{"id":2627,"date":"2025-12-06T16:06:03","date_gmt":"2025-12-06T15:06:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2627"},"modified":"2026-02-01T12:31:53","modified_gmt":"2026-02-01T11:31:53","slug":"rocco-onda-e-particella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/rocco-onda-e-particella\/","title":{"rendered":"4. Rocco, onda e particella"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno in cui la mente di Rocco Zanieri si incepp\u00f2, aveva sette anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un mercoled\u00ec di fine marzo quando un tragico avvenimento mand\u00f2 in tilt il suo sistema di controllo lasciandolo disassortito di s\u00e9.&nbsp;Prima di quell\u2019episodio, era un bambino dalle aspettative promettenti, figlio dell\u2019imprenditore Adelmo Zanieri e di Katarina Fornander, una modella svedese che all\u2019inizio degli anni Settanta aveva lasciato l\u2019ambiente della Fashion Industry per diventare testimonial dell\u2019azienda di famiglia a tempo indeterminato. Vivevano in una villa a Colli Castiglione, assistiti da un considerevole numero di servitori che si estendeva secondo le entrate dell\u2019impresa e i capricci della signora Katarina. Rocco era dunque un ragazzino ricco e spensierato fino a quando la sua posizione privilegiata mut\u00f2 l\u2019ordine delle cose e da motivo di fortuna divenne causa di tragedia. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3D9A4F26-D24A-4227-A371-8D61DEAD501D.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"823\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3D9A4F26-D24A-4227-A371-8D61DEAD501D-823x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2628\" style=\"aspect-ratio:0.8035714285714286;width:248px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3D9A4F26-D24A-4227-A371-8D61DEAD501D-823x1024.jpeg 823w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3D9A4F26-D24A-4227-A371-8D61DEAD501D-241x300.jpeg 241w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3D9A4F26-D24A-4227-A371-8D61DEAD501D-768x955.jpeg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3D9A4F26-D24A-4227-A371-8D61DEAD501D.jpeg 1074w\" sizes=\"auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mattina in cui tutto successe, si era svegliato prima del solito; andava in gita con la scuola a Monteveglio e doveva arrivare presto per prendere il pullman. Si prepar\u00f2 di corsa, bevve il succo di frutta lasciato in cucina e arriv\u00f2 nel salone. Sua madre, in vestaglia, lo attendeva di spalle. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sono pronti i miei panini?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Katarina prese il fagotto sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Eccoli qua. Maria li ha preparati stamattina presto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Le hai detto di metterci le patatine fritte?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Assolutamente no. Sai che non fanno bene\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ma mamma, dobbiamo fare la gara\u2026 i panini sani non vincono mai!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non insistere. &#8211; concluse mentre gli rassettava i capelli &#8211; I sandwich sono pronti e Silvio ti aspetta per andare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-No, no e no! Avevo detto a tutti che avrei portato una sorpresa, cos\u00ec mi prenderanno in giro\u2026 anche questa volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Smettila Rocco. Incaponirsi non \u00e8 educato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vado senza pranzo. Anzi, lo butto via all\u2019angolo della strada, prima di arrivare. E poi dico che non me l\u2019hai preparato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019 espressione di Katarina si fece rigida e irritata. La sua voce divenne dura e l\u2019accento svedese pi\u00f9 pronunciato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sai cosa succede ai bambini disubbidienti, vero? Arriva il Kelpie e li porta via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immagine del Kelpie ebbe il potere di arrestare la sua protesta. L\u2019orribile cavallo d\u2019acqua era il metodo di sua madre per costringerlo a rigare diritto; le storie che aveva sentito erano terribili e spaventose. D\u2019altro canto, per\u00f2, la gara di schifezze era importante; aveva preannunciato una sorpresa e non poteva, adesso, presentarsi con un panino vegetariano!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprese a controbattere con gli strumenti di cui disponeva; pochi e ingenui, come \u00e8 facile immaginare per un bambino della sua et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Chi glielo dice al Kelpie? Non pu\u00f2 mica sapere i panini di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Io, glielo dico io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rocco rimase qualche secondo in silenzio, poi li prese e usc\u00ec verso il piazzale. Silvio, in divisa, lo aspettava per partire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Buon giorno, giovanotto. Sei pronto per l\u2019avventura?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Su, su\u2026 andiamo. Il pullman star\u00e0 per arrivare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Apr\u00ec lo sportello posteriore e lo fece entrare, poi sal\u00ec e mise in moto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraversarono le colline bolognesi e giunsero alle mura. Il traffico della mattina era vivace, la citt\u00e0 si stava avviando al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano quasi arrivati a scuola quando Rocco riconobbe il suo amico Leo nella macchina accanto. Si sbracciava per farsi vedere, batteva sul vetro e parlava di l\u00e0 dal finestrino. Quando furono abbastanza vicini, Leo sollev\u00f2 il cartoccio del pranzo e lo mostr\u00f2 con gagliardia. \u201cNon hai speranza, vinco io\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rocco pens\u00f2 al suo panino. Gi\u00e0 se lo immaginava, ripieno di insalata e pomodoro\u2026 <em>la peggior lagnanza di tutti i panini. Una tristezza di sapore non solo a Bologna, ma nel mondo! <\/em>Sua mamma aveva portato le regole dei panini dalla Svezia; lui c\u2019era stato in Svezia: era troppo lontana per importare le leggi sui panini! <em>La dieta sana era la pi\u00f9 orribile, irritevole e schifibonda che avesse mai conosciuto.&nbsp;Chiss\u00e0 che cosa c\u2019era nel fagotto di Leo.<\/em> L\u2019ultima volta aveva i Nachos col Ketchup, gi\u00e0 mescolati e ben appiccicati al sacchetto: sublimi! <em>Non c\u2019era da meravigliarsi che avesse vinto all\u2019unanimit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019un tratto ebbe un\u2019intuizione, si spost\u00f2 sul sedile e si accert\u00f2 che Silvio non lo vedesse dallo specchietto. Prese il pacchetto dallo zaino e con mossa repentina lo infil\u00f2 sotto il sedile davanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arrivarono a scuola, scese con disinvoltura, salut\u00f2 Silvio e raggiunse i compagni sul pullman. La maestra, all\u2019entrata, spuntava i nomi dalla lista dei presenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In mezz\u2019ora arrivarono a Monteveglio, tra cori e scherzi sui sedili. Visitarono il borgo, con il punto panoramico e l\u2019Abbazia; poi si diressero, come da programma, verso il parco regionale per il pranzo a sacco. C\u2019era molta fibrillazione per la sfida, tutti avevano cominciato a parlarne fin dal ritrovo a scuola e avevano proseguito, senza farsi vedere dalle maestre, durante le visite guidate. Il momento pi\u00f9 atteso della giornata stava per arrivare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella gara, per\u00f2, non fu mai disputata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camminavano nel sentiero del bosco da circa mezz\u2019ora quando arrivarono al punto di sosta, dove trovarono i tavolini per il pic-nic.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maestra Margherita tir\u00f2 fuori l\u2019elenco dei nomi per fare l\u2019appello, come aveva fatto in tutte le tappe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scorse la lista fino all\u2019ultimo cognome, Zanieri, ma Rocco non rispose. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/006DA105-E872-4D8C-8361-B80A572E661F.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"794\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/006DA105-E872-4D8C-8361-B80A572E661F-794x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2629\" style=\"aspect-ratio:0.77502691065662;width:251px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/006DA105-E872-4D8C-8361-B80A572E661F-794x1024.jpeg 794w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/006DA105-E872-4D8C-8361-B80A572E661F-233x300.jpeg 233w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/006DA105-E872-4D8C-8361-B80A572E661F-768x990.jpeg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/006DA105-E872-4D8C-8361-B80A572E661F.jpeg 1044w\" sizes=\"auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Rocco? &#8211; ripet\u00e9 a voce alta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Maestra, Rocco non c\u2019\u00e8!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Come, non c\u2019\u00e8\u2026 sar\u00e0 qui, da qualche parte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi riprese a chiamarlo, mentre la sua voce si faceva agitata:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Rocco, rispondi! Su, esci dal nascondiglio. Se \u00e8 uno scherzo, \u00e8 di cattivo gusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma Rocco, ancora, non rispose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Divenne pallida, fu colta dalla paura e da uno stato d\u2019allarme che la fece precipitare nel pi\u00f9 orribile dei sospetti. Dette un\u2019occhiata alla collega: la preoccupazione si moltiplic\u00f2 tra i loro sguardi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Torna in paese con i bambini e allerta subito le forze di polizia, io vado a cercarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasci\u00f2 il gruppo e si avventur\u00f2 tra i sentieri, chiamando ripetutamente il nome di Rocco. Cammin\u00f2 per un\u2019ora, forse due. Ma Rocco non rispose mai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrava sparito nel nulla, volatilizzato tra i dossi del bosco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di l\u00ec a poco subentr\u00f2 la Guardia Forestale insieme al Soccorso Speleologico, tutti a scandagliare la zona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bambini furono ascoltati prima di essere accompagnati in citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Qualcuno ha visto qualcosa di strano? Chi ci ha parlato per ultimo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo Anna si fece avanti e raccont\u00f2 un episodio. Nulla di importante, si giustific\u00f2, ma erano stati invitati a riferire anche cose di poco conto e lei aveva giusto una di queste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per due o tre volte, mentre camminavano, aveva avuto la sensazione di vedere un\u2019ombra tra gli alberi. Un animale, forse. Qualcosa che agitava le fronde senza troppo movimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ti ricordi dov\u2019era Rocco in quel momento? Era ancora nel gruppo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si, era davanti\u2026 no, forse no, era dietro. Non lo so.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto sembrava condurre a qualcosa di incerto, sfuggito e perso senza lasciare alcuna traccia di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quegli stessi attimi, mentre i bambini venivano consultati, Rocco piangeva spaventato nel bagagliaio di una Ritmo rossa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prenderlo era stato fin troppo facile, un gioco da ragazzi\u2026 lo avevano preannunciato i rapitori quando avevano appreso della gita. Erano due mandanti della Banda del Grano, chiamata cos\u00ec perch\u00e9 si ritrovava, inizialmente, in alcune fattorie abbandonate del sud Italia. Avevano all\u2019attivo gi\u00e0 tre rapimenti, messi in atto per finanziare svariate attivit\u00e0 malavitose e corrompere chi di dovere per la protezione dei latitanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qualche tempo, i due sequestratori sorvegliavano Rocco in ogni suo spostamento: all\u2019entrata e all\u2019uscita di scuola, al catechismo e nel campo di calcio, aspettando il momento buono per agire. Quella mattina, nascosti nella Ritmo all\u2019interno del parcheggio, avevano avvistato il pullman davanti all\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-La fortuna stamani ci assiste; se sale anche lui, \u00e8 fatta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rocco era salito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A distanza, avevano seguito il mezzo e tenuto d\u2019occhio tutte le tappe finch\u00e9 erano arrivati nel parco. L\u00ec, avevano realizzato un piano gi\u00e0 pronto da tempo, facilitato da quella circostanza incredibilmente favorevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rocco camminava insieme agli altri bambini, con le mani appoggiate sulle bretelle dello zaino. Era in fondo alla fila, con l\u2019andatura lenta di chi fa qualcosa controvoglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimuginava su quello che sarebbe successo al pic-nic e ripeteva, tra s\u00e9, le parole con cui avrebbe annunciato che non aveva il pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Me lo sono scordato a casa<\/em>\u2026 no, cos\u00ec no, sembrava fatto apposta per non gareggiare.&nbsp;<em>Se l\u2019\u00e8 scordato mia mamma, \u00e8 colpa sua.&nbsp;<\/em>Anche questo non andava bene. Le mamme non si scordano i panini, lo sanno tutti.&nbsp;<em>Lo teneva Silvio ed \u00e8 rimasto in macchina<\/em>\u2026 chiss\u00e0 se poteva andare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019un tratto vide qualcosa luccicare tra le foglie, a qualche metro di distanza. Un riflesso argentato e un piccolo pezzo di lamiera blu. Che fosse una macchinina? Che cosa ci faceva nel bosco? Si avvicin\u00f2 e si chin\u00f2 per afferrarla. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel momento, mentre aveva la testa gi\u00f9 e la mente distratta dalla sorpresa, sent\u00ec la pressione di una mano coprirgli la bocca e una presa tirarlo all\u2019indietro. Non fece in tempo a dire niente, n\u00e9 vide chi lo aveva afferrato; fu imbavagliato e incappucciato prima di riuscire a gridare. Le mani legate dietro la schiena con una corda stretta, i muscoli che si contraevano e la sgradevole sensazione della pip\u00ec che bagnava i pantaloni, calda e improvvisa. Per qualche minuto, fu immobilizzato nel silenzio.&nbsp;<em>Che sta succedendo?<\/em>&nbsp;Il cuore gli batteva all\u2019impazzata mentre la testa frullava nel vuoto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aiuto, mamma. Aiuto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sent\u00ec prendere come un fagotto e mettere sulla spalla di qualcuno, poi tanti passi tra le foglie, senza parole. Il resto accadde in una sequenza di sventure, l\u2019una addosso all\u2019altra fino a dilatare il tempo: il rumore di una macchina che si apriva e lui scaraventato dentro, l\u2019accensione, una sgommata sulla ghiaia e via, in velocit\u00e0. Nonostante l\u2019intensit\u00e0 di quegli eventi, ebbe la sensazione di vivere tutto al rallentatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si mise a piangere sempre pi\u00f9 forte, sentiva il moccio colare fino alla bocca e non poteva levarlo con le mani. I singhiozzi si impastavano con la saliva e il respiro diventava faticoso, con le narici intasate e la lingua che fregava sul bavaglio. Prov\u00f2 a dimenarsi ma i polsi facevano male, la corda stringeva e abradeva la pelle. Era caldo, un caldo asfissiante; sent\u00ec il vomito delle curve abboccare e scivolare al di l\u00e0 del fazzoletto, mentre in parte rimaneva l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mamma vieni, ho paura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mamma vieni.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ho paura mamma, ho paura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stette cos\u00ec per ore, chiss\u00e0 quante, mentre l\u2019autoradio trasmetteva le canzoni del momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli parve di addormentarsi, forse di svenire, stordito dal disagio e dal calore, finch\u00e9 sent\u00ec un rallentamento dell\u2019autovettura. Si fermarono, un uomo chiese il pieno e riconobbe l\u2019odore della benzina, poi una ripartenza lenta e di nuovo fermi, poco pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A motore spento, riusc\u00ec a distinguere due voci che si scambiavano poche battute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-La cabina \u00e8 questa. Stai pronto a partire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli uomini scese, lasciando lo sportello aperto. Lo sbatt\u00e9 rientrando, subito dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Merda, merda!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Che succede?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-C\u2019\u00e8 un appostamento prima di Roma, uno dopo Latina e chiss\u00e0 quanti altri ancora. Il sud \u00e8 presidiato, bisogna invertire la rotta. Dobbiamo uscire dall\u2019autostrada e andare per le campagne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dove?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-In Val Padana e poi in Svizzera, a Como li richiamiamo. C\u2019\u00e8 un contatto sicuro prima di Zurigo, possono tenere il bambino per un po\u2019. Adesso vai, vai! Se ci trovano siamo finiti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viaggiarono per ore, con brevissime soste. Tirarono un sospiro di sollievo dopo aver passato la dogana: i documenti falsi, evidentemente, erano bastati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arrivarono a destinazione e aprirono il bagagliaio, Rocco riconobbe i rumori della notte. La vita sui colli l\u2019aveva allenato ai suoni degli alberi e al canto dei gufi. L\u2019aria fresca lo fece respirare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo tirarono gi\u00f9 e lo portarono, come un sacco, in un ambiente chiuso con un lucchetto a catena. Forse una stalla o una rimessa, qualcosa di simile: c\u2019era odore di ferro e di fieno. Lo appoggiarono su un materasso che puzzava d\u2019umido, poi uscirono e la macchina ripart\u00ec. Poco dopo, chiss\u00e0 quanto poco e chiss\u00e0 quanto dopo, di nuovo il rumore del lucchetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo che gli tolse la benda aveva il cappuccio e una bandana sul volto, vederlo fu come un\u2019allucinazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli sleg\u00f2 i polsi e gli pass\u00f2 una ciotola piena di riso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Hier ist etwas zu essen.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rocco non cap\u00ec le parole ma comprese che poteva mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di cominciare, bevve tutta l\u2019acqua del bicchiere; l\u2019uomo si allontan\u00f2 lasciando impressa sulla sua retina la forma della sagoma curva e del cappuccio tirato su.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si guard\u00f2 intorno; nella luce fioca della notte, vide un ambiente inospitale e spoglio, con le pareti scrostate. Non c\u2019erano mobili n\u00e9 oggetti, solo una sedia vicino al materasso e un secchio in fondo, accostato al muro. Le grate della finestra rendevano il pavimento quadrettato dall\u2019ombra della luna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ingurgit\u00f2 il riso per l\u2019istinto a sopravvivere, poi sent\u00ec il pianto montare di nuovo, inconsolato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Come mai sono qui? Dove sono i miei amici?&nbsp;<\/em>&nbsp;Il pensiero girava in cerca di risposte che non sapeva trovare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019improvviso gli venne in mente quello che aveva detto la mamma la mattina e rabbrivid\u00ec: il Kelpie era venuto a prenderlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Travestito da uomo, come sapeva fare, e l\u2019aveva portato via con un aiutante. Forse Silvio aveva trovato il panino dietro il sedile e aveva avvisato la mamma\u2026 davvero era stata lei a chiamarlo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mamma perdonami, vieni a prendermi\u2026 mamma vieni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni successivi, la mente di Rocco entr\u00f2 in un incubo senza fine; rimbalzava tra le ragioni senza trovare un riferimento per potersi organizzare, sbatteva sulle pareti bianche dell\u2019incomprensione e poi tornava indietro, per ripartire daccapo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sentiva abbandonato, immaginava la mamma arrabbiata e non aveva modo di chiederle scusa, implorava il suo perdono e poi, sfinito, si addormentava; la disperazione occupava in lui tutto lo spazio e non c\u2019era altro da fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu in quel contesto che super\u00f2 la soglia della minaccia percepita. Stretto tra la solitudine e la desolazione, incapace di spiegare e di vedere una via d\u2019uscita, il giudizio di Rocco croll\u00f2 e insieme a lui collassarono le sue funzioni cognitive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il senso di insicurezza e di pericolo costanti fermarono lo sviluppo dei suoi collegamenti e portarono al consolidamento di parti separate: il suo intelletto divenne un assemblamento discontinuo di funzioni, destinate ciascuna a viaggiare da s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trov\u00f2 ad aspettare il rumore dei passi che portavano il cibo e a riconoscere quella parola,&nbsp;<em>zuessen<\/em>, che accompagnava l\u2019arrivo della ciotola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cura e l\u2019accudimento a cui era abituato si ritrassero sotto il peso del dolore; al loro posto subentr\u00f2, come uno sciacallo opportunista, uno strano senso di gratitudine verso l\u2019uomo incappucciato, meritevole di nutrirlo in quei momenti di sgomento.&nbsp;&nbsp;Gli aveva portato un vestito per cambiarsi, una specie di camicia da notte sovrabbondante con cui stava giorno e notte, senza potersi lavare. Ogni tanto ripuliva il secchio dove faceva i suoi bisogni e aggiungeva la cenere. Per un paio di giorni, dopo, gli sembrava di riuscire a respirare. Cercava un contatto con lui quando entrava nella rimessa, mendicava un gesto di conforto, tentava in tutti i modi di suscitare un sentimento di piet\u00e0 che potesse restituire qualche forma di consolazione, ma ogni tentativo cadeva nel vuoto.Vag\u00f2, randagio, tra i muri umidi di quel magazzino col pensiero fisso della mamma che non veniva a prenderlo; aveva nella mente l\u2019immagine ossessiva di quel giorno, quando era ancora felice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Chi glielo dice al Kelpie? &#8211;<\/em>&nbsp;Aveva chiesto lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei lo aveva guardato e aveva risposto sicura:&nbsp;<em>io, glielo dico io<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aveva detto, ne era certo. L\u2019aveva detto e l\u2019aveva fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lentamente, perse l\u2019interruttore delle sue risorse e cadde nel buio pi\u00f9 nero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominci\u00f2 a percepire una sensazione di irrealt\u00e0, come se il suo corpo stesse vivendo qualcosa che la sua mente vedeva solo dall\u2019esterno, senza partecipazione diretta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardava s\u00e9 stesso piangere e mangiare, sentiva la sua voce lamentarsi per il mal di pancia, sfregava i polsi sull\u2019inferriata della finestra per osservare il sangue che sgorgava da un braccio non suo. Si abitu\u00f2 a una forma di sofferenza differita che smorzava i colpi nell\u2019impercettibile distanza tra il corpo e la mente, rendendo tutto confuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu proprio nello spazio di quell\u2019interstizio, la pi\u00f9 intima fessura dell\u2019io, che la sua natura si sdoppi\u00f2: entr\u00f2 da onda nella fenditura e usc\u00ec come un insieme disgregato di particelle lasciate cadere nel vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimase sempre cos\u00ec, incapace di tornare completo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno, inaspettatamente, sent\u00ec aprire il chiavistello in orario diverso dal solito. Si dest\u00f2, colpito dal rumore. Era buio, il gufo cantava in lontananza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconobbe, controluce, la sagoma dell\u2019uomo col cappuccio. Lo vide avvicinarsi e si sent\u00ec scosso con veemenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Flieht du bisch frei!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi scapp\u00f2 via, lasciando la porta aperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche secondo, Rocco rimase immobile, impreparato a quella circostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si alz\u00f2 e corse fuori; sent\u00ec il freddo dell\u2019aria arrivargli sulla faccia e d\u2019un tratto vide la luna comparire sopra di lui, piena e luminosa. Scalzo, imbocc\u00f2 il vialetto e si ritrov\u00f2 su una strada sterrata tra i campi. Cammin\u00f2 per ore, senza girarsi. Assistette al sorgere del sole dietro la montagna e continu\u00f2 ancora, con la paura di essere catturato di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla Provinciale, fu notato da un camionista che trasportava bestiame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo, al termine del turno, aveva guidato tutta la notte e stava per giungere a destinazione; di l\u00ec a poco, finalmente, si sarebbe fermato per riposare. Sbadigli\u00f2, apr\u00ec il finestrino e accese la radio per tenersi sveglio. Da diverse ore passava la notizia dell\u2019arresto di tre esponenti della Banda del Grano, presumibilmente responsabili del rapimento del piccolo Rocco Zanieri, il figlio dell\u2019imprenditore bolognese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascoltava, distratto dalla ripetitivit\u00e0 del viaggio, quando la sua attenzione fu attratta da qualcosa. In lontananza, una figura esile si muoveva barcollando. Aveva una tunica addosso o qualcosa di simile, un abito chiaro, lungo e diritto. Era una sagoma troppo piccola per essere un uomo, poteva essere una donna? Non europea, per come era vestita. Sembrava anche molto bassa, per la verit\u00e0. Man mano che giungeva in prossimit\u00e0, la figura si faceva nitida e oggettivamente piccola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi secondi arriv\u00f2 vicino, rallent\u00f2 e rimase sbalordito: si trattava di un bambino. Avr\u00e0 avuto l\u2019et\u00e0 dei suoi figli, sei o sette anni al massimo; era molto magro e decisamente pallido. Che fosse proprio lui il ragazzino rapito?&nbsp;&nbsp;Lo cercavano nel sud Italia, che cosa faceva l\u00ec?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accost\u00f2 e scese. Il cuore cominci\u00f2 a battergli forte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ehi, piccoletto &#8211; disse in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Preso dalla stanchezza e dall\u2019emozione di quelle parole, pronunciate nella sua lingua, Rocco lasci\u00f2 andare la tensione e svenne.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non vide altro; il suo corpo, esausto e denutrito, cadde per sfinimento.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si svegli\u00f2, era in un letto d\u2019ospedale, con la mamma che gli accarezzava la fronte e il pap\u00e0, due passi in dietro, che si asciugava gli occhi con un fazzoletto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immagine di suo padre lo port\u00f2 in un tempo lontanissimo, fatto di cose a cui non aveva pi\u00f9 pensato. In un attimo prov\u00f2 la sensazione dell\u2019assenza, il profumo della domenica e l\u2019attesa dei regali a Natale. Pap\u00e0 adesso era l\u00ec, anche se non stavano per pranzare. Aveva un\u2019espressione che non aveva mai visto. Amorevole, forse\u2026 non era pronto a capirlo di nuovo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorrise a met\u00e0, interdetto. Il profumo del lenzuolo era troppo diverso dall\u2019odore del materasso che aveva lasciato, la stanza troppo pulita e gli eventi troppo veloci, contro gli attimi eterni della prigionia. Quante notti era stato lontano? La sua mente faticava a trovare dei riferimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La memoria, per lui, era una tavola piatta; l\u2019unica cosa che vedeva, nella sua mente, era un bambino che piangeva e aspettava la ciotola per mangiare, chiuso in una rimessa chiss\u00e0 dove.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avrebbe detto, pi\u00f9 tardi, che quel bambino era stato isolato per una ventina di giorni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece erano passati quasi due mesi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FD7EE441-5501-4840-9910-0578AB780A47.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"770\" height=\"513\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FD7EE441-5501-4840-9910-0578AB780A47.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2630\" style=\"aspect-ratio:1.5;width:650px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FD7EE441-5501-4840-9910-0578AB780A47.jpeg 770w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FD7EE441-5501-4840-9910-0578AB780A47-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FD7EE441-5501-4840-9910-0578AB780A47-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno in cui la mente di Rocco Zanieri si incepp\u00f2, aveva sette anni. 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