{"id":2677,"date":"2026-01-31T17:00:41","date_gmt":"2026-01-31T16:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2677"},"modified":"2026-02-01T12:28:28","modified_gmt":"2026-02-01T11:28:28","slug":"8-il-tempo-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/8-il-tempo-della-memoria\/","title":{"rendered":"8. Il tempo della memoria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 20 marzo, alle 6 del mattino, Emilio Cortesi usc\u00ec dal suo appartamento in via Giorgione per andare a prendere la linea Q diretta all\u2019aeroporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva un loden verde, di quelli che usavano quarant\u2019anni prima e che adesso erano tornati di moda, anche se lui non lo sapeva. Era piaciuto a Margherita, l\u2019aveva portata con s\u00e9 nel negozio sotto casa, dove facevano gli acquisti da quando lei non ragionava pi\u00f9; a vederglielo addosso le si era illuminato lo sguardo e l\u2019aveva comprato, solo per quello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si strinse il bavero intorno al collo; nonostante fosse ormai primavera, faceva ancora freddo. Aveva davanti una giornata lunga e avrebbe volentieri evitato di viverla. Doveva andare a Roma con il volo delle 8, poi prendere il treno e arrivare a Ladispoli per l\u2019appuntamento col notaio. Quella concentrazione di eventi, accavallati in poche ore, lo poneva in uno stato d\u2019ansia; l\u2019et\u00e0 lo aveva reso lento e incerto, correre non era pi\u00f9 un verbo adatto a lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pi\u00f9, andare a Ladispoli lo metteva a disagio, avrebbe arrestato il tempo pur di non giungere al momento di quella firma che doveva apporre in duplice copia, dopo l\u2019interdizione di Margherita.&nbsp;Vi si recava per la vendita della casa al mare, una dimora piccola e accogliente che avevano comprato tanti anni prima e in cui avevano vissuto la loro felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trattava di una felicit\u00e0 diversa dalle altre, ammesso che esista un insieme capace di racchiudere questa categoria di sentimenti; una condizione tutt\u2019altro che gratuita, pi\u00f9 simile a una conquista che a uno stato di grazia. Si erano dati appuntamento l\u00ec, quarantacinque anni prima, e si erano scambiati la promessa di continuare a vivere; seduti sui massi davanti alla Torre Flavia avevano urlato al mare il loro giuramento di rinascita. Liberarsi della casa, adesso, voleva dire chiudere con quel periodo &#8211; la loro stessa esistenza &#8211; e separarsi dagli eventi della loro vita insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quando Margherita aveva cominciato a perdere la memoria &#8211; quindi l\u2019attaccamento alla realt\u00e0 &#8211; Emilio si interrogava sul significato della loro storia. Tutto stava scomparendo; di l\u00ec a poco, i macigni dei loro avvenimenti si sarebbero sgretolati per diventare sabbia, come quella del mare. Chiss\u00e0 se i granelli delle spiagge erano l\u2019evoluzione dei macigni altrui. Milioni e milioni di vicende dotate di corpi, oggetti e sentimenti che avevano preso vita in un preciso intervallo di tempo e poi si erano disfatte, come si disfano tutte le cose.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi sintomi erano comparsi quattro anni prima, con qualche dimenticanza qua e l\u00e0. I nomi che non arrivavano al momento giusto, le strade di sempre che scomparivano dalle mappe della mente, il tempo allungato per fare le cose. Emilio ricordava con pena la volta in cui l\u2019aveva vista piangere perch\u00e9 non ricordava la ricetta del rag\u00f9, aveva avvertito che dentro di lei qualcosa si stava inceppando e non aveva la minima possibilit\u00e0 di intervenire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019ho sempre fatto<\/em>\u2026 la sentiva ripetere\u2026&nbsp;<em>\u00e8 scomparso, non lo vedo pi\u00f9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi i segnali erano aumentati, lentamente aveva cominciato a perdere consapevolezza di quello che succedeva intorno; la sua mente, un tempo straordinariamente recettiva, si mostrava incapace di decodificare la realt\u00e0. Da quasi mezzo secolo erano abituati a commentare ogni cosa: i libri, gli articoli dei giornali, gli argomenti dei politici in tv; giorno dopo giorno quei discorsi avevano preso a scomparire, avvolti in una nube di incertezza. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Martinelli-12.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"369\" height=\"542\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Martinelli-12.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2678\" style=\"width:255px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Martinelli-12.jpeg 369w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Martinelli-12-204x300.jpeg 204w\" sizes=\"auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insieme alla memoria di Margherita, Emilio aveva smarrito lo specchio dei suoi pensieri ed era entrato in uno stato di solitudine. Rimuginava sui motivi del suo languore, rimasticava l\u2019eco del silenzio tra le pareti della cucina; guardava il suo sguardo inespressivo e si chiedeva dove fosse finita la loro storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Margherita era assente, la sua mente era vuota. Le emozioni che custodiva non producevano su di lei alcun effetto, rimanevano a penzoloni nel vuoto.&nbsp; <em>Forse \u00e8 proprio quello il momento in cui si comincia a invecchiare, quando si smette di sentire la risposta. Delle cose, delle persone, del percorso che si sta compiendo. Ci si deteriora perch\u00e9 si chiudono i canali che portano nutrimento e si diventa aridi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio si sentiva cos\u00ec, denutrito e invecchiato. Non aveva interesse ad andare diritto e nemmeno a svoltare; l\u2019isolamento aveva corroso i bordi delle strade passate privandole della loro vitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era stata una condizione imposta dagli anni, piuttosto un prosciugamento dell\u2019animo, la rinuncia alla vita per assenza di condivisione: la perdita di memoria di lei aveva tolto a lui il valore dei ricordi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che senso aveva, del resto, custodire gli eventi, i discorsi, gli odori che avevano sentito insieme, se adesso esistevano solo a met\u00e0? Tutto ci\u00f2 che lui aveva dentro sembrava inutile, svilito dal fatto che in lei non c\u2019era pi\u00f9. Le promesse che si erano scambiati avevano perso la parete di rimando; conservarli da solo era sterile e mortificante, la negazione stessa dell\u2019idea di domani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, la prima parte della loro vita insieme era stata dedicata proprio a quello, il loro diritto al futuro. Non era stato facile, avevano dovuto lottare e resistere al desiderio di chiudersi, ciascuno in s\u00e9 stesso, tra i contorni di una sopravvivenza sfilacciata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La loro giovinezza era finita da giovani, il giorno in cui si erano conosciuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era l\u2019estate del 1980 e Mennea aveva appena vinto l\u2019oro alle olimpiadi di Mosca, in 20 secondi e 19 centesimi aveva lasciato il suo nome su 200 metri di pista fiammante smentendo l\u2019opinione, ancora diffusa, di chi ritiene che 20 secondi siano oggettivamente pochi per fare alcunch\u00e9. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mennea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"886\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mennea.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2679\" style=\"aspect-ratio:0.8132352941176471;width:254px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mennea.jpg 720w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mennea-244x300.jpg 244w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Fiat era in subbuglio per la cassa integrazione e, solo qualche giorno prima, un aereo era precipitato nel Tirreno dopo aver perso il controllo sui cieli di Ustica.&nbsp; Le notizie arrivavano nelle case trasmesse dal televisore; quello in cucina, pi\u00f9 usato, era quasi sempre in bianco e nero e catturava lo sguardo delle famiglie durante la cena, regolato da un telecomando umano che di solito prendeva corpo nel dito del figlio minore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2 agosto, gran parte degli italiani era occupata nelle operazioni di partenza per le ferie estive e Bologna, come punto di snodo, era brulicante di gente che saliva e scendeva dai treni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stazione era piena di braccia che sollevavano valigie, figli trascinati da mani frettolose e fagotti per il pranzo da fare chiss\u00e0 dove, seduti qua e l\u00e0 lungo il percorso.&nbsp; Le voci riempivano gli ambienti in modo uniforme; come animali migratori, migliaia di persone si spostavano tra i reciproci accenti e tiravano diritto per la propria strada, guidati da un orientamento tipicamente stagionale. Nonostante la folla, nessuno si lamentava e l\u2019Italia, a passi lesti, si muoveva verso i luoghi del riposo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dovrebbero inventare le valigie su ruote &#8211; prov\u00f2 a dire un ragazzino che a fatica trascinava un bagaglio imbottito oltre le sue capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Muvet, a sgar\u00f2m al tren! &#8211; tagli\u00f2 corto la madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-St\u00e0 zitt e camina &#8211; ribad\u00ec il nonno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragazzino, azzittito, continu\u00f2 a trascinare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio arriv\u00f2 alla stazione alle 10:10, stranamente in anticipo. Forse per via del caldo, quella notte non aveva dormito e smaniava per togliersi di l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un giovane giornalista e andava al Festival di Locarno per recensire i film in concorso. Ufficialmente in ferie, aveva accettato quell\u2019incarico per arrotondare uno stipendio non troppo corposo. Aveva bisogno di farsi conoscere ed era disposto a spostarsi per poche lire pur di lasciare la propria firma sulla rubrica di Cultura. Sarebbe arrivato in tempo per vedere il film di un regista emergente &#8211; Maledetti vi amer\u00f2 &#8211; sull\u2019Italia postsessantottina.&nbsp;<em>Non male<\/em>\u2026 il tema gli piaceva e viaggiare non era poi questo gran disagio, tutto sommato andava volentieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camminava verso il cartellone dei binari, quando sent\u00ec un suggerimento intromettersi dal basso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Signore, hai una scarpa slacciata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sonia, non disturbare &#8211; intervenne una voce poco pi\u00f9 su.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ma altrimenti inciampa!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ferm\u00f2 e dette un\u2019occhiata generale. Davanti a lui, in ordine di altezza, c\u2019erano&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">una ragazza, una bimba e un laccio a penzoloni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Grazie &#8211; disse mentre ottemperava all\u2019azione &#8211; lo dice sempre anche mia mamma: lacci allacciati, piedi arrivati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bimba sorrise orgogliosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Io e mia cugina abbiamo perso il treno. &#8211; La ragazza, di nuovo, la stratton\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Succede&#8230;poi per\u00f2 ne arriva un altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Infatti, \u00e8 quello che aspettiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bambina riprese a giocare con i cerchi che portava intorno al polso, un braccialetto di molti colori in cui la plastica di quegli anni dava il meglio di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Buon viaggio allora &#8211; concluse lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ciao Signore, buon viaggio anche a te!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio si avvi\u00f2 al tabellone e alle 10:14 sal\u00ec sul treno Ancona &#8211; Chiasso, da poco arrivato al primo binario.&nbsp;Trov\u00f2 posto in uno scompartimento insieme a una famiglia di quattro persone e a una ragazza riccioluta che masticava Brooklyn alla liquirizia. Con la sua presenza, il salottino risultava completo; entr\u00f2 e si posizion\u00f2 accanto alla porta. Mediante una serie di movimenti contenuti, nella ristrettezza dello spazio, appoggi\u00f2 il borsone di cuoio sul porta bagagli, poi infil\u00f2 la mano nella tracolla per sincerarsi di aver preso il blocco degli appunti. <em>C\u2019era, grazie al cielo<\/em>\u2026 poteva rilassarsi in attesa della partenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fece appena in tempo ad appoggiare la testa allo schienale quando sent\u00ec il bambino pi\u00f9 piccolo dire alla mamma:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ho sete, mamma. Ho sete!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Noooo<\/em>&nbsp;&#8211; pens\u00f2 tra s\u00e9 &#8211; \u2026&nbsp;&nbsp;<em>la borraccia!<\/em>&nbsp;Era troppo caldo per partire senza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guard\u00f2 l\u2019orologio e si alz\u00f2 di corsa: erano le 10:17 e aveva una decina di minuti per correre alla fontanella dentro alla stazione. Con la coda dell\u2019occhio vide la ragazza delle Brooklyn alzarsi e fare le stesse identiche mosse: uno sguardo repentino all\u2019orologio e lo scatto verso l\u2019uscita; evidentemente, anche lei si era scordata di prendere l\u2019acqua per il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Torno subito &#8211; la sent\u00ec dire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur nella fretta, fece in tempo a notare che era stata pi\u00f9 educata di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intera famiglia inclin\u00f2 le gambe per farla passare, due a sinistra e i due di fronte a destra, in perfetta simmetria. Nel corridoio del vagone, Emilio urt\u00f2 contro un uomo che teneva in mano una cinepresa amatoriale, una Super 8 di nuova generazione con cui riprendeva la stazione dal treno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Seien Sie vorsichtig!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;<em>Scusi, scusi<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un attimo si trovarono entrambi fuori dal treno, in direzione della fontanella; l\u2019orologio della stazione segnava le 10:21.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si fecero largo tra le persone, le stesse che poco prima avevano superato per salire sul treno. Di nuovo sudore, valigie, bimbi tirati da mani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Permesso\u2026 permesso<\/em>\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivarono insieme. Ebbe il garbo di farla passare avanti, forse per restituire la gentilezza che lei aveva manifestato nello scompartimento oppure semplicemente perch\u00e9 era una bella tipa e non gli era sfuggito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Abbiamo poco tempo &#8211; disse lei mentre avvicinava la borraccia allo zampillo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Gi\u00e0, ma dopo recuperiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano le 10:24.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena finito, lei si spost\u00f2 per avvitare il tappo e lui subentr\u00f2 al suo posto. Tutto, fino a quel momento, appariva normale: un\u2019ordinaria giornata di partenza con oggetti e persone che chiunque avrebbe potuto immaginare di trovare alla stazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando l\u2019orologio batt\u00e9 le 10:25, lo scenario cambi\u00f2. All\u2019improvviso, il rumore di uno schianto riemp\u00ec lo spazio portando con s\u00e9 l\u2019annuncio della devastazione. Migliaia di persone affaccendate in pratiche comuni persero nello stesso istante i punti cardinali di Bologna e si trovarono in un luogo privo di riferimenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I corpi, prima delle coscienze, reagirono con i mezzi di un\u2019allerta incontrollata. I respiri accelerarono, le pupille si dilatarono e i palpiti aumentarono; le menti, senza i mezzi per capire, sembrarono sequestrate dall\u2019emotivit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche attimo, nell\u2019aria, fu solo boato: la fauce di un mostro che si apriva a dismisura e ingoiava ogni cosa. I minuti collassarono sui secondi in un precipizio all\u2019indietro, l\u2019esplosione compresse l\u2019atto di scorrere fino a farlo cessare. Quando il tempo torn\u00f2, fu riempito dalla paura.&nbsp;<em>Che cosa \u00e8 successo?<\/em>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sangue, grida, corpi sotto le macerie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La sala d\u2019attesa della seconda classe\u2026 presto, correte\u2026&nbsp;&nbsp;il treno \u00e8 stato colpito dall\u2019esplosione.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio era a terra, ferito dal crollo della pensilina, appoggiato di fianco tra cumuli di macerie. Gli sembr\u00f2 di svegliarsi all\u2019improvviso\u2026<em>da quanto si trovava l\u00ec?<\/em>&nbsp;Forse aveva perso conoscenza, non lo sapeva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In lontananza sent\u00ec arrivare i soccorsi, il suono delle sirene e una mano che lo schiaffeggiava con dolcezza mentre la voce di un uomo gli parlava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi senti? &#8211; Mi senti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>S\u00ec, ti sento\u2026 Non riesco a rispondere.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fatica sollev\u00f2 le palpebre e cominci\u00f2 a guardarsi intorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lentamente mise a fuoco la scena. Travi, scarpe, pezzi di solaio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davanti a lui, in lontananza, c\u2019era il treno Ancona &#8211; Chiasso; il suo vagone era uno scheletro di ferro mutilato, l\u2019avanzo deforme di una sciagura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rivide i momenti in cui era salito, il borsone sistemato nel portabagagli, le gambe inclinate per farlo scendere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La ragazza col chewing-gum e la famiglia\u2026 oddio, la famiglia<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La testa and\u00f2 gi\u00f9 insieme allo stomaco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbe l\u2019impressione di svenire, di staccarsi da quel rumore e di innalzarsi. Fu pervaso da una strana sensazione di dolcezza, la tentazione di cedere all\u2019abbandono sapendo che l\u2019avrebbe portato via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Vado\u2026 lasciatemi andare<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi una voce, nella memoria:&nbsp;<em>Signore, hai la scarpa slacciata.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bimba dei braccialetti. Era con sua cugina.&nbsp;<em>Dove sono?<\/em>&nbsp;<em>Dio mio, dove sono?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vide un\u2019ultima immagine, prima di chiudere gli occhi. Il turista che aveva urtato sul treno stava riprendendo la scena dal finestrino con la sua Super otto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Chiss\u00e0 che riprende \u2026 vado\u2026 \u00e8 buio&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non riesco a parlare.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:21px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/orologio-bologna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"693\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/orologio-bologna-1024x693.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2680\" style=\"aspect-ratio:1.4779220779220779;width:458px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/orologio-bologna-1024x693.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/orologio-bologna-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/orologio-bologna-768x520.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/orologio-bologna.jpg 1275w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 20 marzo, alle 6 del mattino, Emilio Cortesi usc\u00ec dal suo appartamento in via Giorgione per andare a prendere la linea Q diretta all\u2019aeroporto. 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