{"id":2500,"date":"2024-01-28T09:23:29","date_gmt":"2024-01-28T08:23:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2500"},"modified":"2024-01-28T09:23:30","modified_gmt":"2024-01-28T08:23:30","slug":"tre-miliardi-di-gradini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/articoli\/tre-miliardi-di-gradini\/","title":{"rendered":"Tre miliardi di gradini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019articolo che state per leggere, ammesso che decidiate di farlo, riguarda un argomento miracoloso: il nostro pi\u00f9 intimo funzionamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aggettivo <em>intimo<\/em> riveste, in questo caso, la totalit\u00e0 delle sue molteplici sfaccettature, sprigiona il significato di intrinseco e profondo e si allarga, con la confidenza di chi si sente a proprio agio, fino a diventare nascosto e familiare; varca le porte della Biologia e descrive dall\u2019interno quello che siamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cammino in cui ci addentriamo, lo premetto, non \u00e8 in discesa. Incontreremo dei nomi inusuali e dei concetti che si affacciano su altre discipline. Come in tutte le materie scientifiche, \u00e8 richiesta una certa dose di pazienza e una altrettanto corposa di determinazione. Chi arriver\u00e0 fino alla fine, in compenso, sar\u00e0 ripagato dalla gioia pervadente della comprensione: uno stato di euforia capace di sollecitare la produzione di dopamina, di serotonina e di tutti gli altri neurotrasmettitori che generano benessere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da parte mia, cercher\u00f2 di procedere con molta lentezza e di affrontare ogni argomento in modo semplice, rischiando qualche volta di essere banale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scopo di questa intervista \u00e8 portare la scienza a chi di scienza non si occupa o se ne occupa poco, instillare la curiosit\u00e0 per qualcosa che succede nel nostro corpo in ogni attimo della nostra vita malgrado i ritmi a cui siamo sottoposti e gli eventi in cui siamo immersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spero che arrivi a voi la stessa meraviglia che \u00e8 arrivata a me quando mi sono imbattuta in certe scoperte, aiutata dalla chiarezza espositiva di Carlo Militello, biologo e autore del libro che mi ha tenuta in ostaggio un paio di mesi, per poi restituirmi cambiata.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-16.18.42.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-16.18.42.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2501\" style=\"width:214px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-16.18.42.png 600w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-16.18.42-212x300.png 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, iniziamo. Togliamoci le scarpe e raccogliamoci in un attimo di silenzio; di fronte alle novit\u00e0, la mente ama essere preparata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo per entrare nell\u2019ambito dell\u2019Epigenetica, una scienza non troppo nuova che negli ultimi anni ha avuto sviluppi imprevedibili, cos\u00ec invadenti da modificare l\u2019impostazione della genetica classica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019argomento \u00e8 vastissimo e in continua evoluzione, toccheremo qui solo alcuni dei tanti aspetti lasciando gli altri a pi\u00f9 approfondite trattazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tiro in ballo Militello, che si \u00e8 prestato a questo dialogo e mi ha raggiunta per essere intervistato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo in un bar nel centro di Firenze e lui sorride guardando i miei fogli pieni di appunti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ti ringrazio per aver accettato questo incontro &#8211; comincio io &#8211; il tuo libro mi \u00e8 piaciuto molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Grazie a te, \u00e8 sempre bello parlare di quello che ci piace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;  Cominciamo dall\u2019inizio, vuoi raccontarci <strong>che cos\u2019\u00e8 l\u2019Epigenetica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>\u00c8 una scienza che studia il modo con cui i fattori ambientali interferiscono con il DNA, mutandone l\u2019espressivit\u00e0. Grazie ai nostri comportamenti, il genoma assume funzioni diverse e queste funzioni sono in parte ereditabili: passano da una generazione all\u2019altra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio pensiero si ferma sui termini \u201cDNA\u201d e \u201cgenoma\u201d. Li sentiamo spesso e li usiamo con disinvoltura per indicare una dotazione che abbiamo fin dalla nascita, una specie di mappa che ci tratteggia per filo e per segno e dalla quale non possiamo scostarci. Abbiamo imparato che le malattie genetiche sono quelle che derivano da qualche alterazione nei geni e che il DNA, con la sua forma a fusillo, \u00e8 uguale solo nei gemelli omozigoti; ma di che cosa sono fatti questi geni e dove risiedono per essere cos\u00ec meravigliosamente esclusivi per ciascuno di noi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rivolgo la domanda a Carlo, aprendo una parentesi sui presupposti per procedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Come \u00e8 fatto il DNA e dove risiede?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Il DNA risiede nel nucleo di ogni nostra cellula. \u00c8 una lunga macromolecola, avvolta e ripiegata. Se fosse esteso, avrebbe una lunghezza di oltre due metri; per entrare nel nucleo \u00e8 soggetto a un super avvolgimento a elica; questo impacchettamento d\u00e0 luogo ai cromosomi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi fermo un attimo, colta da una prima ondata di meraviglia. Abbiamo in ogni cellula qualcosa che \u00e8 lungo pi\u00f9 di due metri ma siccome la cellula misura, al massimo, un decimo di millimetro, la geometria della natura ha organizzato un super avvolgimento capace di comprimere la catena delle informazioni senza sciuparle. Tutto quello che ci riguarda \u00e8 l\u00ec dentro, custodito da una spirale fine e filamentosa che produce la vita.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GENE1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"428\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GENE1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2502\" style=\"width:304px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GENE1.png 640w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GENE1-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Dunque, i cromosomi sono DNA avvolto e compresso nel nucleo cellulare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Diciamo che i cromosomi sono formati da DNA, pi\u00f9 altre proteine. Nelle cellule del nostro corpo ci sono 46 cromosomi; fanno eccezione le cellule uovo e gli spermatozoi, in cui ce ne sono 23. La parit\u00e0 viene ristabilita con la fecondazione. All\u2019interno dei cromosomi si trovano i geni, che occupano delle posizioni specifiche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>I geni, quindi, sono a loro volta pezzettini di DNA?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>S\u00ec, sono segmenti di DNA che contengono le informazioni per produrre le proteine di cui siamo composti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Di cosa \u00e8 fatto il DNA?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Te lo dico subito. Sapere la sua composizione consente di capire come funziona, ma questo passaggio richiede un po\u2019 di attenzione. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La forma del DNA ricorda quella di una scala a chiocciola. Il corrimano \u00e8 composto da una lunga catena di molecole di zuccheri e fosfati che hanno funzione strutturale. I gradini, che sono tre miliardi, sono invece formati da quattro tipi di molecole chiamate BASI: ADENINA, TIMINA, CITOSINA E GUANINA, che abbreviate diventano A, T, C, G. In ciascun gradino, la base Adenina \u00e8 accoppiata con la Timina, mentre la Guanina \u00e8 sempre accoppiata con la Citosina.Una base, pi\u00f9 uno zucchero e un fosfato, costituisce un NUCLEOTIDE, che \u00e8 l\u2019unit\u00e0 fondamentale del DNA. La sequenzialit\u00e0 dei nucleotidi \u00e8 diversa da specie a specie e questo ci permette, sequenziando il genoma, di individuare la specie di appartenenza.Un esempio di sequenziamento pu\u00f2 essere questo: AACCGGATTATCGC\u2026.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-basi-azotate.gif-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"440\" height=\"147\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-basi-azotate.gif-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2503\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-basi-azotate.gif-copia.jpg 440w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-basi-azotate.gif-copia-300x100.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Quindi un nucleotide \u00e8 met\u00e0 gradino, pi\u00f9 uno zucchero e un fosfato del montante?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-structure-nitrogenous-base-thymine-260nw-2227395245.jpg-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"606\" height=\"266\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-structure-nitrogenous-base-thymine-260nw-2227395245.jpg-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2504\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-structure-nitrogenous-base-thymine-260nw-2227395245.jpg-copia.jpg 606w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/dna-structure-nitrogenous-base-thymine-260nw-2227395245.jpg-copia-300x132.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 606px) 100vw, 606px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>S\u00ec, l\u2019altra met\u00e0 di gradino \u00e8 individuata dalla base a cui \u00e8 accostata, visto che gli accoppiamenti sono obbligati. I geni, a cui accennavamo prima, sono sequenze di nucleotidi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Qual \u00e8 la funzione dei geni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Una funzione importantissima: controllano la sintesi proteica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Sarebbe a dire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Sarebbe a dire che producono le proteine, che sono la parte di materiale pi\u00f9 importante dell\u2019organismo. Di proteine sono i muscoli, i tessuti connettivi, la pelle e anche gli enzimi, che regolano i processi chimici a cui siamo sottoposti.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"341\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2505\" style=\"width:168px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512.png 341w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512-200x300.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le proteine sono lunghe catene di molecole organiche dette \u201camminoacidi\u201d, puoi immaginarli come tanti mattoncini posti l\u2019uno di seguito all\u2019altro. Ci sono 20 amminoacidi diversi che vengono impiegati in questo procedimento, in parte provengono dalla dieta e in parte sono prodotti dagli enzimi dell\u2019organismo. Ogni catena ha una sua lunghezza e un certo tipo di amminoacidi coinvolti; i geni contengono le istruzioni per creare queste configurazioni di allineamento, mettono un mattone dietro l\u2019altro finch\u00e9 la catena non \u00e8 completa.<\/em> <em>Una volta formate, le catene si ripiegano su s\u00e9 stesse e diventano tridimensionali, dando luogo a una nuova proteina.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"341\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2505\" style=\"width:20px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512.png 341w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PSL_protein_structure.it_IT.x512-200x300.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Quindi i geni indicano, passo doppo passo, quale amminoacido inserire nella catena, \u00e8 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Esattamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Come fanno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Il procedimento \u00e8 abbastanza complesso, ma per renderlo pi\u00f9 comprensibile si pu\u00f2 schematizzare in due passaggi essenziali: la trascrizione e la traduzione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cominciamo dalla trascrizione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Parte della doppia elica del DNA si apre, svolgendosi. Immagina che la scala si divida verticalmente in due parti: met\u00e0 gradini rimangono attaccati a un montante, e la seconda met\u00e0 si stacca con l\u2019altro. Di questi due filamenti, uno funge da modello, come uno stampo che consente di formare un nuovo filo, con la logica degli accoppiamenti delle basi.<\/em> <em>La nuova componente \u00e8 complementare allo stampo ed \u00e8 chiamato RNA messaggero, mRNA, perch\u00e9 porta le informazioni per la replicazione. L\u2019mRNA \u00e8 una catena di basi identica al filamento di DNA che non viene utilizzato, con la differenza che al posto della Timina presenta l\u2019Uracile. Cos\u00ec come nel DNA di provenienza, la guanina \u00e8 affiancata dalla citosina; mentre l\u2019Adenina \u00e8 adesso legata all\u2019Uracile.<\/em> <em>Ci sei fino a qui?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Faccio dentro di me il punto della situazione. Mi immagino la doppia elica aprirsi come un fiore e separarsi al centro. Una delle due parti \u00e8 usata come calco per formare qualcosa che riproduca la parte mancante, con la variante di un\u2019informazione. Mi soffermo sull\u2019immagine di questo spiegamento miracoloso. Non posso fare a meno di notare che la vita inizia sempre con qualcosa che si apre; l\u2019accoglienza \u00e8 un presupposto fecondo per i processi del corpo come per le idee; l\u2019evoluzione, contro ogni istinto di resistenza, procede evidentemente a braccia aperte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Che cosa succede dopo? &#8211; <\/strong>riprendo il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carlo attende che il mio sguardo sia pronto e prosegue nella sua spiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Una volta costruito il modello, l&#8217;mRNA abbandona il nucleo e giunge nella parte pi\u00f9 esterna della cellula, il citoplasma.Qui il codice mRNA raggiunge il ribosoma, corpuscolo citoplasmatico essenziale per l&#8217;assemblaggio delle proteine e inizia a comunicare l&#8217;ordine sequenziale e il tipo di amminoacido da legare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Come fa a comunicarlo?<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/traduzione-DNA.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"144\" height=\"129\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/traduzione-DNA.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2506\" style=\"width:236px;height:auto\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>La cellula attiva il meccanismo di assemblaggio servendosi degli RNA Transfer (RNA di trasporto- tRNA) che contengono ognuno una tripletta di basi (un codone) a una estremit\u00e0, mentre nell&#8217;altra estremit\u00e0 \u00e8 legato un amminoacido. Quindi, come dei robottini, gli tRNA trasportano il loro amminoacido lungo lo stampo e lo inseriscono esattamente sulla tripletta complementare dello stampo rendendo improbabile qualsiasi errore. Per essere pi\u00f9 chiari, se in un punto dello stampo (mRNA) c&#8217;\u00e8 una tripletta CGU (citosina, guanina, uracile) che richiama l&#8217;amminoacido valina, il robottino tRNA che ha il suo carico di valina, avr\u00e0 all&#8217;altra sua estremit\u00e0 la tripletta complementare G,C,T (guanina, citosina, timina) che andr\u00e0 a incastrarsi sul suo complementare sullo stampo mRNA assicurando la sequenzialit\u00e0 degli amminoacidi della proteina richiesta. E, incastro dopo incastro, tutti i mattoncini (gli amminoacidi) della proteina avranno la sequenza richiesta che ne definisce la struttura, anche spaziale, e la funzione. Se cambia la posizione di un mattoncino, pur mantenendo la stessa composizione amminoacidica, avremo un&#8217;altra proteina con propriet\u00e0 magari diametralmente opposte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi fermo ancora a riflettere. Le basi di RNA sono quattro e, attingendo da queste, si formano i codoni. Sono gruppi di tre elementi scelti su quattro, anche ripetuti. Si possono ottenere 4<sup>3<\/sup> possibili codoni, 64 in tutto. Evidentemente la natura conosce il calcolo combinatorio e la nostra mente si perde per inseguirla, cercando un ordine che da qualche parte \u00e8 scritto a lettere chiare mentre noi siamo al buio. La complessit\u00e0 del nostro pi\u00f9 intimo funzionamento si fonda su sequenze di tre molecole ordinate con cura: un meccanismo cos\u00ec semplice da risultare imbarazzante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-17.40.57.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"508\" height=\"564\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-17.40.57.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2507\" style=\"width:236px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-17.40.57.png 508w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Schermata-2024-01-27-alle-17.40.57-270x300.png 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Come si fa a capire qual \u00e8 l\u2019inizio e la fine della catena?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Ci sono dei segnali di inizio e di fine. La tripletta AUG indica l\u2019inizio, mentre le triplette UAA, AGA, UAG danno il segnale di stop.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 prodigioso, sembra un alfabeto muto!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Gi\u00e0 &#8211; ride Carlo &#8211; si ravvisa una certa forma di furbizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>I codoni sono 64, gli amminoacidi invece solo 20. Significa che pi\u00f9 codoni danno luogo allo stesso amminoacido?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>S\u00ec, nel codice genetico c\u2019\u00e8 ridondanza. Questo consente di assorbire eventuali errori nella replicazione. Ma non c\u2019\u00e8 ambiguit\u00e0: ogni codone d\u00e0 luogo ad un amminoacido preciso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>I nostri organi, per\u00f2, sono fatti di proteine differenti<\/strong>.<strong> Come fanno i geni a gestire la produzione di proteine per un organo specifico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Succede questo: le cellule di quell\u2019organo hanno gli stessi geni delle altre cellule, ma alcuni di questi vengono silenziati. Esistono ben 174 biomolecole capaci di \u201caccendere\u201d o \u201cspegnere\u201d i geni. Dopo il processo di differenziazione di un tessuto durante lo sviluppo embrionale, rimangono accesi solo quelli che servono alla funzione della cellula di appartenenza. Facciamo un esempio: le cellule del pancreas hanno gli stessi geni dei neuroni del cervello, ma nei primi sono attivi solo quelli che servono a produrre gli enzimi pancreatici per la digestione mentre gli altri sono silenti. Allo stesso modo, nei neuroni sono attivi i geni che producono i mediatori chimici per il trasferimento degli impulsi nervosi, mentre gli altri sono inibiti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>\u00c8 tutta una questione di acceso-spento, quindi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Esatto. Il DNA porta con s\u00e9 una forma di \u201cmarcatura chimica\u201d diversa per ogni tipo di cellula, puoi immaginarle proprio come targhette chimiche che accendono e spengono alcuni geni. Questo assicura che lo schema di espressione genica si trasmetta alle cellule figlie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Arriviamo all\u2019epigenetica. Mi sembra di aver capito che queste targhette, che condizionano l\u2019espressivit\u00e0 dei geni, derivano in parte dai nostri comportamenti. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>L\u2019insieme di tutte le molecole che, come targhette chimiche, si attaccano in determinati punti del DNA e rendono possibili i cambiamenti espressivi dei geni costituiscono l\u2019EPIGENOMA. Grazie a questi cambiamenti, per esempio, alcuni geni che predispongono al diabete possono dare origine alla malattia oppure no.<\/em> <em>In altre parole, se una targhetta (per esempio un metile) si attacca su quel gene, ha l\u2019effetto di silenziare lo stesso, inibendone l\u2019espressivit\u00e0. Certo, l\u2019individuo porter\u00e0 sempre con s\u00e9 la sua genetica predisponente, trasferendola alla discendenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Come fa una targhetta chimica a silenziare o ad amplificare un gene?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>A seconda che alcune molecole si attacchino o si stacchino da specifiche posizioni di DNA, il gene viene o meno trascritto in mRNA, e dunque tradotto in proteina. E se la proteina non viene prodotta, non pu\u00f2 esercitare la propria funzione. I geni non determinano inesorabilmente i tratti di un individuo, ma costituiscono delle potenzialit\u00e0 che diventano reali sotto l\u2019influenza di stimoli interni ed esterni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Di che natura sono questi stimoli?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>In parte provengono dall\u2019ambiente in cui viviamo: lo stile di vita, l\u2019alimentazione, l\u2019uso di farmaci, le sostanze con cui entriamo in contatto; altri sono indotti dal nostro modo di approcciarci alla vita: i pensieri, la fede, i desideri, la speranza. L\u2019Epigenetica studia proprio il rapporto tra il nostro DNA e l\u2019ambiente che lo gestisce. Del resto, che l\u2019ambiente condiziona il nostro rendimento biologico \u00e8 abbastanza evidente; in pochi decenni abbiamo cambiato la durata media della vita, quella del menarca e della menopausa, l\u2019altezza della popolazione ecc\u2026 Il genoma evidentemente \u00e8 rimasto identico, mentre sono cambiati i fattori epigenetici.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Hai detto che alcuni fattori epigenetici passano da una generazione all\u2019altra, come \u00e8 possibile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Succede questo: subito dopo la fecondazione, entra in gioco un processo di cancellazione delle note epigenetiche che hanno accompagnato lo sviluppo delle cellule germinali aploidi, cio\u00e8 lo sperma e l\u2019oocita.<\/em> <em>Man mano che lo sviluppo va avanti, la cancellazione viene sostituita da un processo di nuove iscrizioni e note che sono determinate, questa volta, dall\u2019ambiente del nuovo essere.<\/em> <em>Apro una piccola parentesi sull\u2019importanza di questa rimozione.<\/em>  <em>Nel 1996, per clonare la pecora Dolly, fu fatto il trapianto nucleare di una cellula somatica nell\u2019ovocita privato del suo nucleo, senza la dovuta cancellazione del vissuto dell\u2019adulto. Questo ha fatto s\u00ec che la pecora abbia sofferto di vari disturbi di invecchiamento precoce, nonostante la sequenza del suo DNA fosse identica a quella della madre.<\/em> <em>Ora, la cancellazione non \u00e8 totale, circa il 5% delle vecchie note passa alla generazione<\/em> <em>successiva. <\/em>. <em>Di fatto, sopravvivono alla ripulitura delle cellule germinali alcune segnature epigenetiche.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Viene ereditata parte della segnatura chimica di acceso-spento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Esatto, proprio quella. Da una parte \u00e8 un bene:\u00a0in questo modo una madre prepara il\u00a0 figlio a reagire all&#8217;ambiente in cui sta vivendo, creando un\u2019eredit\u00e0 epigenetica capace\u00a0 di fargli affrontare e sopportare i disagi e le privazioni che lei ha subito.<\/em> <em>Ti faccio un esempio pratico: nei figli di persone sopravvissute all\u2019olocausto era inattivo il\u00a0gene che influenza la risposta dell\u2019organismo agli ormoni dello stress. Lo stesso<\/em> <em>gene era gi\u00e0 inattivo nei loro genitori per via di quello che hanno vissuto. Sembra che la \u00a0natura faccia tesoro dell\u2019esperienza e fornisca degli strumenti di adattamento.<\/em> <em>Diventa un male, per\u00f2, se lo stile vita \u00e8 scelto in modo non appropriato. Se una madre\u00a0fuma, beve o si droga, parte del suo comportamento viene trasferito al piccolo che si sta sviluppando nel suo utero, creandogli un \u201cmarchio di fabbrica&#8221; non certo positivo e destinandolo a ripetere\u00a0certi comportamenti, a prescindere dai geni ereditati. Per questi motivi\u00a0l&#8217;epigenetica, a differenza della genetica fatalistica, promuove un \u00a0messaggio RESPONSABILIZZANTE: la tua salute, la tua malattia e la tua longevit\u00e0 sono in gran parte frutto del tuo stile di vita e di ci\u00f2 che pensi. A seconda di come scegli di vivere, tutto pu\u00f2 essere diverso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Quindi, le esperienze sono fondamentali per utilizzare al meglio il nostro DNA: non solo quello che mangiamo e l\u2019aria che respiriamo, ma anche la socialit\u00e0, l\u2019affetto, la solidariet\u00e0\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Duriex.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"525\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Duriex.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2509\" style=\"width:253px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Duriex.jpg 525w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Duriex-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Sono importantissime. Le esperienze rendono il nostro DNA dinamico e flessibile, capace di esprimersi in modi diversi. I geni non determinano inesorabilmente i tratti di un individuo, ma costituiscono delle potenzialit\u00e0 che diventano reali sotto l\u2019effetto degli stimoli esterni. Sono come gli strumenti di un\u2019orchestra, che possono essere suonati oppure lasciati in silenzio dal direttore, che \u00e8 il nostro sistema complessivo.<\/em> <em>Noi, con le nostre scelte e i nostri comportamenti, possiamo interagire col direttore affinch\u00e9 il suono risulti armonioso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Sorprende che tutto questo avvenga mediante un comando chimico di acceso &#8211; spento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carlo sorride.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>\u00c8 vero, sorprende.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il s\u00ec e il no, comandi netti di un sistema binario, sembrano caratterizzare la nostra vita nel profondo, costringendo il sistema a delle alternative senza mediazioni. Succede la stessa cosa per tutte le nostre decisioni: si pu\u00f2 riflettere quanto ci pare, analizzare ogni comportamento e ascoltare le voci di tutti i motivi che ci vengono in mente; alla fine la scelta sar\u00e0 in una direzione precisa mentre l\u2019altra sar\u00e0 preclusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardo l\u2019orologio. Il pomeriggio \u00e8 arrivato alla fine, sul tavolo davanti a noi ci sono le tazze, i piattini e una marea di fogli su cui io ho scarabocchiato mentre Carlo parlava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Credo che sia l\u2019ora di andare &#8211; gli dico liberandolo &#8211; non voglio rubarti altro tempo. Sei stato gentilissimo, oltre che illuminante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Sono contento di essere stato utile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci alziamo e usciamo dal bar, lui si dirige alla sua moto e io vado verso la mia bici, allucchettata davanti all\u2019Accademia. Lo abbraccio con la gratitudine di chi ha visto qualcosa di magico e deve ancora riprendersi dall\u2019emozione, poi mi avvio verso casa. Attraverso piazza Duomo e giro in direzione dei Lungarni. Mentre pedalo, col freddo dell\u2019inverno sulle guance, mi tornano in mente le immagini di una scena tutta interiore, teatro del nostro intimo funzionamento. Rivedo il fiore che si apre, la scala che si srotola, i geni che si accendono con la speranza e la tripletta UAG che dichiara la fine dei messaggi. Penso a come tutto questo succeda in ogni istante dentro di noi e mi dico che\u00a0dovremmo esserne felici, trovare il modo di celebrare il miracolo di un meccanismo tanto\u00a0silenzioso. Basterebbe anche cos\u00ec, semplicemente, in un momento qualsiasi della nostra giornata: lasciare per qualche attimo il pensiero delle cose da fare e concentrarsi su quello che siamo: grati,\u00a0stupiti e meravigliosamente vivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">UAG<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:21px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/fotografia-con-bici.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"590\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/fotografia-con-bici-1024x590.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2508\" style=\"width:594px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/fotografia-con-bici-1024x590.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/fotografia-con-bici-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/fotografia-con-bici-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/fotografia-con-bici.jpg 1155w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:45px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo che state per leggere, ammesso che decidiate di farlo, riguarda un argomento miracoloso: il nostro pi\u00f9 intimo funzionamento. 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