{"id":2374,"date":"2023-01-01T10:32:04","date_gmt":"2023-01-01T09:32:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2374"},"modified":"2023-01-01T10:32:27","modified_gmt":"2023-01-01T09:32:27","slug":"24-il-fuoco-dentro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/la-verita-sottile\/24-il-fuoco-dentro\/","title":{"rendered":"24. Il fuoco dentro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi minuti, Egle e Bianca arrivarono all\u2019Istituto Santa Marta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il giorno del mercato rionale e parcheggiarono in una strada vicina, fuori dalla zona dei banchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scesero dalla macchina e presero a camminare velocemente con l\u2019irragionevole speranza di recuperare un\u2019occasione perduta, far rivivere un appuntamento mancato tanti anni prima e proseguire come se il tempo non fosse passato, riportando alla luce una realt\u00e0 sommersa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019un tratto Egle ruppe il silenzio. Da quando aveva letto le indicazioni lasciate dai suoi genitori, sentiva il fruscio di una domanda che di tanto in tanto saliva in superficie, scalzando gli altri pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; C\u2019\u00e8 qualcosa che mi torna poco &#8211; cominci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca rallent\u00f2 il passo e la guard\u00f2. Lei riprese, cercando di inquadrare con le parole una sensazione ancora molto nebulosa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/adriana-Franza-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/adriana-Franza-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2375\" width=\"320\" height=\"256\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; L\u2019unica istruzione che i miei genitori hanno lasciato, a parte quella di concentrarci sul cerchio, \u00e8 di cercare la signora Ottavia. Ora, io mi chiedo, perch\u00e9 non ci hanno comunicato direttamente dove trovare i volumi a cui fanno riferimento? Quando hanno scritto la lettera non sapevano quanto tempo sarebbe passato, in quel periodo Ottavia sarebbe potuta scomparire, partire o anche morire. Possibile che non ci abbiano pensato? Adesso lei \u00e8 l\u2019unica che possa aiutarci a trovare quello che cerchiamo; che cosa facciamo se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca si arrest\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Hai ragione &#8211; disse pensierosa &#8211; forse i vostri genitori volevano farvi incontrare con lei a ogni costo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; A ogni costo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; S\u00ec, insomma\u2026 senza darvi un\u2019alternativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivarono al cancello dell\u2019istituto e suonarono il campanello. Una volta entrate, si trovarono in un grande atrio da cui partivano diversi corridoi e una larga scala centrale. I pavimenti appena lavati riversavano nell\u2019aria un odore acre di ammoniaca, la luce passava dalle vetrate e illuminava il mobilio di legno scuro su cui erano appoggiati pochi soprammobili senza armonia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo qualche secondo, furono avvicinate da una donna in abiti religiosi, una figura magra e scavata con dei ciuffi di capelli bianchi che sporgevano dal velo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Buona sera, sono suor Cristina, come posso aiutarvi? &#8211; chiese la monaca con gentilezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Cerchiamo la signora Ottavia &#8211; rispose Egle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La suora si ferm\u00f2 di colpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ottavia? &#8211; ripet\u00e9 stupita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; S\u00ec, il cognome non lo sappiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non occorre, abbiamo una sola ospite con questo nome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Quindi \u00e8 qui! &#8211; esclam\u00f2 Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; S\u00ec. Posso chiedervi chi siete? Conoscenti, parenti\u2026 vedete, Ottavia non riceve molte visite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Amiche &#8211; rispose prontamente Bianca &#8211; cio\u00e8, figlie di amiche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ottavia-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ottavia-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2376\" width=\"235\" height=\"314\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Capisco. Vi porto da lei. Prima, per\u00f2, \u00e8 bene che sappiate qualcosa sulle sue condizioni di salute. La signora Ottavia \u00e8 qui da molto tempo, quando \u00e8 arrivata era in buone condizioni ma poco dopo \u00e8 stata colpita da un ictus e non si \u00e8 mai ripresa completamente. Nell\u2019ultimo anno ha avuto un peggioramento, del resto \u00e8 molto anziana. Ha perso la vista e non si alza pi\u00f9, da qualche tempo \u00e8 parecchio debole. Non \u00e8 detto che vi riconosca, la sua mente \u00e8 una macchina inceppata, qualche volta \u00e8 accesa e qualche altra \u00e8 spenta. Se in questo momento non fosse in grado di rispondervi, non abbiate timore di farle sentire la vostra vicinanza. Gli anziani avvertono l\u2019affetto anche se non capiscono pi\u00f9; sentono il tono della voce, il garbo di una carezza, colgono qualunque gesto si presenti come una forma di premura nei loro confronti. Una semplice visita, per loro, \u00e8 un evento straordinariamente importante. Adesso seguitemi, vi accompagno nella sua stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La suora si avvi\u00f2 verso le scale e le due ragazze le andarono dietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la prima rampa, Egle avvert\u00ec una strana vibrazione. Una scossa sottile le attravers\u00f2 le gambe e si piant\u00f2 all\u2019altezza della vita, come una spina entrata sottopelle all\u2019improvviso. Non disse nulla e prosegu\u00ec, colta alla sprovvista da quell\u2019episodio inaspettato. Dopo qualche passo il tremolio riprese. Sent\u00ec un calore repentino partire dall\u2019estremit\u00e0 del suo corpo per poi giungere al centro; ebbe la sensazione che la nuca, le piante dei piedi e le punte delle dita fossero a contatto col fuoco e portassero le fiamme all\u2019interno. C\u2019era qualcosa, in quello spazio contenuto, che rendeva l\u2019atmosfera sovraccarica; un campo di forza capace di attrarre ogni singola parte del suo corpo e di farla oscillare in un concerto scoordinato, come un ammasso di strumenti senza eufonia. Quando furono vicine alla stanza si sent\u00ec avvampare, pervadere da un incendio che si diramava nei rigagnoli delle vene e agitava ogni atomo della sua persona. Una spinta prese a tirarla da una parte e dall\u2019altra, rendendola incapace di stare diritta. Sent\u00ec le viscere staccarsi dalle ossa, allungate da correnti trasversali. Per qualche attimo divenne solo corpo, incapace di connettere il pensiero. Sangue che scorreva e pelle che sentiva, le sue cellule entrarono in risonanza con le vibrazioni di un fulcro sconosciuto che emanava energia al di l\u00e0 della porta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca si ferm\u00f2 a osservarla. Riconobbe i lineamenti scomposti della prima volta, quando l\u2019aveva vista trasfigurarsi sul litorale di Venezia. Allora aveva pensato che quella reazione fosse dovuta al suo rapporto con Franz, alla somiglianza del loro dolore e alla circostanza dell\u2019evento che le aveva avvicinate, come una sorta di ricongiungimento con la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa era successo, adesso, per provocare quegli spasimi? Egle stava evidentemente avvertendo qualcosa, tramite i piedi o attraverso tutta la persona, da cui risultava profondamente turbata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alz\u00f2 gli occhi e vide suor Cristina che, davanti a loro, osservava immobile la scena. Le parve che il suo contegno trattenuto fosse poco naturale per la circostanza, inadatto a quella gestualit\u00e0 disgregata. Per un attimo not\u00f2, nel suo sguardo, il riflesso di una cognizione precisa, la scintilla di una consapevolezza difficile da armonizzare con quello che stava succedendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo qualche secondo, Egle torn\u00f2 in s\u00e9. Il suo viso, quasi senza espressione, era pallido e incerto. Bianca le fece un sorriso e annu\u00ec, manifestando la sua vicinanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Tutto bene? &#8211; le chiese con gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non lo so, sento un turbamento che non riconosco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Cristina, impassibile, buss\u00f2 alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Vado avanti io e la avverto che ci siete &#8211; disse sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca ed Egle fecero un cenno di assenso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspettarono qualche secondo ed entrarono nella stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trovarono in un ambiente pulito, immerse in un silenzio irreale, come se dentro non ci fosse nessuno. La finestra, con la tenda allungata, lasciava passare una luce soffusa che accendeva il colore bord\u00f2 della tappezzeria. Sulla sinistra, di fianco al muro, era sistemato un letto su cui si intravedeva una figura esile e composta, rimboccata sotto un lenzuolo perfettamente stirato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La monaca si avvicin\u00f2 e le parl\u00f2 con dolcezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ottavia, ci sono visite per te.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fece una carezza sui capelli e si avvi\u00f2 verso la porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non \u00e8 cosciente &#8211; disse uscendo &#8211; ricordatevi quello che vi ho detto e state con lei quanto volete; io vi aspetto fuori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Usc\u00ec dalla stanza e chiuse l\u2019uscio con garbo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio in quel momento, Ottavia si mosse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca ed Egle fecero per avvicinarsi quando sentirono una voce sottile, distinguibile a male pena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Sei tu Franz?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due ragazze si bloccarono, impietrite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque Ottavia conosceva Franz? Il tono di quella domanda lasciava supporre una confidenza maturata nel tempo, una forma di intimit\u00e0 capace di rivelare, in poco pi\u00f9 di un secondo, la spontaneit\u00e0 di un rapporto avviato. Evidentemente non sapeva che Franz era venuto a mancare o forse l\u2019aveva saputo e se ne era scordata, perdendo la notizia tra i meandri della sua mente offuscata. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/fuoco-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/fuoco-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2377\" width=\"264\" height=\"336\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egle fece qualche passo avanti, fino a raggiungere il letto. Quando fu vicina ebbe un fremito; la sua pelle divenne un via vai di cariche mosse dall\u2019impulso di una elettricit\u00e0 diffusa. Prese la sedia e si accomod\u00f2 vicino alla donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca, qualche metro pi\u00f9 in l\u00e0, assisteva in silenzio. Stava succedendo qualcosa che non riusciva a interpretare, una realt\u00e0 intangibile stava prendendo consistenza in quella stanza e lei non poteva fare altro che attendere per vederla formare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egle tocc\u00f2 la spalla di Ottavia. La sua mano, a contatto con la donna, sent\u00ec un impulso invisibile, la forza di un\u2019energia che era insieme attrazione e istinto di allontanamento, in un duello alla pari. Improvvisamente sgran\u00f2 gli occhi, come se avesse colto, in un istante, il senso di quella visita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si avvicin\u00f2 al suo orecchio e parl\u00f2 piano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Sono Egle &#8211; disse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia mosse le palpebre, tenendo gli occhi chiusi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Egle &#8211; ripet\u00e9 &#8211; sei proprio tu?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Respirava a fatica; il suo corpo, quasi senza pelle, lasciava intravedere i tremiti del sistema nervoso. Accenn\u00f2 a un sorriso e mosse la mano, finch\u00e9 perse conoscenza e torn\u00f2 silenziosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragazza rimase immobile per qualche secondo, poi si gir\u00f2 verso Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ha lo stesso mio sangue &#8211; disse concisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Sei sicura?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tir\u00f2 la testa indietro, mentre con la mano si copriva la bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ho una parente, che sensazione strana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ecco perch\u00e9 i vostri genitori volevano farvi venire da lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Gi\u00e0, a ogni costo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le parole che Bianca aveva detto prima di entrare nell\u2019istituto trovavano adesso un significato. Le aveva pronunciate senza alcuna consapevolezza, come nota di un\u2019ipotesi qualunque. Improvvisamente, dopo che la realt\u00e0 si era ampliata, erano diventate esatte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egle guard\u00f2 Ottavia. Il naso, la bocca, l\u2019attaccatura dei capelli; cerc\u00f2 in quelle forme qualcosa di s\u00e9, come se i lineamenti della donna potessero darle il diritto di esistere, giustificando la propria presenza nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 molto anziana, potrebbe essere mia nonna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suono di quelle parole la scosse da dentro, facendola tremare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Forse Suor Cristina sa qualcosa &#8211; aggiunse Bianca &#8211; magari ha visto Franz entrare qui qualche volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uscirono nel corridoio e si diressero verso la monaca, girata di spalle in direzione della finestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Avremmo bisogno di parlarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei annu\u00ec, fece qualche passo e apr\u00ec la porta accanto alla stanza di Ottavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Accomodatevi in questo ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sedettero ai due lati del tavolo, una scrivania scura su cui erano appoggiati diversi plichi di carta e una lampada col paralume beige. Dietro di loro, una libreria a tutta parete conteneva schedari e cartelle di amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La suora guard\u00f2 le ragazze e fece cenno di procedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ecco &#8211; inizi\u00f2 Egle &#8211; \u00e8 difficile da spiegare, ci sarebbero tante cose da dire. Spero che lei possa aiutarmi a sciogliere i nodi di una situazione complicata. Non mi prenda per matta, so che pu\u00f2 sembrare strano ma ho motivo di pensare che Ottavia sia mia nonna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Cristina la fiss\u00f2 con determinazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Lei \u00e8 la sorella di Franz? &#8211; chiese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egle abbass\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Adesso lui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ha avuto in incidente a luglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Mi dispiace, non lo sapevo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Veniva qui spesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; No, da diversi anni non si faceva vedere, ma Ottavia lo aspettava. Rammentava spesso i vostri nomi, soprattutto da quando ha perso la lucidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Come faceva a sapere che Franz era suo nipote? Gliel\u2019ha detto lei?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ottavia \u00e8 sempre stata molto riservata, raramente ha parlato di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Allora chi gliel\u2019ha detto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Cristina fece una pausa, scegliendo le parole da utilizzare. Poi, senza esitazione, prese a raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 giusto che sappiate &#8211; inizi\u00f2 &#8211; sono cose che riguardano la vostra famiglia. Vedete, io mi occupo della contabilit\u00e0 dell\u2019istituto e passo molto tempo in questa stanza. Da qui si sente quello che succede nella camera di Ottavia, al di l\u00e0 della parete. Quando Franz venne la prima volta mi trovai, mio malgrado, a sentire la loro conversazione. Lui era molto giovane, poco pi\u00f9 che un ragazzino, e parlava a voce alta. Non potei fare a meno di ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Che cosa si dissero? <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ottavia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ottavia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2378\" width=\"315\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ottavia.jpg 520w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ottavia-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Inizialmente poco. Lui si present\u00f2 senza sapere che lei fosse sua nonna. Era venuto per chiederle aiuto, cercava delle informazioni e le mostr\u00f2 una lettera. Da quel momento tutto cambi\u00f2. Leggendo, Ottavia fu colta dallo sconcerto; disse di non avere notizie della figlia da molti anni e di aver perso i contatti a seguito di una lite durissima, che defin\u00ec irreparabile. Tramite la lettera era venuta a sapere che quella figlia non c\u2019era pi\u00f9 e che esistevano, invece, due nipoti gi\u00e0 grandi. Ebbe una reazione incontrollata e cadde nel baratro pi\u00f9 profondo, trafitta da un dolore ramificato. Da un lato si trov\u00f2 sconfortata, costretta a rinunciare alla possibilit\u00e0 di un pentimento e privata dell\u2019idea del ritorno, dall\u2019altro si mostr\u00f2 furibonda, ferita per essere stata tenuta all\u2019oscuro di quelle nascite importanti. Sfog\u00f2 la sua rabbia su Franz, che non aveva colpe. Infuocata dalla sofferenza e dal risentimento, si mostr\u00f2 con lui aggressiva e distaccata: svel\u00f2 la propria identit\u00e0 e gli disse malamente che Lidia, sua figlia, era vostra madre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su quella rivelazione, Egle ebbe un contraccolpo. Ottavia era dunque la nonna materna: possibile che il suo nome non fosse mai venuto fuori, quando lei e Franz erano bambini? In un attimo le torn\u00f2 in mente il dito di sua mamma, mentre mostrava il pesce nella basilica di Aquileia. \u201cQui sono le nostre radici\u201d, aveva detto. Significava forse che ad Aquileia avevano un legame di sangue, l\u2019appoggio di una casa, una famiglia da cui tornare? &nbsp;Perch\u00e9 allora quella famiglia si era spezzata, al punto da nascondere ai nonni la loro presenza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Cristina riprese a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dopo quella conversazione, Franz se ne and\u00f2 e per qualche giorno non si fece vedere. Quando torn\u00f2, era molto arrabbiato. Accus\u00f2 Ottavia di essere responsabile della vostra sorte ed espresse il malessere di essere stati orfani. Raccont\u00f2, urlando, che eravate passati da una casa all&#8217;altra, dati in affido come pacchi, con l\u2019orribile pensiero di essere soli al mondo. Poi pretese di sapere che cosa era successo, quali fossero le cause di quell\u2019allontanamento che aveva coinvolto tutti, provocando gli effetti che si erano riversati su di voi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei rispose che non aveva mai approvato il matrimonio di sua figlia con vostro padre. Parl\u00f2 di scelte sciagurate, disse che per seguire lui, Lidia aveva cambiato identit\u00e0 scomparendo chiss\u00e0 dove. Pianse e si anim\u00f2 ricordando vostro nonno, che in punto di morte aveva invocato il suo nome, senza che lei si facesse vedere. Entrambi tirarono fuori motivi di rabbia e di rancore, ancorati alle proprie posizioni. Nessuno dei due tese la mano all\u2019altro e rimasero come erano prima di incontrarsi: perfetti sconosciuti. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/images.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/images.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2379\" width=\"235\" height=\"321\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Cristina fece una pausa ed Egle si inser\u00ec nel discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Come \u00e8 possibile che Ottavia non abbia provato il desiderio di riconciliarsi con noi? Eravamo i suoi nipoti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Aveva il cuore indurito &#8211; rispose Suor Cristina &#8211; era corrosa dall\u2019astio e non seppe liberarsene. Allontan\u00f2 Franz dalla sua vita come Lidia aveva allontanato lei. Dopo quegli incontri, fu colpita dall\u2019ictus e perse parte delle funzionalit\u00e0 cerebrali, non sapremo mai che cosa avrebbe fatto se fosse rimasta lucida: magari, nel tempo, avrebbe tentato un riavvicinamento. Ma ormai era troppo tardi, lui se ne era andato e non si fece pi\u00f9 vedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ecco perch\u00e9 Franz non ti ha coinvolto &#8211; consider\u00f2 Bianca &#8211; non voleva che tu provassi la stessa animosit\u00e0. Era certamente molto arrabbiato: Ottavia non si era comportata bene ma anche vostra madre aveva delle colpe, non vi ha mai detto che avevate dei nonni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei conferm\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &nbsp;Posso comprendere come si sia sentito: abbandonato due volte, due volte vittima dello stesso dolore. Tenendomi fuori, Franz ha scelto di non prendere posizione. Non si \u00e8 schierato dalla parte di nostra madre, che pure nella lettera lo invitava a coinvolgermi, e nemmeno da quella della nonna. Entrambe lo avevano deluso e lui \u00e8 caduto in uno stato di depressione, un malessere che aveva una ragione precisa, anche se io non la capivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non l\u2019ho capita nemmeno io &#8211; aggiunse Bianca &#8211; Franz aveva dentro l\u2019inferno e non me ne sono accorta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Cristina riprese il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; C\u2019\u00e8 una cosa, per\u00f2, che voglio dire in difesa di Ottavia. Un piccolo gesto che apre uno spiraglio all\u2019idea del perdono. Quando ancora abitava nella propria abitazione, Lidia and\u00f2 a trovarla. Entr\u00f2 con un plico di fogli e le chiese di parlare. Probabilmente voleva dirle di voi, farle sapere che aveva dei nipoti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, la conversazione non and\u00f2 a buon fine e cominciarono a litigare per i soliti motivi. Lidia se ne and\u00f2 sbattendo la porta, senza comunicare alcunch\u00e9. Lasci\u00f2 i fogli sul tavolo, forse per scelta e forse per dimenticanza, e non pass\u00f2 mai a riprenderli. Pi\u00f9 volte Ottavia ebbe la tentazione di gettarli nel fuoco ma non lo fece mai; probabilmente in cuor suo sperava di renderli di persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dove sono adesso quei fogli? &#8211; Chiese Bianca di getto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Sono qui, in questa stanza. Ottavia li consegn\u00f2 a Franz ma lui li riport\u00f2 qualche giorno dopo, disse che non voleva tenerli in casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La monaca si diresse verso la libreria. Prese un mazzo di chiavi dalla tasca della tunica e apr\u00ec lo sportello inferiore, estrasse il plico e lo mise sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ecco qua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi guard\u00f2 l\u2019orologio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 l\u2019ora della preghiera &#8211; concluse &#8211; vi devo salutare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di avviarsi all\u2019uscita, si gir\u00f2 di nuovo verso Egle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Spero che lei voglia portare la pace, l\u2019astio \u00e8 un mostro che non conosce saziet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornarono tutte e tre nel corridoio e la suora chiuse l\u2019ufficio. Poi si conged\u00f2 e si diresse verso la cappella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca ed Egle si trovarono sole, col blocco di fogli in mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ho bisogno di un favore &#8211; disse Egle &#8211; vorrei stare un po\u2019 da sola con Ottavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Certo, vado a fare un giro. Bastano un paio d\u2019ore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 un tempo perfetto, grazie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianca si avvi\u00f2 verso le scale ed Egle buss\u00f2 alla porta della stanza. Non sent\u00ec risposta ed entr\u00f2. Il sole fuori era calato, nella camera brillava la luce fievole dell\u2019abatjour sul comodino. Avanz\u00f2 verso il letto e quando fu vicina si tolse la giacca. Poi si sfil\u00f2 le scarpe e si adagi\u00f2 di fianco alla donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva addosso una strana inquietudine, una parte di lei era sdegnata per il dolore che era stato causato e per l\u2019affetto che le era mancato. Fu tentata di cedere a quel sentimento di ingiustizia e di assecondare l\u2019istinto alla collera. Ma gli ultimi anni erano stati angoscianti, e la chiusura aveva solo amplificato il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferm\u00f2 il pensiero e si lasci\u00f2 attraversare dalla quiete di quella stanza muta. Intorno non c\u2019era pi\u00f9 nessuno, Franz e i suoi genitori se ne erano andati e lei era stanca di rincorrere la morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si accovacci\u00f2 vicino a Ottavia, accostando i loro bordi e i loro respiri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Nonna &#8211; chiese dento di s\u00e9 &#8211; che cosa faresti se potessi tornare indietro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia non si mosse, ma qualcosa dentro di lei si accese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sembr\u00f2 di ragionare con una mente lucida, di ricordare ogni volto e di vedere nuovamente, con occhi diversi e liberi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Perdonami Egle &#8211; pens\u00f2 &#8211; se tornassi indietro cambierei ogni cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un attimo ancora, e i loro battiti divennero uno solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasero ferme ad ascoltarsi, connesse in un unico suono. Erano due figure sottili con le ossa appuntite, due profili diritti, due cuori pulsanti tra la pelle e la vita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Chagal.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"766\" height=\"376\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Chagal.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2380\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Chagal.jpg 766w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Chagal-300x147.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In pochi minuti, Egle e Bianca arrivarono all\u2019Istituto Santa Marta. 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