{"id":2801,"date":"2026-07-26T17:09:12","date_gmt":"2026-07-26T15:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2801"},"modified":"2026-07-26T17:12:54","modified_gmt":"2026-07-26T15:12:54","slug":"19-lo-strappo-della-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/19-lo-strappo-della-rete\/","title":{"rendered":"19. Lo strappo della rete"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio guard\u00f2 l\u2019orologio: ancora pochi minuti e l\u2019autobus sarebbe passato. Il 20 marzo era appena cominciato, l\u2019aria era fredda e la nebbia nascondeva il fondo delle strade.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante fossero le 6 del mattino, la fermata della Linea Q era piuttosto affollata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piccoli e grandi gruppi di persone andavano all\u2019aeroporto, diretti chiss\u00e0 dove.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno viaggiava da solo, proprio come lui. Forse per motivi di lavoro, per sbrigare qualche pratica o semplicemente per tornare a casa e allora &#8211; si sorprendeva sempre per l\u2019ovviet\u00e0 di questa osservazione &#8211; cambiavano completamente i punti di vista: quella che, per uno, era una zona familiare, per l\u2019altro era un qualsiasi punto di passaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 qualcosa di stregato nel modo in cui lo sguardo modifica l\u2019oggettivit\u00e0 del posto, un tragitto in centro pu\u00f2 risultare fastidioso mentre la pi\u00f9 anonima delle vie ha il potere di riscaldare l\u2019animo &#8211; addirittura produrre effetti di consolazione &#8211; mossa dal filo dei ricordi. Anche le abitudini trasformano lo spazio: a forza di percorrerlo, lo scenario entra negli occhi e diventa ordinario. Non chiede pi\u00f9 d\u2019essere giudicato, non pretende d\u2019esser diverso. Si sedimenta dentro di noi fino a divenire un\u2019estensione della vista, dell\u2019olfatto, del peso sul suolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Forse le abitudini sono esse stesse luoghi &#8211;&nbsp;<\/em>gli venne da pensare<em>&nbsp;&#8211; posti in cui si torna per tranquillit\u00e0, con la certezza di trovare quel che c\u2019\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sofferm\u00f2 a guardare le persone intorno. Accanto a lui c\u2019era una coppia sulla quarantina, l\u2019uomo aveva il fisico appesantito e l\u2019espressione contrariata, come se gli scocciasse d\u2019esser l\u00ec; la donna era immersa nello smartphone e ogni tanto digitava qualcosa. Poco pi\u00f9 in l\u00e0, i genitori di un bimbo che dormiva nel passeggino e due suore di mezza et\u00e0, con qualche ciuffo di capelli grigi che usciva dal soggolo. Le loro valigie si mescolavano a quelle degli altri, sparse su tutto il marciapiede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella fila di bagagli attiv\u00f2 l\u2019interruttore della sua memoria. Succedeva sempre quando il numero dei passeggeri varcava la soglia dell\u2019affollamento e si trovava in mezzo a tanta gente. Dal giorno della strage di Bologna &#8211; ormai quarantasei anni prima &#8211; l\u2019idea della partenza era incastrata in una spirale di immagini e di rumori che di colpo gli sequestravano l\u2019attenzione e lo riportavano l\u00ec, dove tutto era precipitato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno strano senso di precariet\u00e0 gli si era appiccicato addosso e lo spingeva a guardare la scena con l\u2019assurda prospettiva dello scoppio imminente. Era come se l\u2019imprevisto dovesse arrivare da un momento all\u2019altro e, da un momento all\u2019altro, ci fosse da scappare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Va tutto bene<\/em>&#8230; aveva imparato a dire per tranquillizzarsi&#8230;&nbsp;<em>va tutto bene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fari dell\u2019autobus interruppero i suoi pensieri; i passeggeri si misero in fila per salire sulla vettura, gi\u00e0 abbastanza accalcata. Una volta dentro, si ritrov\u00f2 ancora accanto alla coppia, cos\u00ec come erano sul marciapiede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo, andato su un po\u2019 prima, gli lasci\u00f2 il posto a sedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Molto gentile, grazie &#8211; si accomod\u00f2 vicino alla donna. Lei quasi non se ne accorse, fece un sorriso di circostanza e si volt\u00f2 verso il finestrino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era tra i due, schiacciato tra la stazza di lui &#8211; in equilibrio per non andargli addosso &#8211; e la figura contenuta di lei, con i borsoni sulle gambe. Stranamente, non ebbe la sensazione di separarli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrava, anzi, che lo spazio fosse gi\u00e0 diviso e lo ospitasse in una terra di nessuno, fuori dai confini di entrambi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le onde dei loro corpi, semmai qualcuno avesse potuto vederle, non si sovrapponevano, non si mescolavano. Al contrario, c\u2019era nell\u2019aria un\u2019impalpabile forza di respingimento. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Chiss\u00e0 cosa \u00e8 successo&#8230; forse hanno litigato.&nbsp;<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli venne in mente quello che era accaduto a lui e a Margherita, pi\u00f9 o meno alla loro et\u00e0. Si erano ripresi in parte &#8211; grazie al tempo &#8211; tornando a una stabilit\u00e0 mai spensierata. In una certa misura ne era responsabile, anche se non l\u2019aveva mai ammesso. La paura di sapere aveva lasciato vuoto lo spazio destinato alle parole e quella cavit\u00e0, come una grotta sotterranea, era diventata un punto di fragilit\u00e0, una zona in cui il terreno conservava la memoria di cadere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Le parole sono reti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Congiungono punti di vista differenti,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">resistono sui nodi dei legami;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">si allungano attorno al peso dei problemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Saperle tessere, per\u00f2, non \u00e8 da tutti,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">lo sanno bene i ragni e i pescatori.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Veronese-La-dialetti1FF45F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"646\" height=\"711\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Veronese-La-dialetti1FF45F.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2802\" style=\"aspect-ratio:0.9086294416243654;width:290px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Veronese-La-dialetti1FF45F.jpg 646w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Veronese-La-dialetti1FF45F-273x300.jpg 273w\" sizes=\"auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio aveva un altro tipo di attitudine. Come un carpentiere &#8211; nonostante il suo lavoro fosse fare il giornalista &#8211; cercava la solidit\u00e0 delle strutture. A ogni genere di sistema, che fosse fisico o solo del pensiero, chiedeva prima di tutto la stabilit\u00e0. Era attratto dall\u2019appoggio resistente, dal materiale duro, dall\u2019assenza di elementi di rottura; gli piacevano le stanze sgombre, gli armadi organizzati, le scarpe su misura. Cercava l\u2019ordine nella sua testa e lo riversava nelle cose intorno, trovando nella norma la rassicurazione del controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le abitudini gli davano un metodo e una serenit\u00e0, la loro pratica lo rendeva quieto, in pace con s\u00e9 stesso. Tutti i giorni tirava su le tapparelle fino alla stessa altezza; amava rispettare le ricette al grammo &#8211; modificarle era inopportuno &#8211; e disponeva i bicchieri nel mobile in ordine di capienza: i pi\u00f9 grandi dietro, i pi\u00f9 stretti davanti.&nbsp;&nbsp;Ogni volta cos\u00ec, senza sentire il bisogno di cambiare e senza mai lasciarsi andare al caso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Margherita era diversa, per lei l\u2019ordine era un accessorio rinunciabile. La sua scrivania &#8211; era giornalista anche lei &#8211; si presentava come un ammonticchiarsi di fogli, penne, occhiali, riviste e tutto quello che, passando di l\u00ec, aveva trovato un rifugio sicuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quello scompiglio affastellato, sapeva recuperare tutto. Con la mente andava avanti e indietro secondo una gerarchia che cambiava di continuo e, di continuo, si adattava a ci\u00f2 che subentrava. Gli articoli, i gruppi di lavoro, il volontariato al Circolo&#8230; riusciva a incastrare ogni cosa lasciando che ogni cosa si incastrasse da s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante la diversit\u00e0 dei loro caratteri &#8211; o forse proprio per quello &#8211; le cose erano andate bene fino alla nascita del primo figlio, Paolo, seguito poco dopo da Martina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bimbi, da un tempo imprecisato, portano nelle case un tasso di instabilit\u00e0: una tempesta d\u2019amore che ruba l\u2019energia della coppia e la incanala su di loro, lasciando poco spazio per il resto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019un tratto si perdono le serate con gli amici, le rassegne al cinema, i dibattiti su quel che accade intorno. Tutto \u00e8 rivolto a quei piccoli esseri indifesi &#8211; capacissimi per\u00f2 di dominare &#8211; nello sforzo di prevenire ogni bisogno. Dal momento del primo pianto, i fagottini a spruzzo acquisiscono il diritto di comando e anche quello del telecomando, fino a ogni pulsante della cabina di regia.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accadde cos\u00ec anche in casa loro, con l\u2019arrivo di Paolino. Si adattarono, come tutti i genitori, a quei ritmi innaturali e schiavizzanti, drogati da chiss\u00e0 quale sostanza dell\u2019innamoramento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel frastuono delocalizzato, smisero di cercarsi e di scambiarsi le opinioni sul mondo. Non pi\u00f9 telegiornali visti insieme, non pi\u00f9 articoli sottolineati dalla matita di entrambi con i commenti a lato della pagina, non pi\u00f9 spesa fatta sottobraccio, col carrello vuoto, a parlar di surgelati rincarati. Ogni giorno era una corsa per la sopravvivenza con l\u2019unico scopo di arrivare, sani e salvi, al momento di dormire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la nascita di Martina, trenta mesi dopo, l\u2019ultima riserva di equilibrio and\u00f2 a farsi benedire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi anni in quattro furono di fuoco finch\u00e9, tutto d\u2019un tratto, i bimbi divennero abbastanza grandi per andare a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio e Margerita poterono tornare a una vita lavorativa piena: ripresero i convegni, le rassegne stampa e i viaggi da inviati, scrupolosamente programmati in modo da non assentarsi contemporaneamente. Non recuperarono, per\u00f2, l\u2019antica abitudine di parlare: la rete che li univa rimase strappata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2001, un evento catastrofico modific\u00f2 ancora la situazione. Era il primo pomeriggio di un marted\u00ec di settembre ed Emilio si trovava, come gli altri giorni, alla redazione del Resto del Carlino, dove dirigeva l\u2019editoriale di affari esteri. Margherita era a casa e lavorava su un articolo di politica interna che sarebbe uscito l\u2019indomani sul Corriere. La collaborazione da freelance le dava libert\u00e0 nell\u2019organizzazione degli orari e flessibilit\u00e0 nella gestione dei figli anche se spesso, a forza di elasticit\u00e0, si ritrovava a lavorare dopo cena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di colpo i telefoni di entrambi cominciarono a squillare, in un attimo accesero la tv.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notizia risuonava su tutte le reti: a New York, due aerei di linea erano stati dirottati contro le torri gemelle del Word Trade Center, mentre un terzo aereo si era abbattuto sul Pentagono e un quarto volo sembrava diretto verso la Casa Bianca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scorrevano a video le immagini di una torre con la parte superiore in fumo &#8211; sembrava un cerino, cos\u00ec alta e stretta &#8211; e dell\u2019altra, subito dietro, trafitta dal velivolo. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Torri-gemelle.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"673\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Torri-gemelle.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2803\" style=\"aspect-ratio:1.4875346260387812;width:219px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Torri-gemelle.jpeg 1000w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Torri-gemelle-300x202.jpeg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Torri-gemelle-768x517.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nube incandescente, i grattacieli segati e sbriciolati fino a collassare&#8230; la scena era cos\u00ec incredibile da apparire irreale. Per la prima volta nella storia del mondo, l\u2019Umanit\u00e0 intera guardava in diretta l\u2019evolversi di una tragedia smisurata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi secondi, insieme alle torri, si frantum\u00f2 la certezza di un\u2019America imbattibile e dell\u2019egemonia del modello occidentale. Il pensiero di tutti ruotava tra la spettacolarit\u00e0 dell\u2019evento e la consapevolezza &#8211; ingoiata per non riuscire a immaginare il peggio &#8211; delle persone che erano dentro, inabissate nel vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio e Margherita furono scossi in risonanza. Il dramma del momento, enorme e inaspettato, portava con s\u00e9 il richiamo &#8211; impossibile da evitare &#8211; all\u2019attentato che avevano gi\u00e0 vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Il fumo,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">le urla,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">&nbsp;la polvere di detriti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Il terrore dei presenti,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">il sangue degli innocenti,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">l\u2019inferno dei feriti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano passati da tutto questo e adesso lo vedevano scorrere sullo schermo, di nuovo davanti ai loro occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbero l\u2019istinto di telefonarsi per sapere come andava; in qualche modo, forse, per trovarsi ancora, come era successo la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dove sono i bambini? &#8211; chiese lui. Eppure, la tragedia era lontana: non c\u2019era alcun rischio per loro. Ma la testa di Emilio era andata per conto suo e Margherita vi riconobbe la sua identica reazione: anche lei, nell\u2019incertezza del momento, aveva avuto l\u2019impulso di cercarli, di radunarli a s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-A scuola, tra poco vado a prenderli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Tu come stai?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Scossa. E tu?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Idem. Non avrei mai immaginato di vedere una cosa simile nella mia vita. Qui \u00e8 tutto un gran casino, torno sicuramente tardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ok, a stasera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riagganciarono e ripresero la loro attivit\u00e0, diventata improvvisamente frenetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si videro era buio da un po\u2019, nonostante le giornate ancora lunghe dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei e i bimbi avevano gi\u00e0 mangiato, lui trov\u00f2 la tavola apparecchiata e la cena da riscaldare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo di mettersi seduto e presero, insieme, la parola. Esordirono nello stesso momento, quasi aspettando di tirar fuori quel che era gi\u00e0 sul punto di uscire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Volevo dirti&#8230; &#8211; le voci si sovrapposero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Prima tu &#8211; la fece passare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi hanno chiamato dal Der Spiegel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Il Der Spiegel?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si, ho lavorato anche per loro nell\u2019ultimo anno, ricordi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si, s\u00ec, certo&#8230; ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vogliono che vada a New York, stanno facendo un gruppo internazionale per raccogliere testimonianze nei vari quartieri della citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Immagino che tu voglia andare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi piacerebbe. Solo che starei via almeno un mese&#8230; devo dargli la risposta domani mattina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio rimase in silenzio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Tu che cosa volevi dirmi? &#8211; riprese lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Pi\u00f9 o meno la stessa cosa, anche a me hanno chiesto di partire per New York.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-E adesso che facciamo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora silenzio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vai tu &#8211; disse alla fine lui &#8211; io ho gi\u00e0 il mio posto fisso, per te \u00e8 una buona occasione di crescita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-E i bimbi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Staranno benissimo, ti sentiranno al telefono e capiranno che sei l\u00ec per un motivo importante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Pensi di farcela da solo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-S\u00ec, aumenter\u00f2 le ore della baby-sitter&#8230; un mese corre via alla svelta, neanche il tempo di accorgersi ed \u00e8 gi\u00e0 passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Margerita sorrise. Fu quella, forse, l\u2019ultima volta in cui il suo sguardo rivel\u00f2 tutto quel che aveva dentro. Lo abbracci\u00f2, come si fa con le persone care, con la riconoscenza di chi ha avuto un\u2019occasione al caro prezzo della rinuncia altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Part\u00ec due giorni dopo con la macchina fotografica, il registratore e il taccuino per gli appunti. Pochi vestiti da lavare l\u00ec, scarpe da ginnastica e un abito vagamente elegante, nel caso ci fosse stato qualche incontro pi\u00f9 formale. Il necessario per restare un mese, preciso per il lavoro che andava a svolgere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio e i bimbi l\u2019accompagnarono all\u2019aeroporto, alzarono la mano in lontananza mentre entrava nella zona d\u2019imbarco&#8230;&nbsp;<em>ciao mamma&#8230; saremo bravi!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei ricambi\u00f2 sbracciandosi&#8230;&nbsp;<em>vi voglio bene amori miei<\/em>&#8230; si commosse per lasciarli cos\u00ec a lungo, come non aveva fatto mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima settimana pass\u00f2 in fretta, come un elemento di grande novit\u00e0. Emilio li port\u00f2 al Parco delle Caprette e invit\u00f2 qualche amico per giocare, districandosi tra la casa e i servizi in redazione. Margherita chiamava tutti i giorni prima che andassero a dormire per dare la buona notte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Appena sveglia penser\u00f2 a voi<\/em>&#8230; diceva ogni sera, intanto il tempo passava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">And\u00f2 cos\u00ec anche la seconda settimana e poi la terza, fino a intravedere la fine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due giorni prima del rientro, chiam\u00f2 alle dieci di mattina. Era un orario insolito, in cui i bambini erano a scuola. Emilio fece un rapido conto sul fuso orario: da lei erano le quattro di notte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come mai a quest\u2019ora? &#8211; chiese per prima cosa. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Emile-Bernard.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Emile-Bernard-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2804\" style=\"aspect-ratio:0.7494145199063232;width:197px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Emile-Bernard-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Emile-Bernard-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Emile-Bernard-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Emile-Bernard.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho una novit\u00e0 &#8211; disse lei senza tergiversare &#8211; dovrei rimanere ancora qui. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli suon\u00f2 strano&#8230;&nbsp;<em>possibile che si accorgesse solo adesso che il lavoro non era finito?&nbsp;<\/em>Non disse nulla, la comunicazione a distanza era gi\u00e0 abbastanza complicata, insinuare avrebbe solo peggiorato le cose. In fin dei conti, Margerita era disordinata, poteva darsi che non avesse realizzato di aver bisogno di pi\u00f9 tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Per quanto ancora? &#8211; domand\u00f2 soltanto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Quindici giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Va bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Lo dici tu ai bambini?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra esitazione.&nbsp;<em>Sarebbe stato giusto che lo facesse lei<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ok.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Grazie. Allora vado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ma senti&#8230; perch\u00e9 non sei a letto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Clic<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troppo tardi, aveva riagganciato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec passarono anche quelle due settimane, che a forza di aspettare divennero tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rientr\u00f2 in Italia il 5 Novembre, in tempo per il compleanno di Martina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la rividero, all\u2019aeroporto, aveva un viso diverso. Sembrava pi\u00f9 magra&#8230; forse era solo stanca.&nbsp;<em>Chiss\u00e0 quante deposizioni orribili ha sentito<\/em>&#8230; Emilio le prese la valigia e la guard\u00f2 mentre stringeva i bambini. Abbracci\u00f2 anche lui&#8230;&nbsp;<em>s\u00ec, era indubbiamente dimagrita<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A casa, avevano preparato una torta e uno striscione per festeggiare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Bentornata&nbsp;<\/em>&#8211; c\u2019era scritto &#8211; con il disegno di una famiglia che si teneva per mano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrando incresp\u00f2 la bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un sorriso accennato, poco pi\u00f9 che impersonale; senza mostrare i denti n\u00e9 la gola, la curva di un segmento orizzontale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si voltarono verso di lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 il pi\u00f9 bel manifesto che abbia mai visto &#8211; disse con apprezzamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">I bimbi gioirono,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Emilio esit\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Nulla sembrava normale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:8px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/madonna-di-much-1-1675415907.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/madonna-di-much-1-1675415907-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2805\" style=\"aspect-ratio:1.7781456953642385;width:414px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/madonna-di-much-1-1675415907-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/madonna-di-much-1-1675415907-300x169.png 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/madonna-di-much-1-1675415907-768x432.png 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/madonna-di-much-1-1675415907.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:17px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emilio guard\u00f2 l\u2019orologio: ancora pochi minuti e l\u2019autobus sarebbe passato. 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