{"id":988,"date":"2018-05-05T07:57:03","date_gmt":"2018-05-05T05:57:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/?p=988"},"modified":"2018-05-05T08:04:37","modified_gmt":"2018-05-05T06:04:37","slug":"3-anna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/rime-baciate\/3-anna\/","title":{"rendered":"3. Anna"},"content":{"rendered":"<p>Quella di Anna era stata un\u2019infanzia decisamente particolare.<\/p>\n<p>Aveva un fratello, Libero, di due anni pi\u00f9 grande con cui giocava tutti i pomeriggi al rientro da scuola.\u00a0Nonostante fosse la sorella minore, Anna aveva sempre avuto un ruolo importante e grosse responsabilit\u00e0 perch\u00e9 Libero era un bambino speciale, uno di quei ragazzini fuori dalle righe che assumeva atteggiamenti normali in quasi tutte le circostanze della quotidianit\u00e0 e che ogni tanto, spinto da non si sa quale motivo, si isolava dal contesto e cominciava a fare cose difficili da raccontare. Era come se Libero cadesse improvvisamente in degli spazi di vuoto; esibiva di colpo un\u2019espressione incomprensibile mentre il suo sguardo si perdeva in punti fissi lontano dallo sguardo degli altri, si estraniava e rimaneva zitto per un tempo che nessuno sapeva prevedere finch\u00e9 d\u2019un tratto tornava nella circostanza del reale e diceva qualcosa, spinto dagli stessi incomprensibili motivi che l\u2019avevano azzittito.<a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/equilibrista-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-985 alignright\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/equilibrista-2.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"232\" \/><\/a><\/p>\n<p>Anna era cresciuta con l\u2019abitudine di veder Libero precipitare in quell\u2019isolamento totale e repentino, aveva imparato ad assecondare le sue assenze temporanee e aveva acquisito familiarit\u00e0 con quella mancanza di sguardi e di gesti perch\u00e9 non c\u2019era niente da fare: in quei momenti Libero si trovava da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Quando succedeva, la bambina prendeva il fratello per mano e continuava a fare quello che stava facendo: camminava, parlava con le persone e faceva i compiti; teneva un occhio avanti e un occhio su Libero per assicurarsi che fosse tutto sotto controllo.<\/p>\n<p>Era un pomeriggio di met\u00e0 maggio, lui aveva 9 anni e lei 7, quando decisero di andare al parco che era stato appena inaugurato sulla collina in fondo al viale; si diceva che ci fossero grandi scivoli ricurvi, altalene di corda su cui si poteva salire in gruppo e altri giochi tedeschi che in Italia non si erano ancora mai visti. La strada da percorrere era poca e c\u2019era un solo semaforo da attraversare: la mamma dette il suo consenso insieme a mille raccomandazioni.<\/p>\n<p>&#8211; Non perderlo di vista- disse ad Anna, e due bambini si incamminarono. Giocarono per tutto il pomeriggio, corsero tra i prati e scivolarono senza sosta sulla sagoma curvilinea delle impalcature tedesche; all\u2019ora del tramonto si avviarono verso casa come avevano promesso. Camminavano e canticchiavano ripensando ai momenti appena vissuti, carichi di euforia e di stanchezza. Avevano addosso un gran senso di pace e nel naso il profumo della primavera, ridevano e si tiravano spintarelle mentre saltellavano per non pestare le righe del lastricato. Anna si ferm\u00f2 di colpo.<\/p>\n<p>-Ho perso il braccialetto!- disse.<\/p>\n<p>-Quando l\u2019hai visto per l\u2019ultima volta?- chiese Libero.<\/p>\n<p>-Sull\u2019altalena ce l\u2019avevo ancora, sono sicura- rispose la bambina mentre ripercorreva le tappe dei loro spostamenti. Anna ripens\u00f2 ed elenc\u00f2 a voce alta i giochi che avevano fatto, valutando tutte le possibilit\u00e0. Stava ancora riflettendo quando vide calare sul viso di Libero un\u2019espressione strana, diversa da quella delle altre volte. D\u2019istinto lo prese per mano e lo spinse sul lato della strada, poi rimase a guardarlo mentre lui si estraniava e posava lo sguardo ora a destra ora a sinistra senza una meta precisa. Dopo qualche secondo Libero ruppe il silenzio, continuando a fissare nel vuoto.<\/p>\n<p>-Sull\u2019altalena ci sono 5 milioni, 374 mila 272 funi annodate, il braccialetto potrebbe essere rimasto impigliato mentre scendevi.-<\/p>\n<p>Anna rimase zitta, immobile, senza sapere che cosa pensare. Lentamente port\u00f2 Libero a casa, tenendolo sempre per mano. Durante la cena il ragazzino riprese a parlare normalmente e raccont\u00f2 dei giochi nel parco. Anna invece era visibilmente turbata e rimase quasi sempre in silenzio. Dopo mangiato, la bambina aspett\u00f2 che il fratello andasse a fare la doccia e poi si avvicin\u00f2 alla mamma che stava rassettando in cucina.<\/p>\n<p>-Una volta mi hai detto che il nonno aveva un talento per la matematica, ricordi?- chiese la bambina.<\/p>\n<p>-\u00c8 vero- rispose la donna, che si mise a sedere. Anna le raccont\u00f2 quanto era accaduto. La madre rimase ad ascoltare in silenzio lasciando cadere le braccia sulle gambe come se non avessero peso.<\/p>\n<p>-Domani parlo con la maestra- disse alla fine.<\/p>\n<p>Da quel momento tutto cambi\u00f2. Libero fu inserito in un programma speciale per bambini superdotati, frequentava corsi in un istituto all\u2019avanguardia ed era seguito da specialisti che usavano il suo cervello per studiare la mente dei geni. Partecipava a gare di matematica in tutto il mondo sfidando altri bambini speciali come lui e quando vinceva il suo nome compariva sui giornali della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal canto suo, Libero non sembrava curarsi di tutto quel frastuono, continuava a giocare e a studiare con la stessa intensit\u00e0; alternava espressioni da bambino e momenti di alienazione senza avvertire la fase del passaggio, come se studiare, perdersi e giocare fossero un tutt\u2019uno. Anna lo guardava in silenzio, affascinata dal suo mondo invisibile e da quella concentrazione innaturale. \u00a0<a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/equilibrista.luna_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-984 alignleft\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/equilibrista.luna_-270x300.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/equilibrista.luna_-270x300.jpg 270w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/equilibrista.luna_.jpg 359w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/p>\n<p><i>&#8211;<\/i><em>Che cosa vedi, Libero, quando non vedi quello che vedo io<\/em><i>?<\/i>&#8211; si chiedeva tra s\u00e9 e s\u00e9. Ma sapeva che quella domanda non avrebbe trovato risposta perch\u00e9 Libero era incapace di spiegare, di farle capire dove andava quando la sua testa non era pi\u00f9 l\u00ec. Anna guardava quei libri pieni di formule e figure, fissava le cifre e i simboli sperando di trovare qualcosa, magari una porta o un sentiero che le consentissero di seguire Libero almeno per una volta, una volta sola. In certe occasioni Anna provava invidia perch\u00e9 Libero era in grado di sparire dal mondo e di viaggiare in spazi che gli altri non vedevano, senza saperlo possedeva il <em>mantello dell\u2019altrove <\/em>e nessuno sapeva dov\u2019era.<\/p>\n<p><em>Se ce l\u2019avessi io<\/em> &#8211; pensava Anna- l<em>o indosserei tute le volte che la mamma mi brontola o quando non ho fatto i compiti, me lo metterei se qualcuno mi prende in giro e &#8230;.Puff , svanirei nel nulla lasciando il mio corpo senza reazioni. Via i pensieri brutti, via la paura del buio! semplicemente sparirei lontano dove i pensieri e le paure non esistono\u2026<\/em><\/p>\n<p>Ma Anna non poteva capire e continuava a guardare il fratello nei suoi atteggiamenti strampalati.<\/p>\n<p>Qualche anno dopo la situazione si era normalizzata. A 13 anni Libero frequentava diversi corsi di matematica avanzata e seguiva dei programmi speciali; tutti i gioved\u00ec pomeriggio andava in una scuola per ragazzi plusdotati, chiamati comunemente gifted, in cui correggeva i compiti che gli erano stati assegnati e prendeva in carico un nuovo problema da svolgere per il gioved\u00ec successivo. Non c\u2019erano obblighi e Libero poteva scegliere di non farlo; la scuola aveva nel suo statuto il rispetto per la crescita e per il ritmo naturale di ogni individuo senza forzare l\u2019apprendimento di nessuno. Ci\u00f2 nonostante, Libero si presentava ogni gioved\u00ec con il suo quaderno pieno di calcoli ed erano sempre incredibilmente corretti.<\/p>\n<p>Anna andava a prenderlo alle 19 e si faceva raccontare che cosa avevano fatto; le piaceva stargli accanto perch\u00e9 sentiva di essere speciale: lei era l\u2019unica che riuscisse ad avvicinarlo o a tenerlo per mano e si sentiva privilegiata.<\/p>\n<p>-Mi hanno detto che se risolvo questo problema per gioved\u00ec posso andare alle gare di Parigi- Disse il ragazzino mentre tornavano a casa.<\/p>\n<p>-Di che si tratta?- Chiese lei, che era sempre interessata anche se non poteva capire.<\/p>\n<p>-\u00c8 un quesito applicato alla meccanica dei fluidi, una cosa abbastanza difficile. Ho gi\u00e0 cominciato a pensarci ma per ora non ho trovato un\u2019idea. Forse con le equazioni differenziali\u2026non so, dovrei scrivere un sistema\u2026fare un diagramma\u2026<\/p>\n<p>-Ci penserai dopo, hai tutto il tempo- Ribatt\u00e9 lei. Ma il fratello era rimasto qualche passo indietro, assorto nei suoi pensieri.<\/p>\n<p>Erano sulle strisce, stavano attraversando il viale. Dall\u2019incrocio laterale comparve all\u2019improvviso una macchina, un Suv nero con i finestrini scuri che viaggiava a tutta velocit\u00e0. Anna era gi\u00e0 abbastanza vicina al marciapiede e si gir\u00f2 d\u2019istinto per cercare il fratello. Libero era immobile in mezzo alla strada con l\u2019espressione assente.<\/p>\n<p>-Libero noooo!!- Grid\u00f2.<\/p>\n<p>Corse verso di lui e lo tir\u00f2 per un braccio; la macchina non fece in tempo a frenare e la invest\u00ec.<\/p>\n<p>Quello che successe dopo sono ricordi di ambulanze, corridoi bianchi, luci dell\u2019ospedale. E poi silenzio, tanto silenzio.<\/p>\n<p>Libero che le stava accanto e le teneva la mano, la mamma che piangeva di spalle, i dottori che passavano e parlavano tra loro.<\/p>\n<p>Anna si era svegliata ma le sue gambe non camminavano pi\u00f9.<\/p>\n<p>Passarono due, tre, quattro mesi. La bambina non parlava, non diceva niente; guardava fuori dalla finestra e tornava nel suo riserbo, al centro del dolore.<\/p>\n<p>Avrebbe voluto smettere di pensare, spogliarsi dei ricordi e fuggire lontano. Avrebbe voluto sparire nel nulla, uscire da quella stanza e\u00a0 da se stessa, lasciarsi avvolgere dal buio.<\/p>\n<p>Una mattina le venne in mente il mantello dell\u2019altrove, lo spazio impenetrabile in cui Libero si perdeva quando si estraniava da lei. Allora si gir\u00f2 verso il fratello, che le stava accanto giorno e notte, e finalmente lasci\u00f2 uscire qualche parola:<\/p>\n<p>-Portami un libro di matematica- disse.<\/p>\n<p>E Libero glielo port\u00f2.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/bambina-su-filo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-986 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/bambina-su-filo-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/bambina-su-filo-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.buongiornomatematica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/bambina-su-filo.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella di Anna era stata un\u2019infanzia decisamente particolare. 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