{"id":2704,"date":"2026-03-01T10:52:30","date_gmt":"2026-03-01T09:52:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2704"},"modified":"2026-03-01T10:52:31","modified_gmt":"2026-03-01T09:52:31","slug":"10-la-scia-della-cometa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/10-la-scia-della-cometa\/","title":{"rendered":"10. La scia della cometa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sera in cui suo padre mor\u00ec, l\u2019otto febbraio del 1986, Norfe Can\u00e8 non torn\u00f2 in albergo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avrebbe pensato di non trascorrere in quella casa nemmeno una notte, visti i ricordi della sua infanzia, invece decise di rimanere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspett\u00f2 di essere solo, dopo che i pochi parenti e qualche vicino se ne furono andati, poi prese una sedia e si mise accanto alla salma. Suo padre era l\u00ec, zitto come era sempre stato, con la stessa espressione vuota. In un attimo si era portato via ogni cosa, gli sguardi che avrebbe potuto dare e le parole che, fino alla fine, avrebbe potuto lasciar uscire. L\u2019 universo delle possibilit\u00e0 era sfumato con l\u2019ultimo respiro, risucchiato da un afflato di calore. Quelle azioni, adesso, non avevano pi\u00f9 un luogo in cui poter prendere vita, toccava accettare che fossero svanite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli venne in mente la tromba, che parlava con i soffi. La morte, a ben vedere, era un soffio al contrario,&nbsp;<em>chiss\u00e0 se qualcosa era risuonato dentro<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stanza era fredda come la ricordava, fuori era buio. Negli anni l\u2019arredamento era cambiato insieme al colore dei pavimenti &#8211; adesso di marmo venato &#8211; ma per lui rimaneva un ambiente ostile.&nbsp;<em>Che quadri insulsi<\/em>\u2026&nbsp;<em>regalati da chiss\u00e0 chi e appesi giusto per riempire le pareti<\/em>. Vi riconobbe l\u2019abitudine della sua famiglia a tenere ogni cosa, messa l\u00ec solo perch\u00e9 entrava in quello spazio, secondo il gusto di nessuno. Come se uno scenario fosse equivalente all\u2019altro, come se una crosta migliorasse la ferita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul cassettone c\u2019era una cornice d\u2019argento con la foto di sua madre. Aveva un vestito a fiori con una fantasia che rimandava agli anni 70. Anche il taglio dei capelli era di quel periodo, con le onde dei bigodini intorno al viso. Sorrideva, forse per lo scatto. Se la immagin\u00f2 subito dopo, col sorriso che si affossava sotto il peso dell\u2019abitudine.&nbsp;<em>Chiss\u00e0 se erano mai stati felici<\/em>\u2026&nbsp;<em>magari per qualche momento, in un giorno di sole<\/em>. Accanto alla cornice c\u2019era una Bibbia, probabilmente mai aperta. I suoi leggevano a fatica, la tenevano l\u00ec come monito o solo per conforto. A ben vedere avevano ragione, non era detto che fosse necessario sfogliarla. Certe cose arrivano con la loro presenza, senza che si debba fare nulla: un grattacielo che impone la sua bruttezza intorno al centro storico di una citt\u00e0, la musica che si propaga e consola la vista.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Triumph_death_clusone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"819\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Triumph_death_clusone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2698\" style=\"aspect-ratio:1.1731898238747553;width:239px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Triumph_death_clusone.jpg 960w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Triumph_death_clusone-300x256.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Triumph_death_clusone-768x655.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guard\u00f2 il volto irrigidito di suo padre, sembrava che da un momento all\u2019altro potesse riprendere a respirare.&nbsp;<em>La morte trasforma ogni cosa. Il cadavere \u00e8 il raccordo tra le cose animate e quelle inanimate, in una manciata di secondi abbraccia entrambe le realt\u00e0\u2026&nbsp;<\/em>Si ferm\u00f2 sulla parola&nbsp;<em>cadavere&nbsp;<\/em>\u2026 Quello, adesso, non era pi\u00f9 suo padre, era materia che di l\u00ec a poco non sarebbe stata pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio con quel corpo morto, piano piano, cominci\u00f2 a parlare. Qualche frase cos\u00ec, lasciata uscire in ordine sparso, come veniva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questa casa mi opprime, la vender\u00f2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ero molto arrabbiato, non volevo neanche venire.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte, intorno, era scura; la stanza un contenitore sottovuoto. In quell\u2019ambiente rarefatto, gli parve per la prima volta che suo padre potesse sentirlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ricordi quando ti dissi che mi avevano preso al Comunale?&nbsp;&nbsp;Se esci non rientri, commentasti. Avevi ragione\u2026Non sono rientrato.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il primo concerto l\u2019ho fatto pieno di rancore, fui notato per la mia impetuosit\u00e0: Il trombettista che doma la tromba, scrissero i giornali. Forse devo ringraziarti, senza quella rabbia non sarei arrivato al successo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Norfe part\u00ec proprio da l\u00ec, dal momento del distacco, e raccont\u00f2 tutto quello che era successo dopo. Parola dopo parola, mise insieme gli anni in cui era stato lontano. La solitudine, i pensieri per la mamma e la colpa di non averla chiamata abbastanza; si sofferm\u00f2 su quando, in tourn\u00e9e, aveva saputo della sua morte,&nbsp;<em>che pessimo figlio<\/em>\u2026&nbsp;<em>non l\u2019ho nemmeno salutata<\/em>. Anche lei, negli anni, si era rifugiata nel silenzio, aveva imparato a non avere aspettative.&nbsp;<em>Qualcosa per\u00f2 avr\u00e0 pensato\u2026 qualcosa pensano tutti<\/em>. Una volta, da ragazzino, l\u2019aveva vista chiacchierare con un uomo in un quartiere del centro. Aveva un\u2019espressione diversa, pi\u00f9 rilassata. Indossava un foulard rosso e anche un po\u2019 di rossetto. Non sapeva che ne possedesse uno, i rossetti sono cose da donne, non da madri. Quando torn\u00f2, la sera, le chiese chi fosse quell\u2019uomo ma lei non rispose. Non ne parlarono mai pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi anni, lontano da casa, erano stati una liberazione. Poi, lentamente, aveva capito che da certe cose non ci si libera. Aveva concentrato la sua attenzione sulla musica ed era diventato direttore d\u2019orchestra, omaggiato ovunque per la sua bravura. Tuttavia, qualcosa aveva continuato a scavare. A lungo non aveva trovato pace finch\u00e9, un giorno, si era scoperto rassegnato a non trovarne.&nbsp;&nbsp;Adesso era l\u00ec, a stretto contatto con la risoluzione eterna e si chiedeva se potesse bastare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ore passavano, la notte entr\u00f2 nel vivo della sua natura. Nel fitto di quel nero, gli parve che le cose acquistassero una loro dignit\u00e0. Il risentimento che ricordava di avere stava cambiando forma, trasformato dalle sue stesse parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era la quiete del perdono, no. Piuttosto l\u2019acquisizione di un modello che era rimasto senza l\u2019ossatura e a cui lui, adesso, prestava la sua. Alla fine, tutto sembr\u00f2 accettabile, se non addirittura esemplare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Hai fatto bene\u2026&nbsp;<\/em>arriv\u00f2 a dire<em>. La consolazione \u00e8 per i deboli e non serve a granch\u00e9. Se sono quello che sono, \u00e8 perch\u00e9 mi hai reso forte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu in quel preciso momento che ricevette la sua eredit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza accorgersene, accavall\u00f2 le gambe col gesto di suo padre. Poi si alz\u00f2 verso la finestra, con la sua stessa andatura. La apr\u00ec, come faceva lui prima di coricarsi, e respir\u00f2 a pieni polmoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella notte, la cometa di Halley raggiungeva il perielio. Di quel bagliore che stava passando sul mondo, Norfe si accod\u00f2 alla scia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quell\u2019istante non soffr\u00ec pi\u00f9, il dolore era diventato parte della sua persona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimase in quella casa anche nei giorni che seguirono, dopo il funerale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad aprile sarebbe partito per la tourn\u00e9e in Cina &#8211; la pi\u00f9 grande che avesse mai fatto &#8211; e decise, fino ad allora, di gestire i suoi impegni a distanza. Andava a Roma per le prove e tornava nell\u2019appartamento della sua famiglia, dove era stato profondamente infelice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con rispetto, mangiava nei piatti con lo smalto graffiato &#8211; quelli che avrebbe pensato di buttare &#8211; riponeva gli asciugamani nell\u2019armadio con la stessa piegatura di sua madre e la sera, con la luce abbassata, si sedeva sulla poltrona di vimini per guardare la tv. Aveva il cuscino consumato e l\u2019intelaiatura scortecciata, era giusto cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mattina, poco dopo aver fatto colazione, suon\u00f2 il campanello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si diresse alla porta pensando che fosse il postino o qualche venditore occasionale, pronto a sbrigarsi con poche parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, dopo aver dato il tiro per aprire il portone, sent\u00ec dei passi salire al suo piano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi secondi si trov\u00f2 davanti un ragazzone alto e riccioluto, scuro di capelli e con qualche lentiggine in viso. Indossava un giubbotto verde come andava tra i giovani di quel periodo, con la fodera arancione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arriv\u00f2 vicino, vide che tremava leggermente.&nbsp;<em>Forse conosceva la sua fama<\/em>\u2026 Per essere un ammiratore era decisamente giovane&nbsp;<em>ma<\/em>&nbsp;<em>chiss\u00e0\u2026magari voleva fare il musicista.&nbsp;<\/em>Del resto, anche lui aveva iniziato presto.&nbsp;<em>Come faceva a sapere che fosse l\u00ec?<\/em>&nbsp;Quella non era la sua abitazione; da tempo viveva a Roma, non era solito fermarsi a Bologna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si guardarono con l\u2019aria interrogativa, ciascuno aspettando che l\u2019altro iniziasse a parlare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine, sblocc\u00f2 la situazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Cosa desidera?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sto cercando il signor Norfe Can\u00e8, ho questo indirizzo e null\u2019altro per poterlo trovare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Come mai lo cerca?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 una questione riservata, vorrei parlarne direttamente con lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu indeciso sul da farsi, se liquidare quel ragazzo o ascoltare che cosa avesse da dirgli. Opt\u00f2 per la seconda possibilit\u00e0, pronto a cambiare idea se la vicenda fosse diventata noiosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Entri, ho giusto qualche minuto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giovane si ferm\u00f2 e lo guard\u00f2 di nuovo. Nei suoi occhi si mescolarono curiosit\u00e0 e timore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si accomodarono nel salottino per gli ospiti, una piccola stanza rimasta chiusa da quando sua madre non c\u2019era pi\u00f9 che adesso odorava di stantio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Meglio<\/em>\u2026&nbsp;<em>cos\u00ec se ne va prima<\/em>\u2026 Indic\u00f2 una sedia senza aprire la finestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si furono accomodati, il ragazzo mise una mano in tasca ed estrasse una foto. La pose sul tavolo in silenzio, lasciando che la guardasse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi era ritratta una ragazza con un bambino piccolo, di cinque o sei mesi, non di pi\u00f9. Sorrideva e lo abbracciava, sembrava felice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ada\u2026 &#8211; sussurr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un attimo risal\u00ec il tempo, fino ai giorni della giovent\u00f9. Sent\u00ec addosso la spensieratezza, il calore degli abbracci, il profumo di lei. L\u2019aveva pensata, di tanto in tanto, senza cedere al proposito di chiamarla. Da quando il loro rapporto era finito, all\u2019inizio della carriera, la sua vita si era trasformata in una porta girevole e non aveva mai provato a tornare indietro. Nemmeno per un saluto, nemmeno per la tenerezza di quel che c\u2019era stato. Aveva proceduto nella stessa direzione con fermezza, spesso rinunciando a ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Come sta? &#8211; La voce trad\u00ec un po\u2019 di commozione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragazzo si strinse nelle spalle e abbass\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 venuta a mancare sabato.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Che coincidenza\u2026come suo padre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa, dentro di lui, si chiuse. Fino a quel momento avrebbe potuto cambiare idea, trovare la determinazione per voltarsi e cercarla, parlare con lei dopo tanto silenzio. Ada era la traccia del suo passato, il simbolo di quel che sarebbe potuto diventare quando era ancora innocente, l\u2019unica memoria della sua purezza. Quell\u2019entusiasmo era finito nel momento in cui l\u2019aveva tradita, barattando il suo amore col successo che sarebbe arrivato. Ricordava la sensazione che aveva provato quel giorno, al Comunale, per arrivare a Venturi. L\u2019espressione di lei, lo sconcerto della caduta inaspettata. Si era sentito avvampare, marchiato a fuoco dalla sua stessa vilt\u00e0; come Adamo, aveva provato l\u2019istinto di nascondersi e scappare dal paradiso sotto il peso della vergogna. Ma il desiderio di farcela era stato pi\u00f9 forte della decenza e l\u2019amore era passato in secondo piano, scivolando nella profondit\u00e0 dell\u2019abisso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso Ada non c\u2019era pi\u00f9 e la macchia dell\u2019ignominia era diventata eterna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni possibilit\u00e0 era svanita, inglobata dalla morte, proprio come era successo con le parole di suo padre. L\u2019uomo che sarebbe potuto diventare era scomparso; la via del ritorno era franata, chiusa come le sue arterie, con i sentimenti in cancrena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rigagnolo delle scelte, gi\u00e0 misero e stretto, si era improvvisamente seccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A poco pi\u00f9 di quarant\u2019anni, si sent\u00ec vecchio. Con la faccia piena di rughe e nulla ancora da decidere \u2026&nbsp;<em>ormai \u00e8 andata cos\u00ec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pens\u00f2 a tutte queste cose mentre il ragazzo lo guardava, osservandolo con interesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Perch\u00e9 lo scrutava in quel modo?&nbsp;<\/em>Continuava a trepidare, sembrava che aspettasse qualcosa. Una reazione, forse, o una parola di condoglianze. Guard\u00f2 ancora l\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sei tu questo bimbo?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-S\u00ec, sono io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sei tu. Questo bimbo sei tu\u2026&nbsp;<\/em>Di quando era la foto?<em>&nbsp;<\/em>Ada sembrava una ragazzina, probabilmente lo era.<em>&nbsp;<\/em>La gir\u00f2 per vedere se vi fosse riportata la data.&nbsp;<em>Ottobre 1966.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un attimo. Questo bimbo sei tu. E io ero appena arrivato a Roma.&nbsp;<\/em>Possibile che fosse figlio suo? Ada glielo avrebbe tenuto nascosto per rabbia o per orgoglio<em>&#8230; davvero era possibile?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>S\u00ec, era possibile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimase ammutolito, svuotato delle parole di risposta.&nbsp;<em>E se invece fosse stato un truffatore<\/em>?&nbsp;<em>Qualcuno che puntava solo ai soldi, informato delle sue possibilit\u00e0<\/em>.&nbsp;<em>Non poteva escluderlo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Come mai ti presenti solo adesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non ho mai saputo chi fosse mio padre. Mia madre me l\u2019ha detto prima di morire, credo per non lasciarmi solo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0\u2026 Ada era figlia unica, il ragazzo non aveva zii n\u00e9 cugini di primo grado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Era risentita?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Forse, un po\u2019. Diceva che certe cose non si scelgono, che la vita ha pi\u00f9 fantasia di noi. Ma era serena, anche durante la malattia. Non mi ha mai fatto mancare nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre disse queste parole si asciug\u00f2 una lacrima dissimulando l\u2019azione con un leggero movimento del volto, il dolore era fresco ma non voleva suscitare piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Norfe ravvide, in quel gesto, l\u2019integrit\u00e0 di lei. Nonostante fossero passati tanti anni, gli sembr\u00f2 di conoscerla ancora nel profondo. Era una persona per bene, non come lui; non avrebbe mentito.&nbsp;<em>Glielo doveva riconoscere, per l\u2019amore che gli aveva dato e per la fermezza con cui l\u2019aveva lasciato andare, senza cercarlo pi\u00f9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quello che aveva davanti era suo figlio. Basta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza accennare ai dubbi che gli erano passati per la testa, Can\u00e9 disse che si sarebbe occupato di lui e che avrebbe provveduto alle sue necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci fu un abbraccio n\u00e9 alcun\u2019altra manifestazione di affetto, giusto una stretta di mano al momento di salutarsi, quando erano sulla porta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi chiamo Carlo &#8211; aggiunse il ragazzo prima di andare via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 vero, non te l\u2019ho chiesto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non importa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni a seguire, Norfe si rec\u00f2 all\u2019Ufficio di Stato Civile e rese una dichiarazione di riconoscimento del figlio. Dopo che la pratica fu completata con l\u2019assenso di lui, provvide ad accreditargli un fisso mensile e non manc\u00f2 mai di fargli arrivare l\u2019assegno. In quel periodo, nonostante ci fosse un canale aperto e uno scorrimento cadenzato di denaro, non si videro e non si sentirono; ogni mese quel gesto arrivava con puntualit\u00e0 senza alcun pensiero di accompagnamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo una volta Carlo prov\u00f2 a cercarlo. Era il 29 aprile &#8211; poco dopo il loro primo incontro &#8211; quando giunse in Italia la notizia di un incidente nucleare avvenuto nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, nella centrale di \u010cernobyl. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il reattore n.4 era esploso durante un test sulla sicurezza, un disco di acciaio e cemento di mille tonnellate era saltato a causa dell\u2019altissima pressione prodotta dal vapore surriscaldato lasciando uscire una quantit\u00e0 spropositata di materiale radioattivo; di l\u00ec a pochi giorni, una nube tossica sarebbe arrivata anche in Italia. Dopo un primo momento di disorientante silenzio, nel Paese scatt\u00f2 lo stato d\u2019allarme. Furono riscontrati alti livelli di radioattivit\u00e0 nelle piogge, nel latte e negli ortaggi, la questione divenne dominante nella stampa e tra i politici in tv. Il Governo e il Dipartimento di Protezione Civile misero in atto dei provvedimenti per salvaguardare la salute dei cittadini, il divieto di assumere i cibi a rischio di contaminazione e il controllo dei foraggi per il bestiame d\u2019allevamento. Per la prima volta, il mondo intero si trov\u00f2 a gestire gli effetti di un disastro che arrivava con l\u2019aria, invisibile e subdolo, impossibile da fermare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2699\" style=\"aspect-ratio:1.778125;width:274px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Chernobyl.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carlo, gi\u00e0 maggiorenne, viveva da solo e fu colto dal disagio dello spavento. Quella situazione imprevista fece leva sulla vulnerabilit\u00e0 del momento e scaten\u00f2 in lui un grande sentimento di solitudine. Non sapeva a chi rivolgersi, privo com\u2019era di riferimenti adulti. La novit\u00e0 di quella tragedia &#8211; universale &#8211; acu\u00ec la percezione della sua tragedia personale, la recente perdita della madre. Preso dalla paura e dal senso di vuoto, si fece coraggio e cerc\u00f2 di contattare il padre. Lo chiam\u00f2 nell\u2019appartamento a Roma ma Norfe era via per lavoro e non ebbe risposta. Lasci\u00f2 un messaggio in segreteria ma non fu mai richiamato. Sopravvisse, come si sopravvive all\u2019assenza e alla paura, diventando chiuso e ombroso. Non lo cerc\u00f2 mai pi\u00f9, con i soldi che riceveva si iscrisse alla Facolt\u00e0 di Medicina e divenne Psichiatra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta ultimati gli studi, comunic\u00f2 con un telegramma che non aveva pi\u00f9 bisogno di essere aiutato e smise di ritirare il denaro. Can\u00e9 comprese che aveva assolto i suoi impegni e che aveva completato il suo compito di padre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continu\u00f2 a occuparsi solo della musica e per molto tempo non ci pens\u00f2, quasi come se un figlio non l\u2019avesse mai avuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verso i sessant\u2019anni, inaspettatamente, la situazione prese un\u2019altra piega.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza ravvisarne il motivo, cominci\u00f2 a sentire il bisogno di incontrarlo. Immaginava di vederlo tra il pubblico ai concerti, si chiedeva come fosse diventato e vagheggiava nell\u2019idea di passare del tempo con lui. Si trovava, incantato, a osservare qualche giovane per la strada, ne guardava i gesti &#8211; diversi da quelli della sua generazione &#8211; e si chiedeva come sarebbe stato averlo in casa. Suo figlio adesso era un uomo, lo sapeva, ma nella sua testa aveva ancora le fattezze di quando l\u2019aveva conosciuto. Di lui aveva perso tutto, il prima e il dopo di quella faccia da ventenne con cui l\u2019aveva visto tanti anni prima e con la faccia da ventenne adesso lo rammentava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prov\u00f2 a cercarlo, disposto a lesinare &#8211; questa volta lui &#8211; un po\u2019 di considerazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parti invertite, si negarono ancora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando seppe che Norfe Can\u00e9 l\u2019aveva cercato, una mattina del nuovo millennio, Carlo rimase interdetto. Glielo disse sua moglie, mentre si preparava per uscire. Anni addietro avrebbe esultato per una notizia come quella, adesso gli sembr\u00f2 inutile, quasi inopportuna. Il boccone, in un modo o nell\u2019altro, era stato ingoiato e il tempo era andato via: non c\u2019era pi\u00f9 spazio per loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si infil\u00f2 la giacca e prese le chiavi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-A stasera &#8211; salut\u00f2 senza commentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uscendo ebbe un unico pensiero. Di stupore, forse; forse semplicemente di conferma. Aveva ragione sua madre:&nbsp;<em>la vita ha pi\u00f9 fantasia di noi<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ada-copia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"331\" height=\"148\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ada-copia-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2700\" style=\"aspect-ratio:2.238532110091743;width:600px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ada-copia-2.jpg 331w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ada-copia-2-300x134.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:57px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sera in cui suo padre mor\u00ec, l\u2019otto febbraio del 1986, Norfe Can\u00e8 non torn\u00f2 in albergo. 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