{"id":720,"date":"2017-07-13T07:30:45","date_gmt":"2017-07-13T05:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=720"},"modified":"2017-07-13T07:33:32","modified_gmt":"2017-07-13T05:33:32","slug":"noi-tre-freud-e-godel-le-mille-facce-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/articoli\/noi-tre-freud-e-godel-le-mille-facce-della-verita\/","title":{"rendered":"Noi tre, Freud e G\u00f6del. Le mille facce della verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa un caro amico mi ha proposto di partecipare insieme lui a una conferenza. Il tema era\u00a0 \u2018La garanzia\u2019, un argomento di cui sapevo poco o nulla e che avrei dovuto, in qualche modo, legare con la matematica.\u00a0 Avrei potuto rifiutare e declinare cortesemente l\u2019invito, invece ho accettato la sfida come se fosse stata una partita a tennis, semplicemente cercando di colpire la palla senza sapere da che parte sarebbe arrivata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la mia mente ha cominciato a correre nel campo arancione e quelli che trovate qui sotto sono i risultati di questa allegra fatica.<\/p>\n<p>Ho pensato che la garanzia, qualsiasi sia la cosa o la persona che viene garantita, ha bisogno di una dichiarazione esplicita o implicita di accettabilit\u00e0, dunque di un\u2019argomentazione che cerchi di avvicinarsi al vero.<\/p>\n<p>Proprio il concetto di verit\u00e0, con gli annessi e i connessi della sua affannosa ricerca, ha costituito il punto centrale della mia esplorazione.\u00a0 La mia attenzione \u00e8 planata, in particolare, sul momento storico in cui l\u2019uomo ha perso molte delle sue certezze ed \u00e8 atterrata nella prima met\u00e0 del 900, quando si sono manifestate contemporaneamente la crisi della logica e la nascita della psicanalisi.<\/p>\n<p>Ho coinvolto nel gioco due persone che mi hanno aiutato a vedere aspetti molto diversi: Francesco Berto e Giacomo Grifoni, che ringrazio moltissimo. Francesco \u00e8 un filosofo di grande fama e di grande umilt\u00e0, studioso di logica e autore di bellissimi libri sul tema tra cui\u00a0 \u2018Tutti pazzi per G\u00f6del\u2019 in cui tratta gli argomenti di questa intervista.\u00a0 Giacomo \u00e8 uno psicologo psicoterapeuta, ha pubblicato libri per diversi editori tra cui \u2018 La casa delle nuvole dentro\u2019 che affronta in termini narrativi il tema della violenza domestica. In fondo all\u2019articolo trovate i link per gli approfondimenti su entrambi.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 venuto fuori \u00e8 un dialogo a tre sulla capacit\u00e0 della mente di creare argomenti e congetture, se questo poi costituisca il primo passo per avere delle garanzie \u00e8 tutto da vedere. Se non altro, mettiamola cos\u00ec, alimenta una ragionevole speranza.<\/p>\n<p>In questo periodo il mio amico non \u00e8 stato bene e sta lottando con tutte le sue forze per non uscire dal gioco.\u00a0 A lui dedico questo articolo e tutta la ricerca che mi ha condotto qui; se potessi esprimere un desiderio in questa notte d\u2019estate, chiederei di veder tornare la palla da questa parte del campo e di sentire la sua voce che grida:\u00a0 \u2018corri Letizia, corri a prenderla!\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comincio la mia chiacchierata girando intorno all\u2019argomento della logica. Mi rivolgo a Francesco e gli pongo una domanda di carattere generale. <i>Che cosa c\u2019\u00e8 di matematico nel modo di ragionare? La logica \u00e8 una caratteristica innata necessaria per la sopravvivenza?<\/i><\/p>\n<p>Francesco prende la parola e risponde cos\u00ec:<\/p>\n<p>Uno potrebbe chiedersi cosa c\u2019\u00e8 di logico nella matematica e cosa c\u2019\u00e8 di\u00a0matematico nella logica. Quanto alla prima domanda, I matematici\u00a0ragionano, tipicamente, per <i>deduzione<\/i>. Gli argomenti deduttivi validi sono\u00a0tali che, come si suol dire, \u2018preservano la verit\u00e0\u2019: quando le premesse\u00a0sono vere, \u00e8 impossibile che la conclusione sia falsa. Cos\u00ec, per fare il\u00a0famoso esempio funebre: se \u00e8 vero che tutti gli uomini sono mortali ed \u00e8\u00a0vero che Socrate \u00e8 un uomo, Socrate \u00e8 senz\u2019altro mortale.\u00a0Non tutti i ragionamenti che facciamo nella vita sono cos\u00ec.\u00a0 A volte\u00a0ragioniamo per <i>induzione<\/i>, o generalizzando da casi particolari e qui la\u00a0conclusione segue dalle premesse solo in modo probabile (Socrate era\u00a0mortale (infatti \u00e8 morto); Giovanna D\u2019Arco era mortale (idem); Napoleone\u00a0era mortale (idem); mio nonno era mortale;\u00a0 Andreotti era mortale;etc, etc, etc. \u2026 Concludiamo che tutti gli uomini sono mortali.\u00a0 Infine, qualche volta ragioniamo per \u201c<i>abduzione<\/i>\u201d, ossia, grossomodo, cercando la miglior\u00a0spiegazione per un fenomeno.<\/p>\n<p>Mi fermo su queste parole: deduzione, induzione, abduzione. Sono tre modi di impostare un ragionamento, tre strade per procedere alla ricerca della verit\u00e0.\u00a0La deduzione \u00e8 rigorosa, da premesse vere scaturiscono conseguenze vere. L\u2019induzione \u00e8 meno rigida perch\u00e9 perde la certezza: la conclusione contiene delle informazioni che non derivano completamente dalle premesse. Se assaggio uno, due, tre frutti di un albero e considero che sono acerbi, mi faccio l\u2019idea che tutti i frutti di quell\u2019albero siano acerbi. \u00a0L\u2019apertura con cui aggiungiamo informazioni per via induttiva paga il prezzo dell\u2019insicurezza: il dubbio si affaccia nel margine di errore e il vero diventa ver\u00a0osimile; la conclusione segue dunque dalle premesse solo in modo probabile.L\u2019abduzione \u00e8 ancora pi\u00f9 confusa: se trovo un ragazzo davanti a una scuola e so che in quell\u2019istituto ci sono ragazzi della sua et\u00e0, mi faccio l\u2019idea che quel ragazzo sia uno studente di quella scuola.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-717 alignleft\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-160x160.jpg 160w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503-320x320.jpg 320w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1503.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mi viene da pensare che le premesse vere sono cosa rara, il pi\u00f9 delle volte brancoliamo su ipotesi verosimili o addirittura ventilate come sulla tela di una ragnatela, semplicemente cercando di non affondare.<\/p>\n<p>Giro la domanda a Giacomo, che sulle ragnatele ha costruito la sua professione. \u00a0 <i>Come ragiona uno psicologo per guidare il suo paziente alla ricerca di un equilibrio?<\/i> <i>Si parla di equilibrio, appunto; la verit\u00e0 diventa fluida.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Gi\u00e0, risponde Giacomo, la verit\u00e0 diventa fluida. Alla psicologia, soprattutto quella clinica, interessa la soggettivit\u00e0 anche se spesso siamo andati alla ricerca di modelli di funzionamento della mente universali tanto in ambito sperimentale quanto in ambito pi\u00f9 prettamente terapeutico. Cerco di spiegarmi meglio. Hai presente l\u2019effetto Rashomon che prende nome dal film di Kurosawa? Nel film diversi testimoni, e anche l\u2019omicida, raccontano lo stesso episodio in modo diverso. Chi dice la verit\u00e0? Come giustamente hai detto tu, spesso la verit\u00e0 \u00e8 fluida, soprattutto per le questioni umane. Ognuno ha il suo modo di costruirsi spiegazioni sui \u201cfatti\u201d applicando filtri, distorsioni, aspettative pi\u00f9 o meno realistiche su come sono andate le cose a seconda delle esperienze che hanno segnato lo sviluppo della propria personalit\u00e0, dello stato emotivo e dello stile cognitivo con cui interpretiamo la realt\u00e0. Ne consegue, se vuoi, l\u2019aspetto pi\u00f9 affascinante del mio lavoro, che io definisco per certi versi artistico oltre che scientifico. Anche ogni relazione terapeutica, come ogni relazione significativa della nostra vita, \u00e8 irripetibile e unica. E proprio come accade nella nostra vita, \u00e8 all\u2019interno della relazione terapeutica che co-costruiamo significati diversi sulle cose, capaci di aiutare l\u2019altro a raggiungere un maggior livello di benessere emotivo e relazionale. Ovviamente c\u2019\u00e8 una matrice di significati comuni che condividiamo tutti in quanto appartenenti ad una societ\u00e0, ma alla base del lavoro clinico non posso che valorizzare il <i>preciso modo<\/i> in cui quella persona sente e percepisce la realt\u00e0. Questo riconoscimento \u00e8 alla base dell\u2019empatia; cio\u00e8, della nostra capacit\u00e0 di entrare nel punto di vista dell\u2019altro senza giudizio, prendendo quel vissuto come punto di riferimento per avviare la relazione. Approccio affascinante, certo, per\u00f2 anche rischioso. In certi casi, anche noi psicologi dobbiamo tener conto dei fatti, oltre che dei significati e delle fantasie che ruotano intorno ad essi. Faccio un esempio. Quando ci si occupa di situazioni di violenza agita e subita, dobbiamo prendere atto che ci sono verit\u00e0 che rappresentano fatti &#8211; quello che \u00e8 realmente accaduto, quel giorno, a quell\u2019ora, in quel luogo, tra quelle due persone &#8211; indipendentemente da come gli episodi reali possono essere deformati, amplificati o minimizzati dal racconto delle persone che ascoltiamo.<\/p>\n<p>Ripasso la parola a Francesco per affrontare il secondo punto del discorso: <i>che cosa c\u2019\u00e8 di matematico nella logica.<\/i> \u00e8 una domanda tutt\u2019altro che banale: se la logica \u00e8 necessaria per vivere e contiene i tratti della matematica, va da s\u00e9 che la matematica \u00e8 una struttura innata per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Detta cos\u00ec potrebbe risultare una cosa spaventosa, non tutti apprezzano l\u2019idea che abbiamo bisogno della matematica.\u00a0 Se per\u00f2 incliniamo la testa e guardiamo l\u2019affermazione di lato, troviamo un\u2019 indicazione incoraggiante: abbiamo tutti la matematica in dotazione genetica e nessuno \u00e8 completamente sprovvisto.\u00a0 C\u2019\u00e8 sempre una faccia della medaglia che risulta difficile da vedere, spesso \u00e8 quella che porta pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>Francesco continua cos\u00ec:<\/p>\n<p>Buona parte della logica contemporanea utilizza linguaggi formali e tecniche matematiche per dimostrare una quantit\u00e0 di risultati. La rivoluzione matematica in logica \u00e8 iniziata con autori come Boole, Frege, Russell, e non si \u00e8 ancora arrestata.\u00a0E yes, la logica \u00e8 necessaria per la sopravvivenza. Inclusa la logica deduttiva. Se vediamo che fuori nevica, e sappiamo che quando nevica fa\u00a0freddo e che quando fa freddo \u00e8 meglio coprirsi, applicheremo il <i>modus\u00a0<\/i><i>ponens<\/i> un paio di volte (se P allora Q. E dato che P, quindi Q) e ci copriremo\u00a0bene prima di uscire.\u00a0Inoltre, facciamo continuamente ipotesi su come le cose potrebbero andare\u00a0in futuro e cosa faremmo se andassero cos\u00ec (\u2018Se tento di saltare oltre\u00a0quel ruscello, ce la far\u00f2 o cadr\u00f2 in acqua?\u2019 ; \u2018Che succede se non riesco\u00a0a pagare il mutuo il mese prossimo?\u2019). Facciamo anche ipotesi cosiddette\u00a0controfattuali, su come le cose sarebbero potute andare altrimenti, per\u00a0accertare responsabilit\u00e0 (\u2018Avrebbe avuto l\u2019incidente se non fosse passato\u00a0col semaforo giallo?\u2019). In queste attivit\u00e0, immaginiamo uno scenario e,\u00a0usando procedimenti logici deduttivi, induttivi, informazioni disponibili e varie\u00a0tecniche razionali, cerchiamo di capire cosa seguirebbe, e cosa no.<\/p>\n<p>Mi rivolgo a Giacomo e gli <i>chiedo se la nostra capacit\u00e0 di formulare ipotesi possa contribuire a generare ansia:<\/i> la tentazione di tenere tutto sotto controllo ci proietta in configurazioni di scenari possibili che la nostra mente non sa gestire per intero e l\u2019imprevisto diventa una minaccia. Ecco cosa risponde:<\/p>\n<p>Il nostro pensiero ipotetico \u00e8 una risorsa fantastica. Piaget ad esempio lo individuava come la forma pi\u00f9 alta di intelligenza perch\u00e9 si svincola dagli aspetti pratici e operatori e ci consente appunto di fare ipotesi del tipo \u201cse\u2026 allora\u201d. Da un altro punto di vista, lo stesso tipo di pensiero per\u00f2 pu\u00f2 diventare anche un limite se si stacca troppo dai dati di fatto. In linea generale, la nostra capacit\u00e0 di astrazione e simbolizzazione deve essere controbilanciata anche da una certa dose di pragmatismo e intelligenza pratica. Rispetto alle possibili conseguenze negative dei nostri processi cognitivi, Ellis individua ad esempio alla base di molte nostre difficolt\u00e0 le <i>idee irrazionali<\/i>, che sono asserzioni che riteniamo vere in modo definitivo e pregiudicano il nostro equilibrio mentale, tipo: se qualcosa mi sembra molto difficile, allora devo evitarla perch\u00e9 affrontandola sono destinato a un sicuro e catastrofico fallimento. Oppure: la mia infelicit\u00e0 dipende da cause esterne e immodificabili sulle quali io non ho nessun margine di intervento e mai lo avr\u00f2 in futuro. Questi sono esempi di derive irrazionali del nostro pensiero, che, come dire, si avvita su di s\u00e9, non tiene conto delle evidenze contro fattuali e magnifica invece le evidenze che confermano le idee irrazionali che produce. Il fatto \u00e8 che ci illudiamo di poter tenere sotto controllo con la nostra mente la realt\u00e0, ma purtroppo non \u00e8 possibile. In estrema sintesi, a volte le persone vanno aiutate a tollerare questa dolorosa \u201cverit\u00e0\u201d!<\/p>\n<p>Riprendo io il discorso.<\/p>\n<p>La storia racconta che molti grandi geni della matematica sono diventati pazzi.\u00a0 Lo stesso G\u00f6del soffriva di ipocondria e manifestava conclamate paranoie, tra cui la volont\u00e0 di mangiare pochissimo per paura di essere avvelenato. Sembra quasi che l\u2019eccezionale capacit\u00e0 logica in ambiti di studio elevati abbia contaminato (se non addirittura esaurito) la logica semplice della quotidianit\u00e0, fino a sgretolare il buon senso.\u00a0 Mi giro verso Francesco e chi chiedo se ha un\u2019idea per spiegare questo fenomeno. Francesco sorride e poi dice:<\/p>\n<p>Non dubito che chi \u00e8 molto dotato per il pensiero astratto possa aver la\u00a0tendenza a vivere nelle proprie astrazioni. In certi ambienti accademici,\u00a0questo modo d\u2019essere \u00e8 considerato normale, tollerato o incoraggiato. Ma\u00a0naturalmente, non \u00e8 inevitabile. Credo Che Tarski abbia detto una volta di\u00a0considerarsi il migliore fra i logici sani di mente, o qualcosa del\u00a0genere. Intendeva giocare un po\u2019 con questo luogo comune e darsi, cos\u00ec, del\u00a0logico non eccezionale (il sottinteso era: i veri grandi sono tutti\u00a0matti). Eppure, era un logico eccezionale ed era anche uno che sapeva\u00a0stare al mondo.\u00a0Poi, per un parere serio, bisognerebbe girare la domanda a uno psicologo \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Guardo Giacomo, che si sente tirato in ballo per il parere serio. Gli passo la palla e me la rende con queste riflessioni:<\/p>\n<p>Non sono sicuro di essere in grado di rispondere alla domanda se l\u2019eccesso di logica conduca alla follia. Credo, d\u2019altro canto, che sia rischiosa ogni forma di eccesso e che il discorso possa essere allargato alla domanda: che cosa significa benessere psichico? Penso che questo si fondi sulla nostra capacit\u00e0 di integrare aspetti anche molto diversi della nostra personalit\u00e0, mantenendo allenata la mente all\u2019incontro con il diverso, l\u2019estraneo, con il nuovo. Ovvero, con qualcosa che ci spiazza e esce dalle nostre specializzazioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1505.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-718 alignleft\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1505-300x145.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1505-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1505-768x370.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_1505.jpg 896w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pu\u00f2 darsi che chi si occupa di logica corra il rischio di isolarsi in un mondo astratto cos\u00ec come, per esempio, chi si occupa di ingranaggi possa correre il rischio di isolarsi nella sua catena\u00a0di montaggio e chi si occupa di psicopatologia\u00a0 possa rischiare di isolarsi nel suo sapere psicologico, ritenendosi depositario della verit\u00e0. La salute e il benessere psichico hanno molto a che fare, secondo me, anche con il concetto di versatilit\u00e0, ironia e apertura mentale. E anche con la capacit\u00e0 di cambiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla capacit\u00e0 di cambiare mi fermo e ripenso alle cose che sono state dette. Penso alla verit\u00e0, che ci sfugge dalle mani come un pezzo di sapone; la cerchiamo nel nostro modo di sentire, la tocchiamo col pensiero deduttivo che vorrebbe preservarla, la leggiamo nei fatti delle cose passate che non esistono pi\u00f9. La verit\u00e0 \u00e8 una stanza piena di specchi, ogni riflesso \u00e8 una menzogna che dice qualcosa di vero.<\/p>\n<p>Cos\u00ec concludo la prima parte di questa intervista a met\u00e0 strada tra la logica e la psicologia. Siamo sul ponte tra i nostri emisferi, il posto migliore per un picnic. Chi vuole trova la seconda parte sul blog di Buongiorno Matematica tra qualche giorno, giusto il tempo di tirare qualche sasso nell\u2019acqua e di vederlo arrivare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/francescoberto.academia.edu<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giacomogrifoni.it\">http:\/\/www.giacomogrifoni.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa un caro amico mi ha proposto di partecipare insieme lui a una conferenza. 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