Storia del punto P
C’era una volta un punto P. Viveva felice sul piano cartesiano all’indirizzo (x,y).
La mattina apriva la finestra e guardava il sole sorgere sull’asse delle ascisse; il pomeriggio saliva sul tetto della sua abitazione e mangiava sei fette biscottate inzuppate nel caffelatte mentre il vento del nord gli accarezzava i capelli. Aveva un grande ciuffo nero che gli copriva la fronte; tutti i giorni dopo colazione P si guardava allo specchio e si cospargeva il ciuffo di brillantina. Poi prendeva la chitarra e suonava il rock’n roll; una volta finita l’esibizione appoggiava la chitarra sul comodino e leggeva otto righe di filosofia.
Così il punto P passava le giornate in armonia, semplicemente contento di essere vivo.
Un giorno si svegliò e si accorse che avevano disegnato una lunga strada rossa vicino al suo cancello. Fece un grande sorriso e pensò di essere incredibilmente fortunato: finalmente avrebbe parlato con qualcuno; avrebbero mangiato insieme latte e fette biscottate e forse sarebbero diventati amici. Un’ idea lo fece sussultare: sarebbe diventato un Punto di Sosta per chiunque avesse voluto fermarsi e la fama della sua accoglienza si sarebbe diffusa in tutto il quadrante.
Aggiustò le tegole del tetto e aggiunse uno sgabello in direzione delle montagne, poi appese un cartello sulla porta di casa con scritto ‘ Elevato Punto di vista’.
Passarono molti giorni ma non si vide passare nessuno; P aspettava alla finestra e la finestra piangeva con P: trasformava la voce del vento nell’ululato dei lupi .
Finalmente dopo otto mesi, tre giorni e 11 ore arrivò la mano di un bambino, armata di un pennarello sorprendentemente acquerelloso. Percorse la strada in lungo e in largo, finché una goccia d’inchiostro cadde proprio sulla casa di P.
Era una goccia piccola ma bastò a riempire tutto lo spazio; P e la goccia fecero subito amicizia e non si lasciarono mai più.
Ancora oggi un osservatore attento può sentire, nei pressi della strada rossa, una musica rock che si confonde col suono del vento e un certo odore di caffelatte. Sono cose visibili solo a chi è dotato di fantasia, particolari che sfuggono agli occhi dei più.
Eccoli lì, P e l’inchiostro sul viale del tramonto, il Poco e il Punto che fanno la differenza nei nostri pensieri. Tu
tte le notti si prendono per mano e si raccontano una storia; perché di notte si sa, ogni storia trova un posto in cui essere vera.
