spettacolo teatrale. All\u2019inizio il palco \u00e8 vuoto, grosso modo uguale a tutti i palchi del mondo: un pavimento di legno che scricchiola sotto i piedi. Gran parte del fascino \u00e8 legata proprio a questa sua capacit\u00e0 di accogliere qualunque cosa, una versatilit\u00e0 che stuzzica la curiosit\u00e0 e stimola l\u2019immaginazione nell\u2019attesa di uno sfondo su cui montare la scena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un palco vuoto \u00e8 grosso modo come un foglio bianco: uno spazio immateriale che anticipa il primo panorama e in cui tutto pu\u00f2 succedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"297\" height=\"170\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/palco-vuoto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1567\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modo migliore per gestirlo, a mio avviso, \u00e8 danzarci dentro con la fantasia, seguire il suono che desideriamo sentire e girare nell\u2019aria tra le forme dei nostri pensieri. Pu\u00f2 sembrare strano ma, dopo un po\u2019 che volteggiamo, prendono corpo l\u2019ambientazione, i personaggi e perfino l\u2019intreccio del racconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella di oggi \u00e8 una piroetta nel mondo della Neurobiologia, una sbirciatina sul funzionamento del nostro cervello e sul prodigioso modo che abbiamo di connettere le idee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prende spunto da un bellissimo libro che mi \u00e8 recentemente capitato tra le mani, un saggio sui neuroni specchio che ho letto tutto d\u2019un fiato, come di solito si leggono le ultime pagine di un giallo&nbsp;mentre si pregusta il finale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta bevuta anche l\u2019ultima pagina, ho contattato l\u2019autore e gli ho chiesto un\u2019intervista per il blog di Buongiorno Matematica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con grande semplicit\u00e0 e cortesia (cosa che solo i grandi riescono a fare ma i piccoli non lo sanno), lui ha accettato di rispondere alle mie domande.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che state per leggere \u00e8 quindi un dialogo tra me e Marco Iacoboni, Professore di Psichiatria e Scienze Biocomportamentali all\u2019Universit\u00e0 della California di Los Angeles e direttore del Laboratorio di Stimolazione Magnetica Transcranica. La nostra conversazione, viste le distanze, ha preso vita in uno scambio di mail. Nella mia narrazione, per\u00f2, il contesto \u00e8 indubbiamente quello di un palco e il posto in cui vi porto \u00e8 l\u2019allestimento di uno show straordinario che ha come ambientazione naturale la vostra testa e quello che vi succede dentro durante la giornata.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tenda-teatro-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1568\" width=\"228\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tenda-teatro-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tenda-teatro-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tenda-teatro-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tenda-teatro-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tenda-teatro-2048x1360.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccoci dunque pronti a partire, sta per aprirsi il sipario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si spengono le luci e cala il silenzio nella sala. Buon divertimento a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Buon giorno Marco, ben arrivato su questa pagina bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui \u00e8 seduto su uno sgabello verde, io pure. Ho in mano mille fogli, appunti che mi sono scritta nel tentativo di sembrare meno impacciata su un argomento che mi affascina ma che conosco poco e su cui ho delle curiosit\u00e0 tutto sommato innocenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Buon giorno a voi, grazie per l\u2019invito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Prima di farti parlare dei neuroni specchio, mi piacerebbe fare una breve introduzione sui neuroni in generale. Posso dirti che cosa ho capito e mi dici se \u00e8 corretto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Prego \u2013 dice lui sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dunque, ho capito cos\u00ec. I neuroni sono cellule del sistema nervoso mediante le quali il nostro corpo raccoglie ed elabora gli stimoli provenienti dagli organi di senso, per poi attivare i muscoli e permettere il movimento di risposta. Per esempio, se tocchiamo un tegame bollente, i nostri recettori del dolore inviano un segnale al sistema nervoso e questo, mediante i neuroni, interpreta il segnale e produce la risposta attivando i muscoli interessati, che in questo caso saranno prevalentemente quelli della mano. Fino a qui ci siamo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/passaggio-sensazione-percezione.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1570\" width=\"325\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/passaggio-sensazione-percezione.png 874w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/passaggio-sensazione-percezione-300x171.png 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/passaggio-sensazione-percezione-768x437.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si, direi che in linea generale ci siamo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprendo il discorso e faccio il punto sul sistema nervoso, in modo da avere pronto lo scenario per le domande che saranno rivolte a lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema nervoso \u00e8 composto da due parti, che svolgono funzioni diverse.<br>La prima parte \u00e8 il&nbsp;<strong>sistema nervoso centrale&nbsp;<\/strong>(SNC) che raccoglie, interpreta gli stimoli e fornisce le risposte. \u00c8 a sua volta diviso in&nbsp;<em>midollo spinale&nbsp;<\/em>ed&nbsp;<em>encefalo<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<strong>midollo spinale&nbsp;<\/strong>si trova all\u2019interno della colonna vertebrale e si occupa dell\u2019acquisizione sensoriale dalla pelle e dai muscoli e dell\u2019invio dei comandi per i movimenti muscolari. L\u2019<strong>encefalo<\/strong>, all\u2019interno nel cranio, elabora e integra tutte le informazioni provenienti dagli organi di senso e rappresenta la sede delle emozioni e dell\u2019intelletto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-03-alle-17.03.23.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1569\" width=\"251\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-03-alle-17.03.23.png 662w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-03-alle-17.03.23-264x300.png 264w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda parte \u00e8&nbsp;il <strong>sistema nervoso periferico&nbsp;<\/strong>(SNP), che mette in connessione il sistema nervoso centrale con gli arti, con gli organi e con tutti i tessuti del nostro corpo. \u00c8&nbsp;costituito dalle vie di comunicazione che, da un lato, portano al sistema nervoso centrale i messaggi provenienti dall\u2019esterno e, dall\u2019altro, consentono i meccanismi di risposta.  \u00c8 formato dai&nbsp;<strong>nervi<\/strong> e dai&nbsp;<strong>gangli<\/strong>, ammassi di corpi cellulari di neuroni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chiacchierata con te, oggi, verte su dei particolari tipi di neuroni che si trovano nell\u2019encefalo, che \u00e8 la sede delle funzioni psichiche tra cui l\u2019attenzione, il pensiero, il ragionamento e la coscienza.&nbsp;&nbsp;Parliamo quindi dei <strong>neuroni specchio<\/strong>, scoperti tra gli anni 80 e 90 del secolo scorso da un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Parma, guidati dal Professore Giacomo Rizzolatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima domanda che ti pongo \u00e8 questa:&nbsp;<strong>come si riconoscono i neuroni specchio? Sono diversi dagli altri neuroni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Iacoboni prende la parola per spiegare:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>-I neuroni specchio vengono definiti dalle loro risposte funzionali a eventi e azioni, vale a dire da come essi codificano certi eventi e azioni. In questo senso sono diversi da altri tipi di neuroni. Per quanto non sia possibile vedere come sono fatti i neuroni che studiamo da un punto di vista funzionale, a causa di motivi pratici determinati dalle limitazioni delle procedure sperimentali che possiamo attualmente utilizzare, tutta una serie di dati e considerazioni ci fa pensare che i neuroni specchio appartengano alla classe delle cellule nervose denominate cellule piramidali (dalla loro forma); essi sono probabilmente identici per\u00f2 anche ad altre cellule piramidali che non sono neuroni specchio.&nbsp;Come definiamo allora i neuroni specchio?&nbsp;Li definiamo come cellule che si attivano sia quando eseguiamo un\u2019azione, sia anche quando percepiamo la stessa azione eseguita da altri. Per esempio, per afferrare una tazzina di caff\u00e8, ho bisogno di tutta una serie di cellule nel mio cervello che si attivano per controllare i miei movimenti (in questo caso, afferrare la tazzina). Quando vedo un altro individuo afferrare una tazzina di caff\u00e8, una parte di quelle cellule che si erano attivate mentre io afferravo la tazzina (o pianificavo anche solo di farlo) si attivano di nuovo, anche se non sono io ad afferrare la tazzina, ma un\u2019altra persona.&nbsp;\u00c8 per questo motivo che chiamiamo tali neuroni \u2018specchio\u2019. Nel vedere le azioni altrui \u00e8 come se ci rispecchiassimo e vedessimo noi stessi eseguire quell\u2019azione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi fermo a riflettere su quanto Marco ha detto: abbiamo in testa delle cellule nervose che si attivano quando ci muoviamo e le stesse cellule, meraviglia delle meraviglie, si attivano quando stiamo fermi ma vediamo altri che si muovono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 qualcosa, in questa affermazione, che mi appare sorprendente.&nbsp;&nbsp;La reciprocit\u00e0 del nostro comportamento interiore mi fa pensare che siamo legati agli altri per natura: che ci piaccia o meno, una parte di noi partecipa in modo attivo e laborioso alle dinamiche di coloro che abbiamo davanti.&nbsp;\u00c8 una sinergia che si presenta intima e inconsapevole, sottile come l&#8217;istinto e, proprio come l&#8217;istinto, beffardamente inevitabile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi chiedo allora quanto siano interconnessi l\u2019uno e i molti, il singolo e la collettivit\u00e0, l\u2019individuo e l\u2019intera societ\u00e0 che lo contiene. Mi soffermo sulla lettera maiuscola che separa l\u2019uomo dall\u2019Uomo e mi perdo nell\u2019idea che entrambe le parti, in qualche modo, siano uno scambievole riflesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il singolo e la comunit\u00e0 appaiono come nodi di un elastico aggrovigliato: entrano l\u2019uno nell\u2019altro e poi si tendono per incontrarsi ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questi pensieri nella mente riprendo il filo del discorso e propongo a Marco Iacoboni la seconda domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I neuroni specchio si attivano nel nostro cervello quando vediamo qualcuno che fa un movimento. Come facciamo a prevedere l\u2019azione che viene dopo quella osservata? Che cos\u2019\u00e8 che ci consente di capire l\u2019intenzione legata all\u2019azione che vediamo compiere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ci sono fondamentalmente due tipi di informazioni che i neuroni specchio usano per \u2018prevedere\u2019 il comportamento altrui: da un lato, a certe azioni che facciamo seguono, da un punto di vista probabilistico, certe altre azioni; dall\u2019altro, il contesto in cui avviene l\u2019azione che osserviamo ci permette di intuire ancora pi\u00f9 precisamente quello che sta per succedere. Per tornare alla tazzina di caff\u00e8, se \u00e8 piena di caff\u00e8 bollente \u00e8 probabile che chi l\u2019afferra lo faccia per bere. Ma se \u00e8 vuota,&nbsp;&nbsp;con tracce di caff\u00e8, \u00e8 probabile che chi l\u2019afferra la voglia mettere nella lavastoviglie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco dunque il peso dell\u2019esperienza. Tutto quello che facciamo nel corso della vita rimane immagazzinato nelle tracce del nostro vissuto, strade su strade tra le connessioni dei nostri neuroni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se non fossimo in grado di riconoscere il contesto, cominceremmo sempre tutto da capo. La stessa incertezza, la stessa meraviglia, lo stesso senso di precariet\u00e0; cammineremmo in un labirinto di stanze tutte uguali, senza alcuna consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la reminiscenza che consente l\u2019evoluzione, senza memoria non c\u2019\u00e8 progresso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conoscenza \u00e8 una rete a molte dimensioni, filamenti di cristallo che vengono forgiati col fuoco del ricordo e che cambiano forma quando sono ancora incandescenti, finch\u00e9 la nostra storia gli d\u00e0 una direzione. In quel groviglio di maglie luminose trovano vita i nostri sogni, le nostre aspettative, la lunghezza del salto che sapremo fare. Ovunque atterreremo, saremo in grado di riconoscere lo sfondo, il quadro e infine anche la cornice, come un nuovo scenario da serbare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo, incredibile a dirsi, \u00e8 reso possibile da una fitta sequenza di impulsi elettrochimici, un trasferimento di cariche elettriche dall\u2019interno all\u2019esterno delle singole cellule che prende vita dopo una stimolazione nervosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi rivolgo di nuovo a Marco per entrare nello specifico dei neuroni specchio e gli chiedo di spiegarmi qualcosa sulla loro localizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I neuroni specchio si trovano nella regione del cervello che controlla e coordina il movimento: solo in quella? Puoi raccontarci in poche parole come fanno gli scienziati a capire dove si trovano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Esistono diversi modi di studiare il cervello, dalle neuroimmagini, alla elettroencefalografia, alla stimolazione cerebrale, per finire con gli studi comportamentali a seguito di lesioni cerebrali. Per studiare cellule singole, per\u00f2, l\u2019unico metodo \u00e8 quello di introdurre degli elettrodi nel cervello. Gli scienziati utilizzano tecniche che permettono di posizionare molto precisamente gli elettrodi nelle aree cerebrali.&nbsp; Le propriet\u00e0 funzionali delle aree del cervello sono fondamentalmente note (anche se ovviamente c\u2019\u00e8 ancora tantissimo da imparare), perci\u00f2 per i neuroscienziati non \u00e8 difficile posizionare gli elettrodi esattamente nelle aree cerebrali che intendono investigare.&nbsp; Le risposte \u2018specchio\u2019 dei neuroni motori (cio\u00e8 i neuroni che controllano e coordinano il movimento) ovviamente erano inaspettate. Dopo le prime osservazioni, sappiamo adesso che ci sono neuroni specchio almeno in un\u2019area cerebrale che non ha a che fare primariamente con il movimento. In uno studio da noi fatto su pazienti epilettici che dovevano essere operati al cervello \u2013 per i quali i farmaci non controllavano adeguatamente l\u2019epilessia &#8211; abbiamo rilevato che esistono neuroni specchio nelle aree cerebrali della memoria. In questo caso, quello che noi pensiamo che succeda \u00e8 questo: quando io afferro la tazzina di caff\u00e8, oltre alle cellule motorie che si attivano per controllare e coordinare i miei movimenti, si attivano anche le cellule della memoria per registrare la traccia mnemonica della mia azione. Nel momento in cui vedo un altro individuo fare la stessa azione, non solo riattivo una parte delle cellule motorie che erano attive durante la mia azione, ma riattivo anche quelle cellule della memoria che avevano registrato la traccia mnemonica dell\u2019azione stessa. Il nostro cervello ci permette quindi un \u2018rispecchiamento\u2019 molto complesso delle azioni altrui, un meccanismo che \u00e8 probabilmente anche alla base della nostra capacit\u00e0 di empatizzare.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime parole di Marco mi appaiono come un doppio salto mortale; una giravolta che prende vita da un\u2019altra giravolta e innesca la miccia prima di atterrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I neuroni specchio trovano sede anche nella memoria e questa loro presenza ci consente di comprendere le emozioni altrui. Col pensiero del salto mortale faccio un sorriso e mi chiedo, d\u2019istinto, se in quel gesto della mia bocca non vi sia il ricordo di tutte le emozioni legate al batticuore del circo, quando il trapezista salta nel vuoto e tutti rimangono col fiato sospeso.  \u00c8 forse l\u2019impossibilit\u00e0 a immedesimarsi in qualcosa che non sappiamo fare che genera quel senso di fibrillazione? L\u2019incapacit\u00e0 di provare quello che il trapezista prova mentre spicca il volo e noi stiamo l\u00ec a guardare, con i neuroni che di riflesso roteano e quelli del ricordo che non sanno roteare. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/trapezista-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1571\" width=\"303\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/trapezista-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/trapezista-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/trapezista-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/trapezista.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 quel batticuore quando vediamo qualcuno che afferra la tazza del caff\u00e8, perch\u00e9 quella \u00e8 un\u2019azione che conosciamo benissimo e che la nostra mente domina senza un grande sforzo di energie. Se il nostro amico, dopo aver bevuto il caff\u00e8, lanciasse improvvisamente la tazza in aria e la riprendesse con un movimento acrobatico, probabilmente scatenerebbe in noi un istantaneo senso di stupore e di incertezza, che si tradurrebbe in nuovi circuiti della&nbsp;&nbsp;memoria e in una domanda subitanea sul perch\u00e9 l\u2019ha fatto. La nostra mente incrocia continuamente stimoli e informazioni per consentirci di interpretare la realt\u00e0; il nostro corpo \u00e8 allo stesso tempo un mezzo e un filtro; \u00e8 contemporaneamente l\u2019involucro e il rilevatore di ogni avvenimento che passa dall\u2019esterno e arriva alla nostra dimensione pi\u00f9 intima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torno sull\u2019ultima affermazione di Marco Iacoboni, quella che chiama in causa l\u2019empatia, e gli chiedo un approfondimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In che modo i neuroni specchio consentono l\u2019empatia?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019idea generale \u00e8 che noi usiamo il nostro corpo, soprattutto il viso ma non solo il viso, per esprimere le nostre emozioni. Se vedo qualcuno che ride, i miei neuroni specchio si attivano, producendo una specie di \u2018imitazione interna\u2019 della risata altrui e, attraverso connessioni cerebrali con le aree emozionali del cervello, l\u2019attivazione dei neuroni specchio produce anche l\u2019attivazione delle cellule che mi fanno provare le emozioni associate al ridere, generalmente emozioni positive, come \u00e8 abbastanza ovvio. Questa serie di attivazioni sarebbe il meccanismo di base che ci permette di empatizzare con gli altri. Usando neuroimmagini, abbiamo infatti dimostrato non solo l\u2019esistenza di questi circuiti cerebrali, ma anche che il livello di attivazione di queste aree cerebrali, misurato in laboratorio, correla con la predisposizione a empatizzare. In altre parole, pi\u00f9 alta \u00e8 la risposta dei neuroni specchio (e di conseguenza delle aree dell\u2019emozione), mentre osserviamo altre persone esprimere emozioni, pi\u00f9 siamo empatici. \u00c8 come se provassimo le emozioni altrui mentre osserviamo gli altri ridere o piangere o esprimere paura o rabbia. Perfino un\u2019emozione complessa come l\u2019imbarazzo, se vediamo qualcuno fare qualcosa che lo imbarazza, evoca in noi un imbarazzo riflesso. Anche in questo caso, \u00e8 probabile il coinvolgimento dei neuroni specchio.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mamma mia, che risposta fantastica! &#8211; Esclamo io a voce alta. Sento il bisogno di ripetere in termini grossolani quello che ho capito per essere sicura di aver compreso bene. Quando vediamo qualcuno che ride, i nostri neuroni specchio ci fanno in qualche modo \u2018imitare\u2019 quella risata: la persona che abbiamo davanti si diverte e in parte sogghigniamo anche noi. Il nostro cervello, a quel punto, riceve uno stimolo dai nostri muscoli facciali e invia un segnale ai centri dell\u2019emozione, che codificano un\u2019esperienza di positivit\u00e0 e ci fanno provare il benessere della risata. La stessa cosa succede se vediamo qualcuno che piange: d\u2019istinto assumiamo i suoi lineamenti e dopo poco siamo tristi con lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla base di questo prodigioso e inconsapevole funzionamento del sistema nervoso, ancora pervasa dalla meraviglia, mi viene spontanea una riflessione che presto diventa un invito alla condivisione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando usciamo di casa la mattina, anche se \u00e8 presto e abbiamo mille problemi legati alla gestione della nostra ingarbugliata quotidianit\u00e0, cerchiamo di sorridere: altri non potranno resistere e di riflesso sorrideranno con noi.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/FilippoLippiSorriso-1280x720-2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1574\" width=\"228\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/FilippoLippiSorriso-1280x720-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/FilippoLippiSorriso-1280x720-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/FilippoLippiSorriso-1280x720-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/FilippoLippiSorriso-1280x720-2.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In qualche modo diventeremo portatori di benessere e tutto intorno, anche il sovraffollato vagone del treno su cui ci troviamo, sar\u00e0 miracolosamente pi\u00f9 luminoso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Col pensiero della risata collettiva nel vagone del treno, mentre la mia bocca ha ancora la forma di una parabola convessa, incrocio con lo sguardo l\u2019orologio appeso sul set: il tempo \u00e8 scorso veloce sul quadrante e io devo avviarmi verso la conclusione dell\u2019intervista. Prima di salutare Marco Iacoboni e di restituirlo al suo preziosissimo lavoro, gli pongo un\u2019ultima irresistibile domanda che riguarda il nostro modo di esprimerci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In quale modo l\u2019osservazione di azioni determina lo sviluppo del linguaggio? C\u2019\u00e8 una connessione diretta?<\/strong><strong>E se si tratta di linguaggio astratto? La domanda \u00e8 molto interessata, io sono un\u2019insegnante e durante le mie lezioni gesticolo moltissimo. Se dovessi parlare con le braccia (e anche le gambe!) legate, probabilmente non mi seguirebbe nessuno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I neuroni specchio sono stati originariamente scoperti in un\u2019area del cervello della scimmia che ha molte similitudini con un\u2019area del cervello umano importante per il linguaggio.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ci sono teorie evolutive del linguaggio che ipotizzano che le forme di comunicazione antecedenti al linguaggio vero e proprio fossero basate sui gesti. In questo caso i neuroni specchio avrebbero favorito la comunicazione basata sui gesti proprio per la loro capacit\u00e0 di attivarsi quando osserviamo le azioni altrui, creando un \u2018codice comune\u2019 tra chi gesticola e chi guarda. Inoltre, ci sono molti dati a supporto del fatto che i gesti che compiamo quando parliamo sono importanti sia per chi ascolta che per chi parla. Esistono anche degli studi su bambini che apprendono concetti matematici i quali dimostrano che certi tipi di gesti prodotti dal bambino, mentre cerca di spiegare un concetto matematico appena appreso, sono predittivi della sua capacit\u00e0 di apprendere correttamente il concetto stesso. Devo ammettere che anche io gesticolo moltissimo quando tengo i miei seminari e penso che farei una gran fatica a parlare se avessi le mani legate!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema del linguaggio apre la porta a nuovi spunti di riflessione, su cui varrebbe la pena di soffermarsi a lungo. L\u2019ora a mia disposizione, per\u00f2, \u00e8 finita e come promesso devo terminare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardo Marco e gli sorrido. Lui sorride a sua volta e io, grazie ai miei neuroni, sorrido di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul palco compaiono dei pannelli trasparenti, pareti alte che si posizionano in molte direzioni e che formano dei piccoli corridoi su cui si pu\u00f2 camminare avanti e indietro fino a perdersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo entrati nella sala degli specchi, quella che sdoppia le persone e confonde il nostro orientamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla platea si sentono solo le voci, le nostre figure risultano inglobate in quella struttura che appare simile a un labirinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dove siamo? \u2013 chiedo a Marco dopo un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Nel nostro cervello \u2013 risponde lui con calma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ti sento tranquillo. Ci manca qualcosa?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Nulla, non ci manca nulla. Qui \u00e8 tutto meraviglioso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-645x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1575\" width=\"256\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-645x1024.jpg 645w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-768x1220.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-967x1536.jpg 967w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-1289x2048.jpg 1289w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/copertina.marco-iacoboni-i-neuroni-specchio-9788833918709-scaled.jpg 1611w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio tra i neuroni specchio con Marco Iacoboni. 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