{"id":2872,"date":"2026-11-06T18:38:58","date_gmt":"2026-11-06T17:38:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=2872"},"modified":"2026-11-06T18:42:35","modified_gmt":"2026-11-06T17:42:35","slug":"25-il-giorno-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/prima-che-il-tempo\/25-il-giorno-prima\/","title":{"rendered":"25. Il giorno prima"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 19 marzo del 2026, a pomeriggio inoltrato, Orfeno Palanca and\u00f2 in palestra. Lo faceva sempre prima delle grandi occasioni, si esercitava col bilanciere davanti allo specchio mentre guardava i muscoli gonfiarsi sotto la tuta attillata. Quell\u2019ostentazione di potenza &#8211; semmai ne avesse avuto bisogno &#8211; rinvigoriva in lui l\u2019idea di essere imbattibile e, allo stesso tempo, lo faceva sentire feroce; come una iena, usava lo sforzo per raddoppiare le dimensioni del corpo e amplificarne l\u2019aggressivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indomani sarebbe andato a Roma per formalizzare l\u2019accordo col Ministero e gi\u00e0 pregustava il sapore del successo. Preparava quell\u2019incontro da tempo, negli ultimi mesi aveva visitato personalmente gli istituti che portavano il suo nome in modo che tutte le magagne fossero risolte o occultate. Cavalcando la via di questa seconda possibilit\u00e0, era riuscito a far emergere un\u2019idea di formazione attuabile su scala nazionale che &#8211; incredibilmente &#8211; lasciava tutti senza parole e faceva risparmiare allo Stato parecchi soldoni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/antonello-da-messina-1670847507.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/antonello-da-messina-1670847507.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2873\" style=\"aspect-ratio:1.5182092875318065;width:223px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/antonello-da-messina-1670847507.png 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/antonello-da-messina-1670847507-300x198.png 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/antonello-da-messina-1670847507-768x506.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ho fatto la quadratura del cerchio<\/em>&#8230; gli piaceva dire in modo metaforico, intendendo con questo che era stato capace di prendere un fil di ferro circolare e farlo diventare, a suon di martellate, vagamente quadrato. Di geometria, in effetti, non sapeva granch\u00e9 ma la sua esperienza lo portava a concludere di poterne fare allegramente a meno. Del resto, non aveva mai conosciuto qualcuno che gliel\u2019avesse chiesta per strada o nei locali che frequentava di notte e questo, per lui, significava una cosa evidente: se la ignori, la geometria non esiste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec si preparava all\u2019incontro del giorno dopo, con la spranga istigava la fame di successo allargando le fauci in attesa del boccone. La alzava e la abbassava cacciando, di tanto in tanto, dei gemiti gutturali mentre gli altri avventori, un po\u2019 per osservarlo e un po\u2019 per deriderlo, gli facevano capannello intorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sono io il pi\u00f9 forte qua dentro<\/em>&#8230; pensava tra s\u00e9&#8230;&nbsp;<em>e domani far\u00f2 strike al Ministero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era cos\u00ec irritante, a guardarlo o anche solo a sentirlo in lontananza, che in diversi sperarono che i pesi gli cascassero davanti ai piedi. Qualcuno fu pi\u00f9 dettagliato e chiese al cielo che gli piombassero direttamente sugli alluci ma anche quella occasione di giustizia divina rimase &#8211; sulla terra &#8211; irrealizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lontano dal percepire l\u2019antipatia, continuava la sua prestazione. Non aveva molta considerazione del pensiero altrui e lo usava solo per nutrire il proprio ego. Ogni sguardo, per lui, era una dichiarazione implicita di gelosia e, quindi, un invito a esagerare. Del resto, non era abituato alla sincerit\u00e0, le moine che di solito riceveva erano lusinghe per avere questo o quel vantaggio in virt\u00f9 del potere che trapelava dalla sua persona. Tanta pi\u00f9 gente si inchinava, quanto pi\u00f9 si sentiva compiaciuto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era qualcuno, in realt\u00e0, che nutriva per lui una riconoscenza autentica anche se certamente era stato dimenticato. Il giovane Filippo, spedito a Malaga in vista del controllo degli ispettori, era tra i pochi a conservare di Palanca un ricordo positivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era mai successo che qualcuno gli avesse dato fiducia e men che meno che l\u2019avesse premiato; il pensiero del dialogo che aveva intrattenuto con lui &#8211; per quanto brevissimo &#8211; gli scatenava dentro una diffusa forma di gratitudine. Gli sarebbe piaciuto ringraziarlo, prima o poi; nel caso l\u2019avesse incontrato di nuovo gli avrebbe raccontato tutti i dettagli dell\u2019esperienza: il lavoro al bar della spiaggia, i nuovi amici, le patatine fritte e gli espetos de sardinas&#8230; quell\u2019uomo l\u2019aveva liberato dal fastidio del casco &#8211; doveva ricordarsi di dirgli anche questo &#8211; e meritava la sua amicizia sincera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 19 marzo faceva le valigie; l\u2019indomani avrebbe preso il volo per tornare in Italia. Lo scalo a Bologna, che inizialmente gli era parso scomodo, non era in fondo cos\u00ec male. Aveva fissato col suo amico per andare al Mac prima di prendere il treno. C\u2019era da fare una levataccia ma&#8230;&nbsp;<em>pazienza<\/em>&#8230;&nbsp;<em>avrebbe dormito durante il viaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era l\u2019unico in partenza quel giorno. Tra le duemilasettecentoventitr\u00e9 persone intente a preparare la valigia, a Bologna, c\u2019era Emilio Cortesi. Nel suo appartamento, piegava con cura le poche cose che gli sarebbero servite per pernottare fuori. Un pigiama leggero, lo spazzolino da denti, una camicia di ricambio&nbsp;<em>perch\u00e9 non si sa mai<\/em>. In una cartellina aveva disposto i documenti da portare al notaio. Prima di metterla dentro, riguard\u00f2 l\u2019atto con cui, quarant\u2019anni prima, avevano comprato la casa che ora andava a vendere. La firma di Margherita, accanto alla sua, appariva nitida e decisa&#8230;&nbsp;<em>come corre la vita&#8230;<\/em>&nbsp;tutto era accaduto senza che si accorgesse di mutare a sua volta, diventando avvizzito anche lui. I suoi anni &#8211; ormai settantuno &#8211; pesavano in modo spropositato per la mancanza di prospettive. Pi\u00f9 che invecchiato era andato in disuso, arrugginito per esser rimasto fermo mentre la polvere si depositava sugli ingranaggi dell\u2019esistenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vendita della casa di Ladispoli si presentava come un atto definitivo, quasi sicuramente non ci sarebbe pi\u00f9 tornato.&nbsp;<em>Mai pi\u00f9&#8230;&nbsp;<\/em>ripeteva tra s\u00e9&#8230;.&nbsp;<em>in alcun caso, mai<\/em>. Quanta malinconia in quegli accostamenti di parole&#8230; la negazione e il tempo si fondevano per annunciare qualcosa di interrotto; la spinta propulsiva &#8211; cos\u00ec imperante durante la corsa &#8211; era svanita insieme al traguardo e adesso non c\u2019era altro da aggiungere se non l\u2019idea della fine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accese la radio per le notizie della sera. Aveva quell\u2019abitudine da quando lavorava come giornalista; nonostante la disponibilit\u00e0 di mezzi pi\u00f9 moderni, lo scatolino a voce continuava ad essere il suo strumento preferito. Aveva, a suo avviso, qualcosa in comune col giornale, metteva in risalto le parole. La ascoltava mentre si occupava d\u2019altro, tra le faccende di casa e la cura di Margherita. Anche lei, qualche volta, sembrava scossa dal richiamo e per un attimo rispondeva ai suoni che si propagavano nell\u2019aria ma durava sempre poco, appena passato quel momento tornava dove lui non poteva entrare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cronista prese a raccontare la giornata. Le guerre, le ipotesi di riarmo, gli studenti in piazza per gli affitti troppo cari&#8230;&nbsp;<em>cos\u00ec ci costringete a partire<\/em>&#8230; dicevano i ragazzi dai presidi occupati&#8230;&nbsp;<em>siamo il futuro ma nessuno pensa a noi<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Unknown.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"939\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Unknown-1024x939.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2874\" style=\"aspect-ratio:1.0914634146341464;width:255px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Unknown-1024x939.jpeg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Unknown-300x275.jpeg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Unknown-768x704.jpeg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Unknown.jpeg 1060w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio si ferm\u00f2 ad ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i suoi figli erano dovuti andare via seguendo il lavoro per cui avevano studiato. Li vedeva per le feste, quando tornavano in citt\u00e0 oppure nei momenti critici per star dietro alla mamma se doveva assentarsi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quante cose erano cambiate da quando era giovane lui<\/em>&#8230;&nbsp;<em>il concetto di lavoro, di famiglia, perfino di casa<\/em>. Tutto era diventato temporaneo e instabile.&nbsp;<em>Un piede di qua, un piede di l\u00e0&#8230; sempre in bilico, a volte per aria.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso i giovani chiedevano certezze; nonostante fossero cresciuti con lo spettro della flessibilit\u00e0 &#8211; o forse proprio per questo &#8211; urlavano a gran voce il bisogno di principi fermi, invalicabili alla logica del profitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevano ragione&#8230;<em>&nbsp;come fanno a costruire se gli tolgono le fondamenta<\/em>?&nbsp;&nbsp;Il mondo era stato arraffato da chi era arrivato prima e adesso non era pi\u00f9 loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle 19 inizi\u00f2 il gazzettino regionale. L\u2019indomani sarebbe arrivato in visita a Bologna il Segretario Generale della Nato per tenere una conferenza al SAIS Europe sul ruolo dell\u2019Italia nell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio ascolt\u00f2 con interesse, a ottobre un evento simile era stato cancellato a seguito delle numerose proteste da parte degli studenti, la facolt\u00e0 di Scienze politiche era stata occupata e lo stato di agitazione si era riverberato in tutta la citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci riprovavano adesso, a distanza di mesi, con rinnovate intenzioni.&nbsp;<em>Staremo a vedere che cosa succede<\/em>&#8230; concluse incerto. Mise la borsa sul letto e riprese a piegare le sue cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sar\u00e0 il caso di prendere l\u2019ombrello? Devo guardare le previsioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto lo stesso cielo, a qualche chilometro di distanza, Chiara Betti e Rocco Zanieri camminavano nei giardini Margherita. Le giornate si stavano allungando, la primavera si diffondeva nell\u2019aria e gli alberi erano pieni di germogli ma loro procedevano in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano andati in mezzo alla natura per cercare riparo dai pensieri in attesa del giorno dopo, inevitabilmente duro per entrambi. La loro prova pi\u00f9 difficile cadeva nella stessa data, erano accomunati dal doverla oltrepassare e anche dal non potersi stare accanto, ciascuno privato dell\u2019idea di sostenere l\u2019altro e di sentirsi sostenuto a sua volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei entrava in ospedale per l\u2019operazione al seno; lui in tribunale, a Roma, per testimoniare contro l\u2019uomo incappucciato. Lottavano con i ricordi dell\u2019infanzia e con le paure che gli erano rimaste addosso: lo sgomento della mamma di lei &#8211; il claustrofobico senso di rassegnazione unito alla vertigine del dirupo &#8211; e il confronto col carceriere di lui, su cui era stato riaperto il processo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Rocco, rivedere quell\u2019uomo significava tornare esattamente dove era quando tutto era successo, nel punto pi\u00f9 fragile della sua coscienza. Qualcosa, da allora, era rimasto inceppato; gli eventi che aveva patito non avevano trovato il modo di scorrere per traghettarlo altrove. L\u00ec, come in un\u2019infezione, si erano annidati i tarli dello sdoppiamento, l\u00ec avevano proliferato gli scatti d\u2019ira e la sensazione di precipitare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di lui rammentava tratti spezzettati: lo sguardo sfuggente, le mani magre che posavano la ciotola, la voce rauca e bassa di volume. Sembrava sempre che parlasse a qualcun altro anche se, per forza, si rivolgeva a lui.&nbsp;&nbsp;E poi quel grido che non aveva mai capito&#8230;&nbsp;<em>Fliedu bischi frei<\/em>&#8230; quante notti era tornato per rapirlo di nuovo. Nella sua testa era associato al tono pi\u00f9 che al senso: era allarmato e duro, trasmetteva agitazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si era trovato ad urlarlo a sua volta durante gli attacchi di panico e nei momenti di dissociazione, vomitato come un boccone rimasto di traverso, spinto d\u2019istinto fuori senza sapere perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camminava, quel pomeriggio, accanto a Chiara e intanto si chiedeva come sarebbe andata. Non era sicuro che ce l\u2019avrebbe fatta senza perdere il controllo, temeva di cedere all\u2019improvviso come era successo le altre volte, allarmato da un contesto di tensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sedettero sulla riva del laghetto e presero a guardare le increspature dell\u2019acqua mossa dal vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Cosa si fa quando si ha paura? &#8211; Chiese senza entrare nei dettagli dei propri timori. Non voleva appesantirla, rispettava lo spazio delle sue preoccupazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si pensa che \u00e8 normale averla &#8211; rispose lei mentre tirava i sassolini in acqua &#8211; \u00e8 l\u2019unico modo per non farsi sopraffare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stettero un po\u2019 in silenzio,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Io mi sento sopraffatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come era bella la sua voce, dolce e priva di finzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Mi sento sopraffatta anch\u2019io.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasero abbracciati e poi mano nella mano fino all\u2019imbrunire, a chiusura del giardino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella notte avrebbero dormito separati per partire l\u2019indomani presto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si salutarono all\u2019uscita del parco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Sono con te.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ultimo sguardo, ciascuno la sua strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiara and\u00f2 lentamente verso la fermata dell\u2019autobus. Le vetrine, i palazzi, la luce accesa nelle case. Dal basso si scorgevano i soffitti e gli scaffali alti delle librerie. Le era sempre piaciuto immaginare il resto della stanza con le persone che vivevano lo stesso tempo in modo differente, ciascuno in un contesto tutto suo&#8230;&nbsp;<em>chiss\u00e0 che cosa fanno adesso, se leggono, parlano o prendono un t\u00e8.<\/em>.. le venne da pensare che qualcuno stesse piangendo in riflesso a ci\u00f2 che avrebbe fatto lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza saperlo, pass\u00f2 davanti all\u2019abitazione di Aldo Balzani. Anche lui, in modo del tutto singolare, si interfacciava col richiamo di una voce interiore. Aveva passato il pomeriggio sulla poltrona, buttato l\u00ec come un vestito appena tolto. Ora dopo ora, era stato a guardare qua e l\u00e0 senza trovare un punto in cui valesse la pena fermarsi, perso tra gli oggetti di sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tv spenta, il frigo vuoto, il cartoccio unto della rosticceria lasciato sul tavolo accanto al piatto da lavare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concorso per diventare primario, che tanto l\u2019aveva angosciato, era alle porte. L\u2019indomani mattina si sarebbe svegliato all\u2019alba per andare all\u2019aeroporto, diretto verso Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cosa faccio se mi tremano le mani durante il colloquio?<\/em>&nbsp;Non aveva trovato la cura e nemmeno un sistema per celare il disagio che gli trapelava dallo sguardo al solo pensiero di sostenere la prova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La psicanalisi degli ultimi mesi l\u2019aveva portato a scavare nelle cause del suo malessere fino a individuare la radice dell\u2019amarezza. Il percorso con la dottoressa Betti, seppur interrotto, l\u2019aveva messo a tu per tu col motivo da cui scappava, la ragione per cui &#8211; pur scappando &#8211; non usciva da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto della questione, irrimediabile e categorico, era il giudizio che riservava a s\u00e9 stesso fin dall\u2019infanzia, dopo la vicenda di Irina&#8230;<em>&nbsp;chiss\u00e0 dov\u2019era adesso, se ancora ce l\u2019aveva con lui.<\/em>..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto di non averla difesa, di non aver preso una posizione con suo padre e di aver finto, anzi, la normalit\u00e0 l\u2019aveva condannato a un senso di colpa perenne che si era tradotto nella consapevolezza di non avere forza e non meritare il prestigio che aveva ottenuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non avere, non meritare&#8230;<\/em>&nbsp;la sintesi di un\u2019esistenza frenante e anti-propulsiva, per definizione contraria alla vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva ceduto alle lusinghe del successo e della menzogna pensando di riuscire a farla franca ma dentro, immutato, era rimasto il sibilo di quando era bambino. Non era riuscito ad attenuarlo, le argomentazioni di chi era diventato non gli avevano tolto il tono n\u00e9 il motivo di parlare; usciva a piacimento quando era distratto e &#8211; inopportuno pi\u00f9 che mai &#8211; proprio quando non lo voleva sentire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era quella voce che gli faceva tremare le mani; il suo canto di dolore gli muoveva gli arti come una condanna da cui non poteva scappare.&nbsp;<em>Forse aveva a che fare con lo straniero del sogno&#8230;<\/em>&nbsp;<em>la luce dietro la testa&#8230; la frase in una lingua sconosciuta<\/em>&#8230; lo vedeva allontanarsi e non riusciva a trattenerlo, andava dove voleva lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ultimo periodo, con l\u2019avvicinarsi dell\u2019esame, i suoi disturbi erano aumentati e aveva preso ad aver paura della folla. La prima volta era successo all\u2019ospedale mentre ragionava col collega di senologia. Da allora, la stessa situazione si era presentata in modo sempre pi\u00f9 frequente e invasivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accadeva quando si trovava tra la gente, dove non voleva stare. Cominciava a sentirsi accaldato in modo innaturale, ad avvertire gli altri come una minaccia invasiva. Diventava basso &#8211; piatto come il pavimento &#8211; e si sentiva calpestare. I cappotti, i piedi, le suole delle scarpe&#8230; ogni cosa lo schiacciava fino a togliergli il respiro. A inizio settimana era successo un episodio che lo aveva allarmato. Di fronte alla stessa percezione incontrollata, non aveva saputo calmarsi n\u00e9 era potuto uscire per prendere un po\u2019 d\u2019aria. Fradicio di sudore, aveva accusato un groppo allo stomaco e un\u2019accelerazione del battito cardiaco; la testa aveva preso a girargli e in breve si era trovato a terra, svenuto tra i pazienti e i colleghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Che vergogna<\/em>&#8230;&nbsp;<em>rinvenire in quel contesto<\/em>&nbsp;<em>era l\u2019esperienza pi\u00f9 imbarazzante che avesse mai vissuto.<\/em>&nbsp;La sua smargiassa ostentazione di spavalderia era franata tutta insieme, lasciandolo disorientato e nudo.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Aldo-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"379\" height=\"371\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Aldo-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2875\" style=\"aspect-ratio:1.0223048327137547;width:221px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Aldo-2.jpeg 379w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Aldo-2-300x294.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si era svegliato con la voce del bambino nell\u2019orecchio; parlava in modo autoritario, lo intimava ad alzarsi per continuare a soffrire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo quell\u2019evento era entrato in malattia e per qualche giorno si era trascinato in casa come l\u2019ombra di s\u00e9 stesso. La barba incolta, le finestre sempre chiuse, i piatti sporchi nel lavello.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 19 marzo era ancora l\u00ec, buttato sulla poltrona da un imprecisato numero di ore a guardare la parete.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non avere forza, non essere all\u2019altezza, non meritare di star bene.<\/em>&nbsp;Era stretto nel giro delle negazioni da cui era definito, descrizione perfetta di un\u2019esistenza al contrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era il solo, il giorno prima del 20 marzo, a provare la sensazione di essere ribaltato, anche se l\u2019altro aveva motivi di tutt\u2019altro tipo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel pomeriggio, Norfe Can\u00e8 percorreva i corridoi della pinacoteca nazionale senza trovare un briciolo di consolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno dopo sarebbe andato a Roma per il concerto degli ottant\u2019anni ma non aveva alcuna voglia di festeggiare. Aveva gi\u00e0 preparato la valigia e predisposto ogni cosa per l\u2019esibizione, si aggirava nel museo sperando di sfuggire all\u2019amarezza di quelle inutili ore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cess\u00f2 la visita prima del solito, insofferente anche ai ritratti. La pace che aveva auspicato di trovare era coperta da soffi di contestazione&#8230; s<em>ei vecchio&#8230; sei vecchio<\/em>&#8230; gli dicevano i volti alle pareti&#8230;&nbsp;<em>e morirai da solo<\/em>. Le voci si diffondevano come un passaparola, insidiose e insopportabili. Per quanto si sforzasse non riusciva a ignorarle; venne via per non saperle mitigare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando indietro, ripercorse il corridoio dedicato al XIII secolo in cui erano esposte le rappresentazioni religiose. Non aveva mai apprezzato quei dipinti su sfondo dorato &#8211; dissuaso dai soggetti poco espressivi e dalla mancanza di profondit\u00e0 &#8211; tuttavia, passandoci, sent\u00ec l\u2019inedito desiderio di un conforto divino. Non era praticante n\u00e9 vagamente religioso, scettico sulla fede e ancor pi\u00f9 sul paradiso eppure &#8211; strano a dirsi &#8211; avvert\u00ec la necessit\u00e0 di avvicinarsi a Dio.&nbsp;<em>Il calore di un abbraccio&#8230; non ricordava di averlo mai cercato&#8230; quell\u2019idea aveva in s\u00e9 una chiara forma di sollievo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli venne in mente che l\u00ec fuori, a due passi dalla galleria, c\u2019era la chiesa di Santa Maria Maddalena e decise di arrivarci. Abbotton\u00f2 il palt\u00f2 fino alla sciarpa e attravers\u00f2 la strada trascinandosi col bastone; sulla sinistra, poco pi\u00f9 avanti, il porticato che cercava. Varcata la porta principale, si trov\u00f2 dinnanzi a una vetrata chiusa. Si fece avanti pensando che si aprisse ma le ante non scorsero e lui rimase dov\u2019era, affaticato e instabile sulla stampella di legno. Fu a quel punto che vide il cartello appeso a lato:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">\u201cSi entra solo col sorriso\u201d,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">in alto, una fotocellula riprendeva l\u2019espressione del suo viso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Che diavoleria era quella<\/em>?&nbsp;<em>Sorridere&#8230;<\/em>. Non avrebbe mai pensato di dover sottostare a una punizione tanto orribile per accedere a una chiesa. Si innervos\u00ec&#8230;<em>&nbsp;Che diritto avevano di chiederglielo<\/em>? Gli avevano sempre raccontato che era la casa di tutti<em>: cosa c\u2019entrava, adesso, quella patetica condizione?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seccato, abbozz\u00f2 un leggero piegamento della bocca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troppo poco, non bastava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sforz\u00f2 ancora e ritorse le labbra in modo artificiale. Gli usc\u00ec tra i denti qualche parolaccia e perfino una bestemmia, a riprova del fatto che sotto un sorriso pu\u00f2 celarsi qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La porta si apr\u00ec e lui, sollevato, sgattaiol\u00f2 all\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Che dispositivo<\/em>&nbsp;<em>ridicolo<\/em>&#8230; pens\u00f2 compiaciuto. Era bastato poco per ingannarlo&#8230;&nbsp;<em>nulla di pi\u00f9 di un gesto contraffatto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Procedette cercando il crocifisso fino a trovarlo a lato dell\u2019altare.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Crocifisso-sorridente.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"590\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Crocifisso-sorridente.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2876\" style=\"aspect-ratio:1.2658186983471074;width:165px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Crocifisso-sorridente.jpg 747w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Crocifisso-sorridente-300x237.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo guard\u00f2, da sotto, come si guarda il cielo per carpirne l\u2019intenzione; a volte solo per raccomandarsi, quando \u00e8 gi\u00e0 in agitazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dette un\u2019occhiata e poi, perplesso, un\u2019altra ancora. C\u2019era qualcosa di strano&#8230;&nbsp;<em>che fosse un\u2019allucinazione?&nbsp;&nbsp;<\/em>Si spost\u00f2 a lato&#8230;&nbsp;<em>no&#8230; non era un\u2019impressione&#8230;&nbsp;<\/em>Cristo &#8211; al varco della verit\u00e0 &#8211; sorrideva a sua volta, da ogni angolazione.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, non era stata la fotocellula a osservarlo. Era evidente che Dio avesse sentito tutti i suoi pensieri comprese la bestemmia e ogni altra imprecazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che stupido&#8230; adesso era spacciato, per lui non c\u2019era redenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sera del 19 marzo, sotto il cielo di Bologna, i protagonisti di questa storia andarono a letto senza riuscire a dormire. Avevano qualcosa in comune ma non potevano saperlo, il loro tempo era prossimo a collimare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita li aveva condotti l\u00ec, nel punto del salto e tutto quello che era successo prima non era altro che un\u2019invisibile rete. Ci avevano camminato dentro: sulle maglie, tra i buchi e sui fili intrecciati, passo dopo passo si erano avvicinati allo stesso nodo credendo sempre di muoversi soli. Nessuno immaginava ci\u00f2 che stava per succedere; la sorte, come al solito, aveva piani geniali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Il destino \u00e8 un momento che arriva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>in un posto preciso;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>una mano che scrive,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>una trama che ordisce<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>senza preavviso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:24px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"429\" src=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02-1024x429.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2877\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02-1024x429.png 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02-300x126.png 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02-768x322.png 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02-1536x643.png 1536w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Schermata-2026-11-06-alle-18.01.02-2048x858.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:13px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 marzo del 2026, a pomeriggio inoltrato, Orfeno Palanca and\u00f2 in palestra. 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