{"id":2608,"date":"2025-11-08T18:26:19","date_gmt":"2025-11-08T17:26:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2608"},"modified":"2025-11-08T18:41:51","modified_gmt":"2025-11-08T17:41:51","slug":"2-lindeterminazione-di-aldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/2-lindeterminazione-di-aldo\/","title":{"rendered":"2. L&#8217;indeterminazione di Aldo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo entr\u00f2 nel palazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva addosso uno strano formicolio, l\u2019agitazione di un\u2019incertezza che non sapeva trattenere. La porta dell\u2019appartamento era aperta, la spinse e si trov\u00f2 in una stanza silenziosa, con tanti quadri e diversi punti luce che producevano un\u2019illuminazione decentrata. La dottoressa Betti comparve di lato e gli porse la mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Buon giorno, piacere di conoscerla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Salve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le dette uno sguardo di sfuggita; nonostante fosse imbarazzato, non voleva mostrare curiosit\u00e0 o inesperienza. Nell\u2019aria c\u2019era un gradevole profumo di limone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si levi pure il cappotto e si metta a suo agio. Di solito lascio ai pazienti nuovi un po\u2019 di tempo per familiarizzare con l\u2019ambiente. Vuole sedersi e aspettare un paio di minuti prima di cominciare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Le sarei davvero grato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Betti indic\u00f2 la porta in fondo: &#8211; Quando \u00e8 pronto, la aspetto nello studio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sedette e cominci\u00f2 a guardarsi intorno, lungo le pareti amaranto. Da chirurgo, non pot\u00e9 fare a meno di notare che era il tono del fegato.&nbsp;<em>No\u2026 aspetta\u2026 a guardarlo bene ricordava di pi\u00f9 il cuore o forse l\u2019interno di un utero, color vinaccia<\/em>. Aveva la gola secca, mise in bocca un Chewing-gum per aumentare la salivazione. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/EE7645D1-BC4A-4840-8620-884AD47B5E55.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/EE7645D1-BC4A-4840-8620-884AD47B5E55-819x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2609\" style=\"width:274px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/EE7645D1-BC4A-4840-8620-884AD47B5E55-819x1024.jpeg 819w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/EE7645D1-BC4A-4840-8620-884AD47B5E55-240x300.jpeg 240w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/EE7645D1-BC4A-4840-8620-884AD47B5E55-768x960.jpeg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/EE7645D1-BC4A-4840-8620-884AD47B5E55.jpeg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a lui, un paralume a forma di ombrello, un mazzo di fiori bianchi e il ritratto a matita di un giovane uomo. Aveva un\u2019espressione beffarda, quasi provocatoria, come se sapesse qualcosa di non detto.&nbsp;<em>Possibile che guardasse proprio lui?<\/em> Uno specchio rifletteva la finestra dall\u2019altra parte della stanza; in entrambe si vedevano l\u2019albero e il balcone di fronte, con la ringhiera verde. Uno solo era il panorama vero; l\u2019altro non era che finzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo poco si alz\u00f2 e si diresse verso la stanza accanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Credo di essere pronto &#8211; disse entrando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dottoressa indic\u00f2 una poltrona posta davanti alla sua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Se preferisce pu\u00f2 girarla, non \u00e8 obbligato ad avermi davanti mentre parliamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo la orient\u00f2 dall\u2019altra parte, verso la porta d\u2019entrata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Suppongo di doverle dire il motivo per cui sono qui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non occorre che lo faccia subito. Certo, prima o poi verr\u00e0 fuori, ma per il momento pu\u00f2 raccontarmi qualcosa di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec prese a parlare. Prima incerto, poche parole alla volta, poi sempre pi\u00f9 fluido e ricco di particolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esord\u00ec descrivendo il suo lavoro in corsia, il rapporto con i colleghi, la cura dei pazienti. Pass\u00f2 a un cugino geloso e al legame disfunzionale con sua madre, che aveva perso una bambina prima di lui e non si era mai ripresa da quella sofferenza. Ment\u00ec su tutto e l\u00e0 dove ci fosse qualcosa di vero, omise i dettagli del suo punto di vista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Betti rimase in silenzio per l\u2019intera seduta, ascoltando quel rigagnolo di parole. Di tanto in tanto scriveva qualcosa su un grande blocco che teneva sulle gambe e conserv\u00f2 in viso un\u2019espressione asettica, nonostante nessuno la stesse guardando. Passati cinquanta minuti, si intromise con garbo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Credo che per oggi possa bastare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Va bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vuole fissare per la prossima volta o preferisce pensarci con calma?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasero d\u2019accordo per il gioved\u00ec successivo, alla stessa ora. Aldo pens\u00f2 che se fosse stato di turno o se avesse cambiato idea, avrebbe disdetto all\u2019ultimo secondo esattamente come faceva con il tennis, con le donne a pagamento e con gli acquisti on line. Avrebbe risarcito quel che c\u2019era da risarcire per togliersi l\u2019impiccio dell\u2019incontro e&nbsp;<em>bona l\u00e8<\/em>, senza farsi problemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando usc\u00ec dall\u2019appartamento, sput\u00f2 il chewing-gum per terra. Cammin\u00f2 lentamente verso casa, si ferm\u00f2 nella rosticceria all\u2019angolo ed entr\u00f2 nel portone.&nbsp;Sent\u00ec qualcuno scendere per le scale e si infil\u00f2 di fretta nell\u2019ascensore; non aveva voglia di salutare, nemmeno con il solito grugnito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutta la serata, ripens\u00f2 alla seduta di psicanalisi.&nbsp;Si vide sulla poltrona, con la testa sul palmo della mano e in bocca il chewing-gum indurito.&nbsp;La gola secca, il tappeto damascato, il silenzio della figura dietro di lui. Gli torn\u00f2 in mente il ritratto nella sala d\u2019ingresso. Sarebbe bastato toccarlo con le dita per farlo sbiadire e scomparire per sempre; invece quel volto rimaneva l\u00ec e continuava a deriderlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aveva fatto bene a mentire<\/em>, si disse. Cos\u00ec, d\u2019istinto, guidato da un\u2019evidente propensione alla prudenza. Era stato spinto da un motivo nobile e necessario, una sorta di vaglio professionale.&nbsp;<em>Non era una vera menzogna, piuttosto\u2026 s\u00ec insomma\u2026 una dissimulazione<\/em>. L\u2019aveva fatto per mettere alla prova la Betti e verificare la sua capacit\u00e0 di riconoscere l\u2019inganno. <em>Aveva mentito<\/em>, ripet\u00e9,&nbsp;<em>per essere sicuro di trovarsi in buone mani, per prendere tempo, per negare a lei la propria verit\u00e0<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi d\u2019improvviso una voce tra le altre.&nbsp; <em>L\u2019aveva fatto perch\u00e9 era un coglione<\/em>. Ecco, l\u2019aveva detto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Era un coglione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella presa di coscienza, seppur momentanea, rese fluide le coordinate del suo ego.&nbsp; Torn\u00f2 nello studio della dottoressa Betti il gioved\u00ec successivo e quello dopo ancora, fino a farlo diventare un appuntamento fisso. Il pi\u00f9 delle volte durante le sedute fingeva, si trincerava dietro falsi motivi e parlava di cose che lo toccavano solo marginalmente. Tuttavia, non smetteva di andarci: il colloquio per diventare primario si avvicinava e lui era ancora disarmato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scaltro e bugiardo, cos\u00ec si sentiva. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Scaltro, bugiardo e nudo.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lentamente prese confidenza con gli oggetti della sala d\u2019aspetto e con la sensazione di attesa che lo pervadeva nei giorni precedenti all\u2019incontro; nei mesi, il profumo di limone divent\u00f2 dipendenza e distensione.&nbsp;Cominci\u00f2 ad ascoltare le inflessioni nella sua voce, a percepire i cambiamenti di tono, a notare se lo accoglieva col sorriso o con il solito distacco professionale. Si trov\u00f2 a passeggiare nei pressi dello studio per immaginare la sua vita nella quotidianit\u00e0: il supermercato, il parrucchiere, le scale del palazzo la domenica mattina. Il suo nome compariva su due campanelli, in uno c\u2019era anche un altro cognome. <em>Dunque, non viveva da sola? Aveva un marito? Forse una famiglia<\/em>.&nbsp;<em>Non sembrava che avesse figli<\/em>.&nbsp;<em>Oddio\u2026 poteva anche averne\u2026 certamente non avrebbe tenuto le loro cose nello studio<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta arriv\u00f2 un gioved\u00ec di novembre, quando accadde un evento del tutto inaspettato. Stavano facendo la seduta, lei sulla poltrona, lui girato dall\u2019altra parte nel silenzio di sempre. Improvvisamente, dalla parete accanto, cominciarono a sentirsi dei rumori. Una porta che sbatteva, un colpo sul tavolo e poi musica. Forte, sempre pi\u00f9 forte.&nbsp;<em>Canzone arrabbiata<\/em>&nbsp;a tutta manetta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Canto per rabbia questa luna, contro di te\u2026 Contro chi \u00e8 ricco e non lo sa\u2026<br>Cammino e canto, la rabbia che mi fa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo, colpito da quel suono inaspettato, si ferm\u00f2.&nbsp;Dopo qualche secondo di volume incontrollato, lei prese in mano la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi perdoni &#8211; disse scocciata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non si preoccupi, pu\u00f2 succedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Invece no\u2026 non doveva succedere.<\/em>&nbsp;<em>Non di nuovo<\/em>, pens\u00f2 lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Torno subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vide passare di fretta, prendere le chiavi sulla credenza e uscire dallo studio. Poi sent\u00ec aprire la porta accanto, il volume abbassarsi di colpo e la sua voce, dall\u2019altra parte della parete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non era questo che avevamo deciso, Rocco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silenzio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sto parlando con te &#8211; incalz\u00f2 risoluta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Lo so con chi stai parlando!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Cos\u00ec rendi tutto difficile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 pi\u00f9 forte di me. Lo capisci o no?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Lo capisco, adesso per\u00f2 calmati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi le voci si abbassarono tanto che Aldo, dall\u2019altra parte del muro, fece fatica a distinguere le parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Devo tornare di l\u00e0. Ti chiedo di non mettermi in difficolt\u00e0, di non farmi sentire a disagio con il mio paziente. Pensi di riuscirci?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La porta dell\u2019appartamento si chiuse e la dottoressa torn\u00f2 nello studio. Pass\u00f2 davanti ad Aldo e riprese il suo posto sulla poltrona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo non sapeva che fare, indeciso se riprendere il discorso o cambiarlo, partendo da capo. Sent\u00ec la propria voce uscire in autonomia, pi\u00f9 veloce del suo raziocinio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non si preoccupi per me, sono un medico anch\u2019io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non che quella considerazione, di per s\u00e9, fosse necessaria. A ben vedere non era nemmeno pertinente: il fatto di essere un dottore non comportava l\u2019abitudine a gestire travasi dalla sfera privata a quella professionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la vita sa regalare delle sorprese durante lo scompiglio e quel fattore di condivisione aiut\u00f2 Chiara Betti a sentirsi vagamente compresa, scomposta e riordinata in un prodotto con qualcosa in comune.&nbsp; Ripresero la seduta e tutto torn\u00f2 pi\u00f9 o meno nella posizione in cui era prima della scossa; lei ad ascoltare e a prendere qualche appunto, lui a parlare di s\u00e9 senza giungere in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo quella volta, Aldo prese a fantasticare su Rocco. Osservava tutti gli uomini che entravano e uscivano dal palazzo quando era nei paraggi, si figurava il suo viso e la sua corporatura e cercava di ricostruirne la voce dal brandello che aveva sentito.&nbsp;Li immaginava mentre facevano l\u2019amore. Lui che la prendeva per darle piacere o solo per il suo bisogno di godere. L\u2019irruenza dei loro corpi, l\u2019espressione di lei durante l\u2019orgasmo. Sul letto, forse anche in cucina, contro il muro. Chiss\u00e0 se l\u2019avevano mai fatto nello studio, sulla poltrona in cui sedeva durante gli incontri di psicanalisi. Poi vagheggiava nel pensiero di incontrare Rocco in ospedale, ricoverato.&nbsp;Si trovava a desiderare di aprirlo, di tagliarlo col bisturi e vedere uscire il primo sgorgo di sangue, col potere di decidere della sua vita mentre era sotto anestesia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche volta, durante la seduta, sentiva chiudere la porta e avvertiva i suoi passi in casa o sul pianerottolo. Faceva in tempo a contare fino a tre e il rumore svaniva, leggero come un\u2019ombra. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mostra-andrea-martinelli-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mostra-andrea-martinelli-9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2610\" style=\"width:300px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mostra-andrea-martinelli-9.jpg 1000w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mostra-andrea-martinelli-9-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mostra-andrea-martinelli-9-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aument\u00f2, in quel periodo, la percezione di tutta la sua doppiezza. Il fatto di trovarsi a raccontare i propri pensieri, mentre altri irrompevano con tanta forza all\u2019oscuro, lo mise di fronte all\u2019evidenza di una spaccatura che lo riscattava dalle sue debolezze. Si opponeva allo straniero del sogno e al tremolio delle mani con la costruzione di una realt\u00e0 sotterranea di cui era padrone. Tanto era vulnerabile nei momenti di crollo, tanto era vigoroso nelle sue intime pulsioni. Cos\u00ec borioso da diventare spavaldo, fino a rischiare di farsi scoprire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si ricorda la storia di mia madre\u2026 &#8211; devi\u00f2 durante una seduta &#8211; le raccontai che aveva perso una bambina prima di avere me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ebbene?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ecco\u2026 non \u00e8 vero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dottoressa Betti aspett\u00f2 qualche secondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Perch\u00e9 me lo dice?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non so\u2026 magari la aiuta a capirmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-L\u2019analista \u00e8 un tramite, non un confessore. Non sono io che la devo capire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo incalz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si pu\u00f2 fare psicanalisi mentendo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sa\u2026 non \u00e8 necessario avere un grande trauma per intraprendere un percorso psicanalitico. Il desiderio di affrontare delle questioni irrisolte \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente. Ma bisogna essere onesti altrimenti il nodo, invece che sciogliersi, si aggroviglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Anche mentire pu\u00f2 essere una forma di onest\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si spieghi meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Se uno \u00e8 bugiardo, la sua natura \u00e8 quella di fingere. Nel momento in cui la libera, non fa altro che esprimersi per quello che \u00e8.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Rispetto a cosa finge, un bugiardo per natura?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo rimase spiazzato. Credeva di stupire la Betti e di stringerla all\u2019angolo con i propri ragionamenti, tendere la rete della provocazione e pescare, magari, qualche turbamento inaspettato. Metterla in difficolt\u00e0 voleva dire costringerla a riconoscerlo superiore; abbassarla per innalzare s\u00e9. A ben vedere voleva fare proprio questo, null\u2019altro che questo: dimostrarle chi era. Invece lei aveva reagito aprendo un terreno di scambio, una zona neutra in cui il pi\u00f9 paradossale dei confronti era possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispose con una certa disinvoltura, lasciando intendere che si prestava al gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Rispetto a come lo vedono gli altri, penso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dunque, se fosse solo non mentirebbe?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Che cosa intende per solo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Solo. Cresciuto nella giungla o su un\u2019isola deserta: senza societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Credo di no, non mentirebbe. Non avrebbe pi\u00f9 senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Forse, allora, \u00e8 quello che dobbiamo rivedere: il senso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Chiara Betti, in quel preciso momento, fece i conti con i propri retropensieri. Gli psicanalisti non devono esprimere le loro opinioni sul senso delle cose, si tratta di un\u2019attribuzione soggettiva che pu\u00f2 essere forviante. Devono rimanere in disparte, guidare verso un\u2019autenticit\u00e0 che non \u00e8 la propria, ma quella del paziente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0Lo sapeva fin troppo bene e se lo ripeteva attraverso il disagio di quella conversazione. Ripens\u00f2 per un attimo a quando aveva sgarrato, con Rocco. <em>Forse un giorno l\u2019avrebbero punita per quella scelta, prima o poi avrebbe pagato il conto.<\/em> Sterz\u00f2 verso una linea morbida, togliendo il proprio giudizio dal discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vede\u2026 la realt\u00e0 non \u00e8 fatta da individui, ma da relazioni. Noi pensiamo di essere al centro di tutto, ma un vero centro non c\u2019\u00e8. Provi a immaginare che cosa sarebbero i neuroni senza le sinapsi. Oppure gli elementi chimici, se non potessero reagire. Semplicemente, non ci sarebbe la vita. Da soli valiamo poco ma questa idea, per qualcuno, \u00e8 difficile da digerire. La presenza degli altri condiziona il nostro ambiente ma anche noi, di rimando, influenziamo il loro. Uno sguardo che entra in campo cambia le condizioni di gioco e, quindi, tutta la partita\u2026 qualcosa si aggiunge e qualcosa si perde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Che cosa si perde?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-La possibilit\u00e0 di sapere. Prendo in prestito un argomento scientifico, visto che entrambi ci occupiamo di Medicina. Ha presente che cosa succede nell\u2019atomo? Non possiamo conoscere la posizione e la velocit\u00e0 di una particella nello stesso momento perch\u00e9 lo strumento di misura, inserito nel sistema, modifica l\u2019insieme e stravolge i risultati. Dobbiamo scegliere se conoscere dove siamo o dove stiamo andando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec Chiara Betti illustr\u00f2 il concetto di indeterminazione, che ridimensiona l\u2019ego e rende tutti parimenti incerti. Spieg\u00f2 ad Aldo Balzani, quel giorno di novembre, che siamo animati da forze che si nascondono a turno mentre danzano insieme. Ragione e sentimento, bagliore e oscurit\u00e0, coppie di opposti che si tirano a vicenda e intanto generano il nostro modo di essere. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldo intu\u00ec, in quel giorno di novembre, che siamo figli di una caotica danza, chiusi tra una spinta e l\u2019altra, in risonanza. Siamo corde che vibrano e parole che rimbombano, destinati a rimanere incompleti.&nbsp; Un tutt\u2019uno con gli alberi, con le foglie, con gli uccelli che volano nei prati. Qualche volta felici e qualche volta amareggiati, strumenti di misura e misurati, soldati allineati sulla terra di confine, indeterminati per principio, fino alla fine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_Martinelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"376\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_Martinelli-1024x376.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2611\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_Martinelli-1024x376.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_Martinelli-300x110.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_Martinelli-768x282.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_Martinelli.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aldo entr\u00f2 nel palazzo.&nbsp; Aveva addosso uno strano formicolio, l\u2019agitazione di un\u2019incertezza che non sapeva trattenere. 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