Un posto per noi

Carlo tirò fuori gli scatoloni del trasloco e cominciò a sistemare i libri nella libreria. Storia, letteratura, arte … metteva ogni volume nell’apposito scaffale e guardava compiaciuto il risultato di tanta precisione.

– E questo?- Pensò d’un tratto. Prese in mano un piccolo tomo stropicciato su cui compariva la scritta ‘Buongiorno Matematica’. Lo girò più volte nel tentativo di inquadrarlo meglio, poi lo aprì e cominciò a sfogliarlo.

– Mmmmmm – disse tra sé e sé – Non è matematica, non è arte, non è poesia. Un libro così non dovrebbe esistere! – Si prese ancora qualche minuto per pensare mentre andava su e giù per la casa con il libro in mano. Camminava e si guardava attorno: proprio non sapeva dove riporre quel testo ibrido e poco accomodante, quindi lo appoggiò sul comodino in attesa di trovargli una sistemazione adeguata.

La giornata volgeva al termine, Carlo preparò una cena veloce con le solite tre cose che aveva nel frigorifero: un uovo, una sottiletta e un gambo di sedano che risultava, nei pensieri e nell’aspetto, del tutto simile a un salice piangente.  Mangiò senza entusiasmo e si buttò sul letto.

– Giuro che domani faccio la spesa – giurò come aveva fatto il giorno prima,  poi si addormentò.

Dopo qualche ora di sonno profondo Carlo sentì una voce, un suono debole come un bisbiglìo che pareva rivolgersi proprio a lui.

– Psss, Psss – diceva la vocina.

Carlo si drizzò sul letto e cercò di accendere la luce. La lampadina era fulminata da settimane.

– Già, è fulminata – Pensò. – Domani ne compro una nuova –

In quel momento si accorse di un leggero bagliore che prendeva forma davanti ai suoi occhi. Nella penombra si distingueva una figura esile, spigolosa come una marionetta a fili e piccola come una cavalletta di media statura.

– Chi sei? – Chiese Carlo

– Sono lo spiritello del libro. Lo dico sempre io: non si deve mai mettere un libro sul comodino, è troppo vicino ai sogni!

– Scusami, non lo sapevo – disse Carlo. – Non ho trovato un posto dove sistemarlo … non c’è uno scaffale giusto per questo volumetto mezzosangue: non ha un genere preciso, non rientra in alcuna categoria!

– Ma bisogna proprio insegnarti tutto eh?! – proseguì lo spiritello – I libri sugli scaffali diventano titoli: perdono il loro contenuto, le loro storie, la loro freschezza. Rimangono costole che nessuno guarda, ingialliscono come il sedano nel tuo frigorifero.

Carlo si stropicciò gli occhi e le orecchie per essere sicuro di aver capito bene. Poi chiese: – E allora dove lo metto?

Lo spiritello rispose.

– Vedi, quando leggi un libro e ti piace, quel libro diventa tuo. Non solo perché lo possiedi, questo è ovvio. Diventa tuo perché lo vivi e lo interpreti secondo il tuo modo di essere; diventa tuo perché prende qualcosa di te. Sai che cosa rende un libro attraente? Sono le emozioni dei lettori, le voci e i pensieri che spingono le storie in mille direzioni diverse fino a dargli la forza di spiccare il volo. E il volo, caro mio, non ha categorie! Ha le sfaccettature colorate delle persone, il suono dei loro respiri e il ritmo dei loro battiti. Se qualcuno ride, il libro si tinge di verde; se c’è qualcuno che sospira diventa arancione; se un altro si commuove allora prende il colore dei laghi. – Fece un attimo di silenzio e poi aggiunse – Eh sì … la commozione ha la forza di un ciclone, quando arriva non si può fermare –

Carlo guardava lo spiritello parlare e si accorse, con un po’ di stupore, che diventava sempre più piatto. Alla fine era talmente sottile da sembrare trasparente, lo vide fare un salto sul libro e spalmarsi sulla copertina.

– Aspetta!- Gridò Carlo. – non mi hai ancora detto dove metterlo!

– Ho fatto tardi – Disse la vocina da dentro il volume. – Devo finire di disegnare le storie che disegnano me.

Quella notte Carlo lesse tutto il volume, dall’inizio alla fine. La mattina seguente staccò le pagine una a una e le attaccò sulle porte dei vicini di casa. Poi andò sulla collina, di fronte al panorama della città. Prese la copertina del libro, fece un sorriso e la gettò nel vento. – Vola spiritello, vola!

 

Sapete dove arrivò la copertina? Non lo so nemmeno io, ma mi piace pensare che qualcuno di voi prima o poi la veda passare. Se avvertite un bagliore misterioso nelle giornate di vento o nelle notti di luna piena, se siete irrimediabilmente imperfetti e la vostra lampadina è fulminata, allora aprite bene gli occhi e guardate se riuscite a vedere uno spiritello senza scaffale che salta da una parte all’altra con la matita in mano. Non potete sbagliare: è una figura esile, spigolosa come una marionetta a fili e piccola come una cavalletta di media statura.

 

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