{"id":2618,"date":"2025-11-22T12:25:47","date_gmt":"2025-11-22T11:25:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2618"},"modified":"2026-02-01T12:32:25","modified_gmt":"2026-02-01T11:32:25","slug":"3-le-parole-di-chiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/3-le-parole-di-chiara\/","title":{"rendered":"3. Le parole di Chiara"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena finita la seduta, Chiara Betti accompagn\u00f2 il suo paziente all\u2019uscita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-A gioved\u00ec &#8211; disse concisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-A gioved\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiuse la porta dello studio e fece un respiro profondo. Aveva terminato a fatica l\u2019incontro sforzandosi di ritrovare la concentrazione necessaria all\u2019ascolto ma la sua mente aveva vagato per tutto il tempo resistendo alle redini del controllo; come un vortice aveva girato intorno a un unico punto fisso senza riuscire a mollare la presa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso era sola e poteva finalmente occuparsi di quello che stava accadendo in casa. Prese le chiavi, si tir\u00f2 dietro la porta dello studio e apr\u00ec quella dell\u2019abitazione. Fu avvolta dal silenzio, la musica a tutto volume di un quarto d\u2019ora prima sembrava svanita nel nulla, affogata nelle cause che avevano generato il bisogno di esplosione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fluttuazioni, d\u2019altronde, non erano una novit\u00e0: il brusco alternarsi di alti e bassi aveva caratterizzato quella vicenda da subito, diffuso al punto di diventare parte integrante della storia.&nbsp;Rocco era in casa, ne era sicura; se fosse uscito l\u2019avrebbe sentito. Invece non c\u2019erano stati rumori di passi n\u00e9 porte che si chiudevano: era da qualche parte tra quelle mura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si addentr\u00f2 nell\u2019appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cucina, uno sguardo al salotto, un picchio alla porta del bagno. Nessuna risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conosceva bene la sensazione di quella calma apparente, l\u2019immersione nell\u2019aria che attutiva i rumori dell\u2019esterno e allungava l\u2019attesa fino all\u2019accertamento della crisi. Si presentava negli stati di passaggio e richiedeva la delicatezza del risveglio, un approccio arginante e distensivo che permettesse di varcare il ponte tra i ricordi del passato e l\u2019emozione del presente. Per emergere dalla coscienza pi\u00f9 nascosta, per uscire dall\u2019apnea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriv\u00f2 alla camera da letto e apr\u00ec lentamente la porta, intenta a non fare rumore. Rocco era in terra, aggomitolato ai piedi del letto. Teneva il pollice in bocca, come un bambino che voleva calmare la paura. Gli and\u00f2 vicino e si sedette sul pavimento; gli sollev\u00f2 la testa e se la mise sulle gambe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vieni qui &#8211; disse con dolcezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva i muscoli contratti e il respiro affannato. Si lamentava e intanto mormorava parlando tra s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non ce la faccio\u2026 non ce la faccio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non ci pensare adesso, abbiamo ancora tempo. Vedrai\u2026 affronteremo tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli mise le dita tra i capelli e cominci\u00f2 a carezzarlo. A poco a poco, il calore della mano sciolse le contratture della fronte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo guardava, mentre la sua espressione tornava normale. Non pot\u00e9 fare a meno di notare, ancora una volta, quanto fosse bello il suo viso nella quiete. Nonostante l\u2019et\u00e0, ormai oltre la cinquantina, conservava i tratti armoniosi di un uomo gentile. La bocca, le sopracciglia sagomate e l\u2019incavo degli occhi; la sua fisionomia evocava la compostezza di un equilibrio innato, rovinato unicamente dalla vicinanza a s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo che aveva davanti, con i suoi caratteri mutevoli e la sua instabilit\u00e0 permanente, generava in Chiara una miscela di sensazioni che inondava ogni cosa; era estasi e tormento, conforto e avvilimento, il taglio della ferita insieme al miracolo di sutura.&nbsp;Da quando era arrivato nella sua vita, l\u2019intero sistema di riferimento era stato stravolto, accartocciato e girato come il cordone di una fune, poi di nuovo steso e restituito con un nodo diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto era cominciato un anno prima, in un giorno di nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come tutti i luned\u00ec, si trovava nel centro&nbsp;<em>Vincere Medusa,&nbsp;<\/em>dove lavorava come psicanalista e come consulente di ricerca. Era pomeriggio e aveva appena finito la seduta con una paziente che combatteva col trauma di una malattia arrivata all\u2019improvviso.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Martinelli-per-capitolo-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"398\" height=\"443\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Martinelli-per-capitolo-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2620\" style=\"width:251px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Martinelli-per-capitolo-3.jpg 398w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Martinelli-per-capitolo-3-270x300.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla scrivania, leggeva gli appunti e riordinava i pensieri. Aveva l\u2019abitudine di annotare sul bordo della pagina delle osservazioni che le consentissero di individuare una strada da percorrere, dei riferimenti su cui fermarsi per poi procedere e scavare. Erano sigle, poche lettere capaci di generare grandi domande sui motivi di un disagio che veniva fuori poco alla volta tra le parole della paziente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>N.d\u2026 Non detto; C.v\u2026 Cambio di voce; Rip\u2026 ripetuto; Rip+\u2026 ripetuto pi\u00f9 volte.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stava per mettere un po\u2019 di musica di sottofondo, come faceva di solito per allentare la tensione dell\u2019ascolto, quando sent\u00ec bussare alla porta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Toc, toc\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconobbe il tocco leggero di Sofia, la sua stagista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Posso?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sofia fece un passo in avanti e accost\u00f2 la porta. Cominci\u00f2 a parlare prima che Chiara desse il cenno d\u2019assenso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-C\u2019\u00e8 un uomo di l\u00e0. \u00c8 arrivato senza appuntamento e pare che abbia un problema serio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Che genere di problema?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dice che soffoca, che non riesce a respirare. Potrebbe essere una crisi di panico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiara ripose la penna e la segu\u00ec nell\u2019altra stanza. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo era seduto in fondo, vicino alla finestra. Muoveva una gamba ossessivamente e intanto si toccava il collo con entrambe le mani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Buon giorno, sono Chiara Betti &#8211; disse avvicinandosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui sollev\u00f2 la testa per guardarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era pallido e impaurito. Aveva i capelli ordinati e il viso curato, non sembrava un disperato di passaggio. Dette un colpo di tosse e si strinse il collo per accentuare il disagio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva un anello, una fascia d\u2019oro con un topazio al centro. Anche gli occhi erano azzurri, quasi dello stesso colore, trasparenti e vitrei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi manca l\u2019aria, non riesco a deglutire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 la prima volta che ha questo disturbo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-No, succede spesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Toss\u00ec pi\u00f9 forte. Poi fece una smorfia di dolore piegando il collo per cercare una posizione di conforto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Adesso vediamo come possiamo aiutarla. Che cosa stava facendo quando ha cominciato a sentirsi male?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Come?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Prima di venire qui. Era a casa? Dove si trovava?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-A lavoro. Non riuscivo a concentrarmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Come mai?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Il silenzio. C\u2019era silenzio. Riempiva tutto. Avevo freddo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si mise le braccia intorno al corpo, stringendosi addosso i vestiti. Il suo viso cambi\u00f2 espressione e prese a battere leggermente i denti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-C\u2019era qualcuno con lei?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Nessuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che accadde dopo fu talmente veloce che, pi\u00f9 tardi, dovette ripensarci pi\u00f9 volte, sbobinando i ricordi al rallentatore.&nbsp;L\u2019uomo prese a singhiozzare. Prima piano, in un lamento sottaciuto. Poi sempre pi\u00f9 forte, fino a essere inglobato dal suo stesso pianto.&nbsp;&nbsp;La voce cambi\u00f2 improvvisamente di tono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ero solo, non arrivava nessuno. Ogni tanto, i passi da lontano e la luce sotto la porta.&nbsp;<em>Zuesse\u2026 zuesse<\/em>. La ciotola, avevo paura. Paura\u2026s\u00ec, ho paura. Conto sempre&#8230; conto fino a mille. Poi ricomincio, conto ancora. Ma il muro \u00e8 umido, non so dove appoggiarmi. Davvero, non lo so.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo osservava con attenzione. Di cosa stava parlando? L\u2019 emotivit\u00e0 stava evidentemente prendendo il sopravvento su di lui, trascinata da un flusso troppo veloce. Non c\u2019era alcun argine a contenere le associazioni di pensiero, probabilmente di l\u00ec a poco sarebbe straripato in una manifestazione irruenta. Qualsiasi cosa stesse succedendo nella testa di quell\u2019uomo, andava attutita e ripresa pi\u00f9 avanti, con calma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Stia tranquillo, ora \u00e8 al sicuro. I passi non ci sono pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silenzio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non ci sono pi\u00f9 &#8211; ripet\u00e9 lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-No, non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella frase, ribadita da entrambi, ebbe il potere di fermare la piena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo con l\u2019anello si mise le mani sulla faccia e tra i capelli, riponendo in un gesto la descrizione di quel rallentamento improvviso. Sofia, da dietro, fece un sospiro di sollievo. Assisteva in silenzio e con lo sguardo catturava ogni cosa. I toni, i gesti, la prossemica delle parti. Nutriva una grande stima per la sua tutor, famosa nel settore per i suoi successi con la Terapia della Parola. L\u2019episodio appena accaduto era un ulteriore conferma della sua bravura: in pochi minuti aveva intercettato un punto nevralgico nelle associazioni dell\u2019uomo e aveva impedito che montassero, fermando una valanga. Con grande professionalit\u00e0, aveva dato un esempio di come si potesse gestire una situazione imprevista utilizzando la voce come strumento di cura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Betti riprese il controllo della scena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;-Vuole un bicchiere d\u2019acqua?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;-S\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli dette da bere e aspett\u00f2 che tornasse la quiete.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi perdoni &#8211; disse lui quando si fu ripreso &#8211; adesso sto meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si alz\u00f2 e fece per andarsene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non c\u2019\u00e8 niente da farsi perdonare, siamo qui per i casi come il suo. Immagino che conosca gi\u00e0 il nostro Centro, dato che \u00e8 arrivato qui\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-S\u00ec, vi ho visti qualche volta in televisione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Se vuole pu\u00f2 tornare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fissarono un primo appuntamento per il venerd\u00ec successivo, in attesa di decidere che fare.&nbsp;Chiara apprese, in quella circostanza, che si chiamava Rocco Zanieri. Appunt\u00f2 il nome sull\u2019agenda e torn\u00f2 a occuparsi di lui. Quando fu sicura che si fosse ripreso, lo accompagn\u00f2 all\u2019uscita e rientr\u00f2 nella sua stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 il resto del pomeriggio tra i pensieri, con la strana sensazione di aver vissuto un\u2019esperienza di contatto con qualcosa.&nbsp;Faceva fatica a barcamenarsi tra le spigolature del disagio a cui aveva assistito e gli effetti che quel malessere aveva prodotto su di lei.&nbsp;Lo sguardo impaurito, i gesti della sofferenza, l\u2019anello col topazio. Gli elementi che aveva colto, invece di collimare, aprivano a uno spazio sconosciuto in cui desiderava di entrare. Non aveva mai incontrato contraddizioni cos\u00ec esplicite in un paziente e aveva bisogno di analizzarle, trovare il legame tra tutti gli aspetti per individuare una forma di coerenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornata a casa, cen\u00f2 e si rec\u00f2 nello studio. Quello era l\u2019ambiente in cui si concentrava di pi\u00f9, tra le pareti che assorbivano i pensieri. Prese un blocco e si accomod\u00f2 sulla poltrona, lo apr\u00ec e tir\u00f2 una riga verticale, per dividere il foglio in due parti. Poi avvolse il nastro dei ricordi e rivide tutto da capo. Erano passate poche ore, le immagini erano ancora vivide nella sua testa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sofia era venuta a chiamarla e insieme erano andate nella stanza della prima accoglienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripart\u00ec da l\u00ec, dalla figura di quell\u2019uomo in controluce; le mani al collo, la gamba che tremava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si era avvicinata e lui l\u2019aveva guardata per descrivere il sintomo del suo disturbo. Riport\u00f2 questi eventi sulla colonna di sinistra. A destra, in corrispondenza:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sguardo, paura<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva detto che arrivava dal lavoro e che non riusciva a tener viva l\u2019attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Solitudine.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Freddo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi un cambio di registro, il tono si era trasformato. Sembrava che la sua mente fosse entrata in un contesto diverso che riusciva a descrivere solo in modo caotico. Una parola incomprensibile, ripetuta due volte. Che parola era?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Paura +.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Freddo +.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non riusciva a ricordare i suoi occhi in quel momento. Parlava concitatamente, diceva che contava, che contava fino a mille. E poi il tempo\u2026 il tempo verbale: era diventato presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non poteva essere un caso, doveva fermarsi l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sminuire quel passaggio avrebbe significato rinnegare le sue convinzioni sulla natura delle parole. Le parole sono ganci per le idee e afferrano pezzi di realt\u00e0. Quante volte Chiara Betti aveva riflettuto sul potere che sprigionano. Racchiudono e propagano, graffiano e carezzano, occasionalmente resuscitano; sono forbici che recidono e unguenti che donano sollievo. Scintille su pensieri offuscati, guidano il nostro modo di sentire. Pesano senza pesare, restano senza restare. Chiara Betti sapeva bene che doveva seguire il loro percorso perch\u00e9 trovarle avrebbe consentito di tirare il filo delle cause e delle concatenazioni emotive fino a farlo uscire dalla grotta dell\u2019inconscio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel cambiamento del tempo verbale era da subito stato una spia, con quell\u2019indizio aveva recepito lo stato d\u2019allerta ed era intervenuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Transfert?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fece una pausa. Per il momento poteva arrivare fino a l\u00ec, non c\u2019era altro da aggiungere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Posizion\u00f2 la penna sotto le cose scritte per fare il punto della descrizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto avesse ricostruito tutto, tutto appariva da costruire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cen\u00f2 e and\u00f2 a letto, soddisfatta a met\u00e0. Sogn\u00f2 di trovarsi in un campo assolato, in cerca di una zona d\u2019ombra. Aveva sete ma non riusciva ad aprire la bottiglia, nel tentativo le cadde dalle mani. Tra i pezzi di vetro, vide l\u2019anello col topazio.&nbsp;&nbsp;Si svegli\u00f2 nel momento in cui cercava di prenderlo, col busto piegato in avanti e il sole che le batteva addosso, senza piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era evidente che quell\u2019anello l\u2019avesse colpita; il suo inconscio gli attribuiva un significato.&nbsp;<em>Ma quale?<\/em>&nbsp;Non lo sapeva ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I giorni a seguire passarono veloci, come passa ogni cosa. Quando arriv\u00f2 venerd\u00ec si predispose all\u2019ascolto. Era una cosa che faceva prima di ogni seduta, svuotare la mente per accogliere il percorso delle parole altrui. Quella volta lo fece a maggior ragione, lasciando libero tutto lo spazio di cui disponeva. Fin dalle prime ore della mattina, fece degli esercizi di respirazione e mise in atto qualche pratica di rilassamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Rocco Zanieri arriv\u00f2, aveva tutt\u2019altra espressione rispetto alla volta precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salut\u00f2 rispettoso e si mosse con disinvoltura tra le stanze del Centro. Aveva lo sguardo gentile e sereno, nulla a che vedere con l\u2019uomo che era entrato in quegli ambienti solo qualche giorno prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi fa piacere vedere che sta meglio &#8211; Chiara inizi\u00f2 la seduta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Meglio, s\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel cambiamento, cos\u00ec netto e inverosimile, dest\u00f2 in lei un certo stato di allerta. Decise di non forzare la mano e di seguirlo sulla strada del momento, dove adesso si trovava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo lasci\u00f2 libero di parlare e di scegliere un punto di partenza che lo mettesse a proprio agio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui cominci\u00f2 dalla sua et\u00e0 e dalla sua professione. Aveva 52 anni ed era titolare di una grande azienda di dolciumi, una ditta appartenente alla sua famiglia da diverse generazioni e ormai aperta al mercato internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sa\u2026 i torroncini Zanieri\u2026 forse li conosce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei sorrise.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutto il tempo, la sua voce fu estremamente piacevole da ascoltare. Mostr\u00f2 cultura per le cose del mondo e ironia nella formulazione dei propri giudizi. Amante della musica e dell\u2019arte, si rivel\u00f2 essere un uomo di spessore e di grande sensibilit\u00e0. Apr\u00ec una parentesi su Norfe Can\u00e8, il famoso direttore d\u2019orchestra che era nato in una casa non lontana dalla sua, anche se non l\u2019aveva mai conosciuto per via della differenza d\u2019et\u00e0. A primavera avrebbe fatto l\u2019ultimo concerto a Roma e gli sarebbe piaciuto andare. Si perse in qualche considerazione sulla musica in generale e poi seppe riprendere il filo, senza mai appesantire il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrava cos\u00ec autentico\u2026 cos\u00ec sincero\u2026 Chiara si chiese pi\u00f9 volte se fosse davvero la stessa persona che aveva visto luned\u00ec e se fosse consapevole di essersi presentato con una modalit\u00e0 tanto differente. Possibile che l\u2019avesse rimosso?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine della seduta, lui propose un nuovo appuntamento, dando per scontato che avrebbero ripreso il discorso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ci vediamo luned\u00ec?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei guard\u00f2 l\u2019agenda e conferm\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Va bene, la inserisco a fine serata. Venga alle 18,30.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si salutarono e tutto, incredibilmente, prese una parvenza di normalit\u00e0. Ma dur\u00f2 poco, davvero molto poco. Cos\u00ec poco che, ripensandoci, quel tempo sembr\u00f2 quasi non essere trascorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver riordinato gli appunti, Chiara Betti si infil\u00f2 la giacca e usc\u00ec per tornare a casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Decise di prendere l\u2019autobus: tirava vento, era tardi e non aveva voglia di camminare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">And\u00f2 verso Piazza San Francesco e si mise ad aspettare, quando la sua attenzione fu attratta da qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voci, prima di tutto. Il bisbiglio di due donne che, vicino a lei, si scambiavano confidenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 parecchio strano &#8211; diceva la prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Con tutti i soldi che hanno non sono riusciti a curarlo. E s\u00ec che ne hanno spesi\u2026 mio cognato me lo dice sempre, lavora alla Zanieri da diciotto anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Che sciagura per una famiglia cos\u00ec! L\u2019hai visto adesso? Sembrava drogato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelle parole arrivarono all\u2019orecchio di Chiara con la precisione di un dardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo pensiero and\u00f2 subito a Rocco. \u201c<em>Adesso<\/em>\u201d, ripet\u00e9 tra s\u00e9. Che significava \u201c<em>sembrava drogato<\/em>&nbsp;<em>adesso\u201d<\/em>?&nbsp;<em>L\u2019aveva lasciato poco prima e stava bene, che cosa era successo nel frattempo?<\/em>&nbsp;Si guard\u00f2 intorno e prese a camminare veloce, con l\u2019istinto di raggiungerlo. Gir\u00f2 l\u2019angolo in via Marconi, poi torn\u00f2 indietro e procedette dalla parte opposta finch\u00e9 vide un capannello di persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si fece largo, certa di trovarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro, l\u2019uomo era disteso in terra in posizione fetale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si avvicin\u00f2 e si chin\u00f2 su di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Che succede Rocco? Sono Chiara Betti. Mi riconosce?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non ci riesco, non ci riesco\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Stia tranquillo. Adesso proviamo a calmarci. Chi \u00e8 che le d\u00e0 noia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-L\u2019uomo col cappuccio. Non lo riconosco.&nbsp;&nbsp;<em>Zuesse<\/em>\u2026&nbsp;<em>zuesse<\/em>\u2026 so solo questo. E conto, conto fino a mille e poi ricomincio. Il muro \u00e8 umido\u2026 Dio sa se \u00e8 umido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora quella parola sconosciuta, ancora quella dichiarazione di incapacit\u00e0 a fare qualcosa e la sensazione di freddo descritta attraverso l\u2019umidit\u00e0 del muro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 andato via. &#8211; le venne di dire &#8211; Non \u00e8 solo, Rocco; adesso ci sono io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si fece portare dell\u2019acqua dalle persone intorno e gli dette da bere, poi lentamente ripresero il dialogo con le coordinate spazio-temporali che Bologna offriva in quel momento ai presenti: piazza Malpighi, ore19:30.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando vide che era tornato in s\u00e9, Chiara insistette perch\u00e9 chiamasse qualcuno che lo venisse a prendere. Dopo che lui se ne fu andato, accompagnato da un autista in divisa, lei entr\u00f2 in un bar e ordin\u00f2 un t\u00e8, giusto per potersi sedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era qualcosa che la turbava, in effetti. Si sentiva stordita e partecipe, ingiustificatamente partecipe. Risentiva le proprie parole come se fossero state pronunciate da qualcun altro.<em>Adesso ci sono io<\/em>, aveva detto. Perch\u00e9 l\u2019aveva fatto? Non era mai successo prima e certamente non era richiesto dalla sua professione.&nbsp;<em>Ogni paziente lascia all\u2019analista qualcosa di s\u00e9,&nbsp;<\/em>si ripeteva. O<em>gni paziente ha bisogno di essere compreso.<\/em> Chiara Betti riconobbe, in s\u00e9, una forma accentuata e inconsueta di sofferenza, una perturbazione emotiva che sfociava nel desiderio di condividere il dolore di Rocco Zanieri. Ravvis\u00f2 la spinta a un gesto fisico, qualcosa che andasse oltre l\u2019ascolto.&nbsp;<em>Abbracciarlo, s\u00ec<\/em>.<em>&nbsp;<\/em>Quello era l\u2019istinto che provava. Giungere a quella parola la fece trasalire. Non le era mai successo di provare quella smania d\u2019aiuto, come mai la sentiva adesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019abbraccio \u00e8 un gesto intimo tra due persone, qualcosa che le lega.<\/em>&nbsp;<em>Siamo legati, noi<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripens\u00f2 a lui, mentre con la mano ruotava il manico del cucchiaino. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"494\" height=\"298\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2619\" style=\"width:282px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6.jpg 494w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sguardo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sguardo che parla<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sguardo che urla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019urlo del suo sguardo chiede attenzione<\/em>.&nbsp;<em>Il suo sguardo dice qualcosa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la mente scandagli\u00f2 decine di verbi, provando la sensazione ora di avvicinarsi e ora di allontanarsi dal concetto che voleva descrivere, senza riuscire a catturarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le venne in mente la posizione in cui l\u2019aveva trovato, rannicchiato come un bambino. Forse era qualcosa che riguardava la sua infanzia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un attimo per\u00f2\u2026 Rocco Zanieri non \u00e8 una persona qualunque<\/em>.&nbsp;<em>Appartiene a una famiglia di industriali ben conosciuta in citt\u00e0.&nbsp;<\/em>Se gli fosse successo qualcosa in passato, non sarebbe stato tanto difficile scoprirlo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prese lo smartphone e digit\u00f2 qualche parola per avviare la ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Rocco Zanieri, bambino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto i suoi occhi, uscirono decine di articoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Clicc\u00f2 sul pi\u00f9 recente, in cima alla lista. Era del 5 febbraio, un mese prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCaso Rocco Zanieri, dopo 45 anni spunta un testimone. A sorpresa riapre il processo\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02FE5512-867E-4B83-B0AD-FEB97923FBF1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"223\" height=\"111\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02FE5512-867E-4B83-B0AD-FEB97923FBF1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2621\" style=\"width:488px;height:auto\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appena finita la seduta, Chiara Betti accompagn\u00f2 il suo paziente all\u2019uscita.&nbsp; -A gioved\u00ec &#8211; disse concisa. -A gioved\u00ec. Chiuse la porta dello studio e fece un respiro profondo. 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